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Ciao Dirk!

di Matteo Paradiso

Un'immagine che rimarrà impressa: un felicissimo Dirk con la Carling Cup vinta quest'inverno.

Con questo articolo, vogliamo brevemente ricordare quello che, nonostante purtroppo un’ultima annata forse non all’altezza né sul piano tecnico né sul piano extracalcistico, è stato comunque per tanti anni un importante giocatore del Liverpool, che, poco ma sicuro, ha sempre sputato sangue per la maglia, riuscendo sempre, perlomeno sul piano del gioco, ad onorarla.

Dirk Kuyt arriva alla corte del Liverpool di Benitez ad Agosto del 2006 dal Feyenoord, per 10 milioni di sterline. Devono passare appena 3 partite prima che Dirk si sblocchi: è il 20 settembre, ad Anfield, e l’avversario è il Newcastle. E’ l’inizio di una lunga cavalcata, fatta di tanti gol decisivi. Memorabili le sue segnature contro il Chelsea in campionato, il 20 gennaio del 2007, dove il Liverpool si impose per 2-0 sul Chelsea di Mourinho, replicando nella ormai leggendaria semifinale di Champions League del 2007 sempre contro i Blues, segnando il rigore decisivo che ci fece volare alla sfortunata Finalissima di Atene, nella quale riuscì comunque a spaventare i rossoneri realizzando la segnatura del 2-1.

L’anno successivo mette il suo sigillo, tra i tanti, nei minuti di recupero nella vittoria per 2-1 contro lo Standard Liegi che permette al Liverpool di passare i gironi di Champions, sigillo seguito qualche settimana dopo dall’assist per Babel che risulterà decisivo per sconfiggere nientemeno che l’odiato United in Premier. Ma sono molte le segnature decisive in questa stagione di Dirk, molte delle quali nei minuti di recupero, che frutteranno punti anche pesanti, ma insufficienti per garantirgli quel titolo che manca nel Merseyside ormai da lungo tempo.

Del resto anche l’anno successivo, nonostante il Liverpool sia fiaccato da molti infortuni e indebolito dalla cessione di Xabi Alonso, si apre sulla falsa riga del precedente: il gol decisivo contro il Debrecen in apertura di quella che ad oggi è l’ultima edizione di Champions League disputata dai Reds, la rete contro l’Everton nel Merseyside Derby (una delle tante, del resto), la doppietta contro gli Spurs sono solo alcune delle perle che Dirk ci regala in quella stagione, se pur come tutti ricorderemo disgraziata per tanti versi, e che culminerà con l’abbandono di Benitez, del quale pare che Dirk fosse uno dei molti oppositori nello spogliatoio Reds.

Anche il 2011 è avaro di soddisfazioni per i Reds, ma ciò non impedisce a Dirk di mettere la firma, ancora una volta, in molte gare anche decisive, quale quella di Europa League contro il Trabzonspor, terminata 2-1 grazie proprio a una rete di Dirk, e poi ancora Sunderland, Manchester City, il memorabile rigore realizzato al minuto 102, dopo quello realizzato da Van Persie al novantottesimo, riagguantando un 1-1 che ancora è scolpito nelle nostre memorie, e Birmingham, Newcastle e Fulham, diventando il secondo calciatore del Liverpool dopo Aldridge a segnare in 5 partite consecutive. A fine anno risulterà il migliore marcatore del team, con 15 reti.

Il resto è storia recente. Con l’avvento di  Dalglish, Kuyt troverà poco spazio, e riuscirà a togliersi ben poche soddisfazioni, tra le quali spicca la rete decisiva del due a uno contro gli storici nemici dello United in FA Cup, che ci permetterà di eliminarli e di continuare a sperare nella coppa che poi, purtroppo, sfumerà.

Sono stati 6 anni intensi, carichi di emozioni anche se purtroppo piuttosto poveri di trofei. 208 presenze e 51 reti, molte delle quali come è stato detto memorabili e pesantissime, resteranno comunque scolpiti nella storia del club. Così come il grande cuore di questo olandese, dall’aspetto un po’ sgraziato e rude, dall’instancabile corsa, che sbuffava e macinava chilometri come una locomotiva. Una locomotiva che, però, ultimamente, iniziava a diventare obsoleta, meno efficace. Tutti noi lo abbiamo sempre amato, e molti di noi ancora lo amano, per l’impegno che profondeva in campo ogni volta calcava il prato verde, perché era instancabile e perché era sempre uno degli ultimi a mollare. Del resto, il suo attaccamento alla squadra, ai tifosi e alla città è indubbio, e non lo si desume solamente dal suo atteggiamento in campo, ma anche dalle numerose dichiarazioni rilasciate in tutto questo tempo, dalle sue sincere esultanze dopo che segnava uno dei suoi gol di rapina o nelle rare occasioni in cui lo abbiamo visto gioire per un trofeo. Anche per come ha lasciato Liverpool, tutto sommato non gli si può recriminare nulla: il bisogno di nuovi stimoli, la voglia di giocare e di essere ancora decisivo sono delle motivazioni più che accettabili per cambiare aria, se lo si fa senza nuocere agli interessi del proprio club. Tuttavia, è doveroso ricordare anche le purtroppo poco gradevoli dichiarazioni che il buon Dirk si è lasciato sfuggire in questo ultimo anno, parole dure e poco simpatiche nei confronti di Dalglish, giunte peraltro in periodi in cui il nostro King era già sulla graticola a sufficienza. Personalmente, sono sempre dell’opinione che determinate rimostranze vadano fatte in privato e, qualora non si trovi il riscontro desiderato, allora si è del tutto liberi di prendere i provvedimenti che si ritengono opportuni, ad esempio appunto chiedere la cessione. Un po’ quanto fece Xabi Alonso ad esempio, o il buon vecchio Sami. Ma le dichiarazioni a mezzo stampa hanno ferito, purtroppo. Almeno a parere di chi vi scrive. E rischiano, se non di cancellare, di raffreddare almeno un po’ il ricordo delle tante emozioni che Dirk ci ha regalato, con i suoi gol e con le sue prestazioni sempre cariche di impegno, orgoglio e passione. Personalmente, seppur contrariato dalle sue esternazioni su Kenny, non posso fare che ringraziare Dirk per tutto ciò che ha fatto per noi. Perché di lui voglio ricordare quelle corse monumentali, quella emozione che solo lui e pochi altri provavano (e di questo sono sicuro), indossando la maglia con il Liverbird, i suoi pesantissimi gol, il suo cuore. Potevi andartene meglio Dirk, ma grazie comunque. Spero che chiunque giunga a rimpiazzarti metta un decimo del cuore che tu mettevi in campo, e che abbia un decimo dell’amore che tu provavi per questa maglia, per questa città e per noi. Un grande in bocca al lupo. Per quel che mi riguarda, nonostante tutto, non camminerai mai solo.

YNWA

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19 risposte a Ciao Dirk!

  • Certo non passerà nella memorabilia di nessuno ma il mio ricordo di Iron Dirk Kuyt è sopratutto legato al derby del Merseyside che vidi dal vivo nel 2007 (uno scialbo 0-0), mi fece impressione per volontà, sacrificio e duttilità. Gran giocatore, uno dei miei preferiti da sempre, mi mancherà. Cioao grande Dirk.

  • Buona fortuna Dirk.Anche se non è stata una stagione da protagonista,il goal e la felicità che ci hai regalato in FA CUP contro lo united,resteranno come uno dei momenti più emozionanti dell’anno.YNWA

  • …come si fa poi a dimenticare?…caro,magnifico,immarcescibile e mai domo olandese volante…sono stati anni meravigliosi,quelli con te…vissuti dentro la potenza di quel tuo scatto mai sontuoso,mai da centometrista che esce sparato dai blocchi di partenza,o da prediletto dal vento…dentro la potenza, perfino goffa all’apparenza,mulinata da quelle tue gambe arcuate con le quali macinavi chilometri lungo la tua fascia,fin dentro il cuore dell’area avversaria e giu’,di ritorno,ad inseguire un avversario,a contendere una palla,a spazzare l’area dei tuoi su un corner avversario…come si fa poi a dimenticare caro olandese volante?…quel tuo numero 18 luccicante nelle notti europee piu’dolci,quando anfield era ai tuoi piedi,osannante e tu ti caricavi quelli in rosso sulle tue spalle forti,da pirata all’arrembaggio,spalle che sostenevano il peso di una rimonta,di un risultato da difendere,di un gol da realizzare…gia…un gol…e quanti ne hai segnati,caro vecchio dirk,in questi anni con quella tua casacca rossa che pareva disegnata solo per te,per quanto fieramente la esibivi come un vessillo innalzato sul tuo orgoglio da corsaro olandese..quanti…caro,iron man,caro dirk amato dalla kop…il tuo rigore al chelsea che ci porta ad atene,o la doppietta all’everton a casa dei blues,e quella fantastica hat trick allo united…ma non e’per i gol che mi mancherai caro dirk…no…mi manchera’la filigrana rossa dentellata che ti cucivi come una seconda pelle ogni volta che andavi in campo,quella che,tu come un francobollo rarissimo e mai svalutato,custodivi dentro il tuo dna di filibustiere…da rotterdam a liverpool,da un porto all’altro,sempre con la sciabola sguainata ed il cappellodi sbieco…e quella piuma rosso vermiglio mossa dal vento,il pennacchio della tua fierezza…qualunque sia la causa che ti porta lontano da noi,non sarai dimenticato…perche’i prodi non camminano soli…mai..ciao,meraviglioso olandese,buona fortuna…………

  • E’ difficile descrivere a parole cosa ha significato Dirk Kuyt per me. Lo so che non era un fuoriclasse, ma è stato un giocatore di grande cuore, di immensa generosità, di grande attaccamento alla maglia per la quale ha sempre lottato come un leone. Dirk è stato uno dei giocatori che ho amato di più insieme a Fowler e a Sami, è stato un mito red, un mio idolo, un uomo che ricorderò sempre con affetto e nostalgia. Grazie Dirk, you”ll really never walk alone. Complimenti Mat per l’articolo.

  • io a dirk posso solo dire grazie di tutto per le emozioni che mi hai dato …e penso che se tanti altri suoi compagni avessero dato la metà di quello che dava lui ogni,e dico ogni partita avremmo avuto molte più soddisfazioni…grazie di tutto mi mancherai

  • Certo che uno come lui, che così tanto ha significato nella storia recente del Club, poteva trovare un modo meno triste ed un pò più old style, di lasciare il CLub. Pazienza, era ora di voltare pagina comunque per tutti. YNWA.

  • avete gia’ scritto tutto voi,io di meglio non saprei scrivere,se non che mi manchera’.
    Grazie di tutto Dirk….

  • Mi associo ai ringraziamenti e agli auguri di buona fortuna al nostro Ironman. YNWA Dirk!

    Sfrutto però il suo angolo per aprire un interessante dibattito nato sul nostro spazio su Facebook: siamo tifosi Reds, ma qual è il nostro rapporto con la Nazionale Inglese?

    a) tifare anche l’Inghilterra è una logica conseguenza
    b) sono due cose non necessariamente collegate
    c) tifare anche l’Inghilterra è incoerente

    Io sono per la “c”. Voi?

  • Mha io ho sempre simpatizzato per l’Inghilterra per via di Gerrard ma anche per altri mostri sacri come Lampard, certo che se perde non mi taglio le vene…io sono del parere che dopo un campionato con 2 coppe nazionali lunghe come la premier i giocatori arrivino sempre agli appuntamenti europei con le pile scariche per cui non fanno mai una bella figura nonostante abbiano sempre delle ottime rose…

  • A me personalmente la nazionale inglese è indifferente, non mi ha mai entusiasmato, anzi è sempre stata deludente e piuttosto noiosa.

  • Io in generale delle nazionali me ne frego. Guardo tutte le partite, ma solo per passione.

    Non tifo Inghilterra, ma cmq non posso fare a meno di simpatizzarla, cè Gerrard e ci sono molti altri nostri giocatori

  • Idem come Alessandro, guardo incuriosito all’Inghilterra ma non la tifo, la simpatizzo. Il tifo va agli Azzurri per questioni di nascita, nonostante riconosca le mille pecche e lacune della nostra Nazionale.

  • Anche a me la nazionale inglese rende indifferente; ma ieri è nata una discussione con Rick circa il vedere uno Scouser DOC come il nostro capitano cantare “God save the Queen”, una cosa per me inconcepibile, per due ragioni principali:

    1) storiche: gran parte degli Scousers sono di origine Irlandese (vi butto lì alcuni nomi: Carra, Flanaghan, Kelly, McManaman, lo stesso Gerrard e via dicendo), e tanto vale ricordare cos’ha combinato la corona inglese per 700 anni nell’isola di San Patrizio;

    2) sportive: la FA ci tratta da cani, le altre tifoserie inglesi pure; la stampa inglese ci massacra, c’è stata anche una fase in cui rimproveravano Stevie G di non impegnarsi allo stesso modo con i Reds e con la nazionale (balle).

    Detto questo, tifo Liverpool e Celtic. Logica conseguenza: la nazionale per cui simpatizzo è ovviamente l’Eire 🙂

  • Quindi Gerrard è un incoerente??? E se lo è lui allora lo sono anch’io… England Till I Die !!!! 😉

  • … a napoli la nazionale italiana per motivi storici legati alla presenza nella squadra eterna di giocatori non proprio simpaticissimi per colori di clubs indossati,e’sempre stata sostenuta con freddezza…un po come a liverpool no?…per quel che mi riguarda io sono il primo a non saper,ahime’per limite personale,tifare per chi durante l’anno calcistico fieramente avverso…anzi,supportarli,unicamente perche’indossano una maglia che dovrebbe rappresentarmi,mi parrebbe si logica incoerenza…ma ripeto e’un mio limite..ho sempre tifato per l’inghilterra,laddove farlo mi ha anche causato imbarazzi notevoli e duraturi nell’ambito di sterili discussioni a proposito del fatto che fossi italiano…club o nazionale,il tifo e’sempre un modo di intendere le cose e saper appartenere ad un’idea…albione per me rappresenta infanzia,racconti,legame viscerale con chi mi ha instillato quel profondo senso di amore per qualcosa che nulla ha a che vedere con la realta’dei fatti ma che mi appartiene per diritto….naturalmente,se l’italia dovesse venire invasa da un paese ostile,difenderei la mia terra fino alla fine perche’SONO italiano e mi sento tale,fino al midollo…l’italia e’una terra meravigliosa,invidiata e che dentro i suoi conflitti molteplici genera un’estasi di contrasti difficilmente spiegabili ma che niente hanno a che vedere con la bellezza di questo paese,che non cambierei mai(ovvio se fossi nato inglese non mi sarebbe spiaciuto,ma da qui a rendersi blesi e stupidi ce ne passa)…il tifo e’altro,sgorga da una simpatia innata verso il mito che ci accompagna e con il quale cresciamo…il tifo e’sogno e,come tale va vissuto…..c’mon england!!….

  • kuyt è sicuramente un mito..non c’è cristiano ronaldo che vorrei avere al suo posto…non avrei dubbi sulla scelta..solo grazie,per tutto…esultanza vera,felictà vera,attaccamento vero…ha scelto di provare ad essere ancora decisivo,e io lo rispetto…

    l’inghilterra non mi disturba ma per motivi storici non riesco davvero a tifare per loro. ne hanno fatte troppe,troppo sporche.carogne vere. ed è ovvio che la nazionale non c’entri nulla con ciò,però diciamo che questi motivi mi impediscono di esserne tifoso..

    per me ci sono solo due nazionali: eire e athletic bilbao 🙂

    ma sami,che ora allenerà il leverkusen…perchè non ci abbiamo pensato? personalmente sarei stato felicissimo

  • …non colgo il nesso tra un qualcosa che riguarda la sfera emozionale e la politica espansionistico-colonialista (ti riferisci a quello,credo…)degli inglesi…beh,potrei ricordarti che,per esempio,hanno vinto 3 guerre (compresa anche quella che si chiuse a waterloo,eh si c’erano solo loro….)e che,magari,se oggi sul continente non si parla tedesco o francese magari lo dobbiamo a loro….per carita’poi ognuno la pensi come vuole,ma parliamo di sport…che c’entra la politica?….

  • lo so,è una motivazione stupida la mia,però certe sensazioni mi portano a non esserne tifoso fino in fondo

  • cari fratelli, ieri sera ho gioito per la vittoria dell’Inghilterra, non solo perché ci giocano alcuni nostri giocatori, tra la l’altro sono felice per il gran goal di Carroll confezionato dal nostro capitano, ma perché io ho sempre tifato England e mai questa orrenda nazionale italiana, io mi sento inglese nell’anima calcisticamente parlando e non italiano, quindi come on England e speriamo in un miracolo irlandese. Con fede incrollabile ynwa.