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DIOGO JOTA, I REDS RIAPRONO IL DISCORSO CHAMPIONS

Jota sempre decisivo

Ben diciannove giorni dopo l’ultima partita giocata in campionato prima della sosta per le nazionali, ritorna la Premier League con un grande classico: Arsenal-Liverpool. All’Emirates, stadio in cui Klopp ha vinto col Liverpool solo una volta nel 2016 per 4-3, va in scena infatti la gara che ha regalato più goal nella storia della Premier, 166. I Reds ci arrivano dopo la bella vittoria in casa del Wolverhampton e possono approfittare del clamoroso scivolone del Chelsea di qualche ora prima (2-5 contro il WBA) per riavvicinare la zona Champions League, ora distante cinque punti. I Gunners, dopo il pareggio col West Ham, vogliono i tre punti per continuare a sperare in un piazzamento Europeo nonostante un campionato con più bassi che alti. Miracolosamente, visti i precedenti, Klopp non ha nessun indisponibile dal ritorno dalle nazionali e, anzi, recupera Firmino. Sempre assenti però Van Dijk, Gomez, Matip, Henderson, Origi e Kelleher. Arteta, dal canto suo, deve rinunciare al ragazzino terribile Saka, David Luiz, Smith-Rowe e Xhaka. Non ci sono quindi grosse sorprese nell’undici iniziale scelto dallo spagnolo che propone un 4-2-3-1 con Leno fra i pali, Chambers, Holding, Gabriel e Tierney in difesa, Partey e Ceballos in protezione e Pépé, Odegaard e Aubameyang dietro l’unica punta Lacazette. Klopp fa riposare Wijnaldum, sempre presente anche con la sua Olanda, inserendo Milner al suo posto. Firmino si riprende subito il posto da titolare, con Jota ad accomodarsi in panchina. 4-3-3 classico per il tedesco: Alisson, Alexander-Arnold, Phillips, Kabak, Robertson; Thiago Alcantara, Fabinho, Milner; Salah, Firmino, Mané. Nei primi minuti di gioco la gara sembra abbastanza equilibrata, con molti errori di misura da una parte e dell’altra.

Milner si dispera per l’occasione mancata

Col passare del tempo, però, Thiago e Fabinho cominciano a prendere in mano le redini della situazione a centrocampo e i Reds, oggi in divisa turchese, alzano il baricentro schiacciando l’Arsenal nella propria metà campo. Al 12’ Milner ci prova da fuori al volo, tiro largo. Tre minuti dopo è il turno di Fabinho, ma anche lui non è fortunato. Il Liverpool ha in mano la situazione, ma gli ingranaggi tra Salah, Firmino e Mané sembrano arrugginiti e ogni potenziale occasione non sfocia mai in qualcosa di concreto. L’Arsenal è contento di difendere basso ma non riesce mai a ripartire per colpa di Fabinho e Thiago, praticamente insuperabili. Al 30’, Firmino supera con un delizioso dribbling Holding ma il suo tiro finisce fuori. I Reds giocano nettamente meglio e dominano il campo, senza però creare grosse occasioni da goal. Ci prova allora Alexander-Arnold, che ha qualcosa da dimostrare dopo l’esclusione (inconcepibile) dall’Inghilterra di Southgate, al 36’ con un assist al bacio per Milner tutto solo al limite dell’area. Il destro di prima intenzione del Capitano dei Reds finisce però fuori di poco. Occasione ghiottissima. Si chiude così un primo tempo che lascia l’amaro in bocca: è un bellissimo Liverpool che però non sfonda.

Alexander-Arnold autentica spina nel fianco dell’Arsenal

Nella ripresa l’Arsenal sembra voler reagire al dominio subìto fin lì, e la gara torna a riequilibrarsi. Ma Alisson, con il suo nuovo paio di baffi, resta spettatore nel vuoto Emirates. Salah, tenuto finora a bada da Gabriel, al 51’ prova a sfondare dalla destra ma il difensore brasiliano ha la meglio e blocca il tentativo del numero 11 egiziano in scivolata. La gara è completamente bloccata e allora Klopp al 61’ prova a cambiare volto alla squadra: fuori un esausto Robertson e dentro Diogo Jota. Si passa quindi al 4-2-3-1 con Milner terzino sinistro, Thiago e Fabinho davanti la difesa e il trio Salah, Firmino, Mané a supportare l’attaccante portoghese reduce da tre goal in due partite col Portogallo. Passano esattamente tre minuti e Alexander-Arnold, tra i migliori in campo, pesca il numero 20 portoghese con un cross chirurgico dalla destra. Jota non si fa pregare e di testa buca Leno per il vantaggio del Liverpool. Ancora devastante l’impatto del portoghese che segna il suo goal numero 7 in appena 13 presenze di Premier. Dopo il goal e con il nuovo assetto, la squadra di Klopp torna padrona assoluta del campo.

Thiago e Fabinho, padroni del centrocampo, festeggiano il goal di Salah

Passano altri quattro minuti e Fabinho lancia Salah verso la porta avversaria. L’egiziano stavolta resiste alla scivolata di Gabriel e solo davanti a Leno lo supera con un tunnel delizioso che vale il goal del 2-0. Diciottesimo goal in campionato per lui, ventisei in stagione. E al 75’ per poco non segna ancora, ma stavolta il suo tiro troppo centrale viene respinto da Leno. L’Arsenal non è più in gara, e infatti al minuto 82 Salah trova Mané in area che tocca il pallone per girarsi verso la porta ma alle sue spalle arriva ancora Jota che con ferocia scaglia la sfera alle spalle di Leno per la rete del 3-0 che chiude la partita. Ottavo goal in campionato, dodicesimo in stagione. Poi proprio sul finale, Mané non trova la rete del 4-0 dopo un’azione insistita di Salah. Ma il Liverpool torna da Londra con i tre punti per l’ennesima volta quest’anno e approfitta della sconfitta del Chelsea riportandosi a soli due punti dal quarto posto, obiettivo minimo. Incredibile l’impatto di Diogo Jota che semplicemente segna quasi ogni partita e che dà quella scintilla che serve a un attacco troppe volte frenetico e inconcludente.

Klopp si coccola Diogo Jota

Prestazioni sopra la media anche per Thiago, Fabinho e Alexander-Arnold. Quest’ultimo manda un bel segnale a Southgate che con la sua scelta di non convocarlo forse ci ricorda perché nessun manager inglese ha mai vinto la Premier League dalla nascita del nuovo format nel 1992. Vittoria di fondamentale importanza che riapre il discorso Champions per i ragazzi di Klopp. Champions che torna per il Liverpool martedì sera a Madrid contro il Real per i quarti di finale.

di Gabriele Kopite Ventola

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