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Cruijff e la sua doppietta al Liverpool di Shankly

Il secondo gol di Cruijff contro il Liverpool di Shankly

Il secondo gol di Cruijff contro il Liverpool di Shankly

Giovedì il mondo del calcio ha pianto la scomparsa di uno dei suoi grandi miti, Johan Cruijf, capace di fare la storia del calcio e rivoluzionarlo sia come giocatore sia come allenatore, facendo parte di quell’Ajax che cambiò per sempre questo sport con il suo “calcio totale” grazie alle idee di Rinus Michels, che prese i lancieri nel 1965 dopo la peggior stagione della loro storia, avendo chiuso al tredicesimo posto. Nella sua rosa trovò un giovane talento, che aveva appena 18 anni. Al suo primo anno vinse immediatamente l’Eredivisie e nell’anno successivo quindi portò l’Ajax in giro per l’Europa in Coppa dei Campioni. Agli ottavi di finale pescò il Liverpool di Bill Shankly e questa doppia sfida vogliamo raccontarvi per celebrare questo grande campione e un calcio che non c’è più.

Alla vigilia della Coppa Campioni 1966/67 il Liverpool si presentava come la squadra da battere. Soltanto due anni prima i Reds erano arrivati fino alla semifinale nella loro prima partecipazione a questo torneo, eliminati dalla “Grande Inter” di Herrera dopo due partite che fecero la storia di questo trofeo. L’anno successivo la squadra di Shankly fu grande protagonista in Coppa delle Coppe, perdendo soltanto in finale contro il Borussia Dortmund ai tempi supplementari. Nel corso dell’estate l’Inghilterra trionfò nel Mondiale casalingo e per questo motivo il Liverpool era il grande favorito, ovviamente insieme all’Inter campione d’Europa in carica, al solito Real Madrid e al Celtic di Jock Stein. L’Ajax era una squadra in crescita, che stava cambiando sotto la guida di Michels, ma il calcio olandese aveva raccolto pochi risultati degni di nota nelle coppe europee e con la nazionale. Insomma i pronostici erano tutti dalla parte del Liverpool. Shankly però capì che i Reds avrebbero corso qualche rischio, quando vide i lancieri in un match di campionato contro il Telstar. Il grande Bill fece lo spavaldo davanti ai media, dicendo di essere rimasto impressionato dal Telstar, ma raccontò ai suoi giocatori di aver visto un grande Ajax e di essere stato colpito in particolare da un giovane diciannovenne: Johan Cruijff.

Il 7 dicembre 1966 quindi le due squadre si ritrovarono allo Stadio Olimpico di Amsterdam, dal momento che per la grande richiesta di biglietti l’Ajax decise di spostarsi dal “De Meer Stadion”, che è stata la sua casa fino al 1996. Quel giorno la nebbia nascose le bellezze di Amsterdam e mise a serio rischio la partita, dal momento che non c’era la visibilità sufficiente per giocare. L’arbitro Antonio Sbardella, italiano, decise però di dare il via alla partita, anche perché era quello che volevano entrambe le squadre (pochi giorni dopo i Reds avrebbero affrontato il Manchester United). Coloro che assistettero al match in tv non videro praticamente nulla, così come i tanti presenti allo stadio, in quella che fu però una lezione di calcio, il giorno in cui l’Ajax di Rinus Michels si fece conoscere in Europa. Dopo soli 3 minuti gli olandesi si portarono in vantaggio quando il portiere Tommy Lawrence accennò l’uscita su un fallo laterale battuto lungo da Cruijff, si fermò e tornò indietro, de Wolf, all’esordio con i lancieri, di testa superò Lawler e mise dentro il pallone dell’1-0. I tifosi della curva sotto cui l’Ajax segnò esultarono alla rete, mentre quelli seduti dalla parte opposta iniziarono a farlo in ritardo soltanto dopo aver sentito gli altri. Il raddoppio fu segnato proprio da Cruijff, che infilò in rete la respinta di Lawrence su tiro di Nuninga. Arrivò quindi il 3-0 al 39’ con lo stesso Nuninga, bravo ad approfittare di un errore della difesa dei Reds. Al 44’ ancora Nuninga realizzò il 4-0 su cross di Swart. Nella ripresa però il Liverpool scese in campo con grande carattere, schiacciò l’Ajax nella sua metà campo, ma non riuscì a fare gol, così in contropiede i lancieri realizzarono il 5-0 con Groot. Nel finale però Lawler segnò il gol del 5-1. Nonostante la brutta prestazione Shanky, come sempre si dimostrò molto sicuro di sé e affermò ai media: «Questo turno non è ancora chiuso. Vinceremo facilmente ad Anfield e gli segneremo sette gol. Loro hanno solo giocato di contropiede e non abbiamo mai giocato contro squadre difensive».

Anfield credeva nella rimonta una settimana dopo, mostrandosi in tutto il suo splendore. Michels temeva la forza casalinga del Liverpool, spinto dal calore della sua folla e credeva che ai suoi calciatori potessero tremare le gambe di fronte alla Kop, così decise di far scendere in campo con anticipo i suoi giocatori per farli abituare al clima caldissimo che si respirava all’interno di Anfield, nonostante il freddo dicembre in riva alla Mersey.  I giocatori dei lancieri rimasero impressionati da Anfield, tanto che Sjaak Swart, ala di quell’Ajax, raccontò tempo dopo: «Non dimenticherò mai quel momento, noi eravamo lì, da soli sul campo di fronte alla Kop e loro iniziarono a cantare “You’ll never walk alone”. Non avevo mai sentito quella canzone, mi venne la pelle d’oca, da quel momento sono diventato un simpatizzante del Liverpool”». In Kop i tifosi erano spalla a spalla, rimanevano in piedi a malapena, si muovevano quasi ad onda, spingendosi l’uno con l’altro e qualcuno rimase anche ferito. Il tifo spinse il Liverpool che schiacciò l’Ajax nella sua metà campo, attaccò e attaccò, creando numerosi occasioni, prese due legni, ma le due squadre andarono a riposo sullo 0-0. A inizio ripresa i Reds si video annullare un gol, ma in contropiede al primo affondo il giovanissimo Cruijff – maglia inedita numero 3 – raccolse al centro dell’area di rigore un pallone proveniente dalla sinistra e con freddezza superò Lawrence. Il Liverpool tornò ad attaccare e sei minuti dopo Hunt pareggiò il contro. L’undici di Shankly continuò a correre e spingere, Anfield a cantare, ma in contropiede l’Ajax punì ancora quando in scivolata sempre Cruijff in scivolata superò ancora Lawrence per il 2-1. Alcuni tifosi olandesi presenti invasero il campo nell’esultanza, nel caos che si creò al centro del campo. All’86’ Sir Roger Hunt riuscì a evitare al Liverpool la sconfitta segnando il 2-2. Al termine del match Shankly, che aveva provocato l’Ajax per una settimana, andò nello spogliatoio dei lancieri a complimentarsi con i calciatori. Fu Pronk a riportare le parole di Shankly: «Fu impressionante, perché venne nello spogliatoio e mi disse: “La guerra ora è finita e voi avete vinto”». Al ritorno in patria migliaia di persone accolsero la squadra ad Amsterdam, come se avessero vinto la coppa. I lancieri furono eliminati nel turno successivo dal Dukla Praga, ma coloro che erano presenti ad Anfield quella sera lo avevano capito: l’Ajax era destinato a vincere tantissimo e Johan Cruijff sarebbe diventato un grandissimo campione. Fece però molto di più, perché divenne uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, cambiando per sempre la storia del calcio ed entrando nel mito. Grazie campione.

di Giorgio Capodaglio

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