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Ciclone Liverpool

di Federica Varotto

Gerrard e Suarez scherzano dopo il gol

Gerrard e Suarez scherzano dopo il gol

Alla 31^ giornata, 68 punti con 84 goals fatti, l’attacco più prolifico in attesa dei recuperi del City e differenza reti a +45, solo Gerrard, Sturridge e Suarez sommano 59 goals, che dire?

Numeri che ci raccontano di un anno sorprendente, vissuto in continuo crescendo e spedito verso un epilogo scoppiettante.

I numeri a volte sono freddi e impenetrabili, ma altre volte sono confortanti e rassicuranti al punto da volerli guardare e riguardare senza stancarsi per confrontarli con quelli delle concorrenti, per goderne la grandezza e l’intimo valore, uno per uno.

Ce ne sono ancora 21 a disposizione, e sull’onda lunga dell’entusiasmo tutto può succedere, anche vincere una Premier da outsider lasciando le favorite con un palmo di naso, prendendoci ciò che comunque ci “spetta di diritto” e che non deve sorprendere nessuno.

Dissi in tempi non sospetti, riconoscendo i meriti di Brendan Rodgers, che a gennaio tutti i giocatori meritavano la conferma e di giocarsela fino in fondo, bastava acquisire la giusta mentalità e mantenere la concentrazione per tutti i 90+5 minuti.

E sono felice di averci azzeccato perché la giusta mentalità e caparbietà sono state le qualità ad esempio, che hanno fatto la differenza nell’insidioso confronto con il Sunderland tant’è che sono state sottolineate dal mister alla fine del match con evidente soddisfazione.

Tutti sanno che queste gare sono trappole tese che scattano quando meno te lo aspetti, basta una piccola distrazione per eccesso di sicurezza o una scollatura tra i reparti negli inevitabili momenti di stanchezza e la frittata è fatta.

Questo Liverpool trasmette la sensazione di una squadra maura, consapevole della sua qualità tecnica, ma allo stesso tempo attenta a non perdere il filo alternando fraseggi di prima per costruire il gioco attorno al faro di Anfield a rapide ripartenze in profondità con estrema facilità di penetrazione “in the box”, sa innescare quando serve il pilota automatico e sa leggere le fasi della partita, insomma si vede il manico.

Bel lavoro mr. Rodgers.

Ho l’impressione che per i Blues e per i Citizens la presenza del Liverpool nei quartieri alti sia gradita come una passeggiata a piedi nudi tra le ortiche perché temono la sgradita sorpresa del terzo che potrebbe godere tra i due litiganti e perché entrambi dovranno scendere nell’arena di anfield, non è un caso se da qualche giornata mr. Mou manda frecciate con l’evidente intento di trasformare l’entusiasmo di chi non ha niente da perdere in condivisione della responsabilità nella corsa verso il titolo, ma non succederà e potrebbe essere proprio questa la carta vincente.

Verrebbe spontanea l’incitazione “se non ora quando?” ma non dobbiamo farci prendere la mano dall’ebbrezza di uan stagione coi fiocchi, dobbiamo invece rallegrarci per essere tornati e non casualmente, nell’Olimpo, con una squadra tutto sommato giovane – Flanagan,Sterling, Hendo e Coutinho non sono dei comprimari – ma dalle potenzialità non ancora del tutto rivelate dotata dei requisiti necessari per iniziare un ciclo da protagonista.

Si rivede il Tottenham sul green carpet di Anfield, la volta scorsa al White Hart Lane c’era ancora Villas Boas che dopo aver visto chinarsi il povero Lloris a raccogliere per ben cinque volte il pallone in fondo al sacco, al ritorno a casa ha dovuto a sua volta chinarsi per fare i bagagli e poi acquistare un biglietto per porto, di sola andata.

A lui è subentrato il signor Tim Sherwood, il cui obiettivo dichiarato è quello di dare del filo da torcere alle squadre che stanno davanti per raggiungere almeno il quarto posto.

Per la leggenda (non la nostra), associandolo ad un personaggio mitico che di solito frequentava l’omonima foresta si direbbe che la filosofia è la stessa, “rubare ai ricchi per dare ai poveri”, solo che costui ruba anche ai poveri (o almeno non troppo ricchi) vedi la gara con il Southampton, ma qualche volta la leggenda si interrompe (non la nostra).

Scherzi a parte, gli Spurs sono una squadra da rispettare alla grande, Lamela, Soldado, Vertonghen, Eriksen, Sandro, Adebayor, sono nomi di assoluto valore, occhi aperti come al solito, ma ho

l’impressione che non sia più necessario ripeterlo, l’hanno capito, sanno come si fa a vincere, noi fedeli come sempre li accompagneremo cantando, alla conquista dell’ottava vittoria consecutiva!

 

YNWA!

 

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8 risposte a Ciclone Liverpool

  • YNWA…fino alla fine !!!!

  • MAKE US DREAM

  • Un ALTRA BATTAGLIA da vincere,vorranno vendicare la storica sconfitta dell’andata,umiliante e non digerita ancora,faranno la guerra,ma noi dovremmo passarli sopra come un carrarmato…senza pieta’…asfaltiamoli…c’mon reds ! YNWA

  • Sarà durissima , ma dobbiamo batterli senza pietà.

  • Bene:il Chelsea ha perso ed il Ciy e l’Arsenal hanno pareggiato.Questo significa che ora siamo noi gli artefici e padroni del nostro destino perché,se li batteremo ad Anfield,li supereremo di un punto (mi riferisco al City).Il gap è stato annullato;ora tocca a noi.

  • Complimenti Federica ottima a analisi e parole sante… Giochiamo da Liverpool e l’aiuto di Anfield sarà determinante!!!

  • “sanno come si fa a vincere” mai altre parole sono state più rassicuranti. Butterflies in the stomach!

  • Quello che succederà d’ora in poi è storia… SCRIVIAMOLA NOI.