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The kids are all right

di Armando Todino

L'esultanza di Shelvey

Shelvey esulta dopo il gol

L’avventura del Liverpool in Europa League inizia a Berna, allo “Stade de Suisse Wankdorf”, un moderno e confortevole impianto da 32000 posti. Di fronte ai Reds di Brendan Rodgers ci sono i gialloneri dello Young Boys, società che è “young” solo di nome, perché in realtà vanta una lunga tradizione che risale al 1898.

Anche se i valori del campionato svizzero sono molto diversi rispetto a quelli della Premier e nelle prime uscite di quest’anno i gialloneri hanno deluso, tuttavia è da tenere in considerazione il fatto che la compagine svizzera ha concluso lo scorso campionato con un ottimo terzo posto. Decisamente meno significativi i successi ottenuti dagli elvetici nei due turni preliminari contro due modesti avversari: i moldavi dello Zimbru Chiscinau, battuti più faticosamente del previsto ai rigori, e gli svedesi del Kalmar. Inutile negare che il Liverpool era chiamato a raccogliere punti qualificazione allo Stade de Suisse per più di un motivo: lo Young Boys è la squadra meno forte del girone; i nostri dovevano iniziare con il piede giusto la competizione europea; bisognava ritrovare fiducia dopo il difficilissimo e problematico inizio di campionato in cui abbiamo raccolto soltanto due punti ed ora siamo attesi dal “match of the year” contro gli eterni rivali del Manchester United che, mai come quest’anno, desideriamo battere per più di un motivo.

A prescindere dalla vittoria di stasera, non condivido l’ampio turn over dei giocatori, poiché l’Europa League, contrariamente al campionato, è una competizione nella quale si potrebbe andare lontano e sulla quale bisognerebbe puntare. Personalmente preferirei vincere un trofeo, anziché non vincere nulla per inseguire quel fatidico quarto posto che quest’anno è, volendo usare un eufemismo, improbabile!!! Rodgers la pensa diversamente e schiera le seconde linee con la seguente formazione: Jones tra i pali al posto di un “confuso” Reina; difesa con Carragher e Coates centrali, Enrique e Wisdom laterali; centrocampo con Sahin, Henderson e Suso, trio d’attacco formato da Downing, Pacheco ed Assaidi. Al 4-3-3 di Rodgers rispondono gli svizzeri con un cauto 4-2-3-1 con un il solo Bobadilla di punta.

La partita inizia subito in discesa per i Reds che trovano il gol (anzi il gollonzo!!) al primo affondo. Downing corre sulla fascia, mette un bel pallone al centro dove non ci sono attaccanti in maglia rossa, ma i due difensori Spycher e Ojala combinano un autentico disastro: colpo di testa del numero 17, palla che sbatte sulla faccia del numero 3 Ojala e che finisce incredibilmente alle spalle dell’incolpevole Wolfli. Trovato il vantaggio, il Liverpool cerca di gestire la gara, di addormentare il gioco con un possesso palla continuo ed un po’ snervante per gli avversari. Al minuto 23 si fa vedere Assaidi che dal limite dell’area scaglia un bel tiro che sembra destinato all’angolino alla destra del portiere che devia in angolo. La risposta dello Young Boys arriva dopo 2 minuti con Zarate che fa partire un bel tiro a giro che sfiora il palo alla destra di Jones e fa venire i brividi ai Reds. Il pareggio degli svizzeri arriva al minuto 38 con il Liverpool che decide di restituire il favore agli avversari con la solita, immancabile “nefandezza” difensiva: un lancio lungo in area viene controllato da Enrique che sembra in grado di disimpegnare senza troppi problemi, invece cincischia con il pallone e poi fa un goffo rinvio sui piedi di Nuzzolo che a porta vuota ringrazia ed insacca. Il Liverpool reagisce subito e dopo soli 2 minuti torna in vantaggio. Bella iniziativa di Sahin che mette in affanno la difesa svizzera, la quale respinge il suo cross in angolo: angolo battuto dallo stesso Sahin ed al centro dell’area svetta Wisdom che con un gran colpo di testa realizza il gol del nuovo vantaggio. Non ci stanno gli svizzeri che al minuto 43 sfiorano il pareggio con un tiro non forte, ma ben angolato di Farnerud che scheggia il palo. Altro brivido per i Reds che chiudono la prima frazione in vantaggio.

Nel secondo tempo l’asse Sahin-Downing funziona bene, ma non dà frutti, perché in mezzo all’area di rigore spesso manchiamo la zampata decisiva. Minuto 53, acuto degli svizzeri: Bobadilla scende sulla destra, crossa e Ojala insacca di testa riscattando l’errore del primo tempo. Per dare maggiore incisività Rodgers fa entrare Borini al posto di Pacheco ed i risultati si vedono subito. Dopo pochi secondi dal suo ingresso, Fabio ha la prima occasione, ma il suo tentativo è stoppato da un difensore. Passa un minuto e veniamo castigati: Bobadilla apre il campo con un bel taglio sulla destra per Zarate, senza dubbio il più talentuoso dello Young Boys, che entra in area e con un bel tocco a scavalcare Jones deposita in rete. Sembra incredibile, ma siamo sotto!!! Ripartono i Reds ed al minuto 66 avviene il cambio decisivo: Rodgers mette dentro Shelvey, che sarà Man of the Match!!! Passa un solo minuto ed i Reds guadagnano un corner, stacco di Coates che trova l’angolo lontano e palla in rete. Il Liverpool adesso riprende coraggio e l’inerzia della partita è tutta dalla parte degli uomini in maglia rossa che al 76 si riprendono il match. Borini corre sulla sinistra, mette in mezzo per Henderson che serve Shelvey e spara in rete il gol del 4-3. Questo gol è una vera liberazione per tutti e spezza definitivamente l’impeto degli svizzeri che ora non appaiono più baldanzosi ed al minuto 88, capitolano. Il colpo di grazia lo dà ancora lui, Shelvey che riceve palla, avanza, supera un avversario e scarica un gran sinistro chiudendo il match con un bellissimo 5-3.

Cosa dire? Le seconde linee hanno fatto in pieno il loro dovere, bisognava vincere e hanno vinto. Stasera non bisognava andare per il sottile, quello che contava era la vittoria. Sicuramente gli avversari erano tecnicamente modesti, sicuramente in difesa abbiamo ancora commesso degli errori, però ci conforta il fatto di essere al momento primi del girone e di avere giovani interessanti. Buona, inoltre la prova di Downing e di Sahin. Inutile negare che la squadra vista fino ad oggi ha tanti problemi e che non dobbiamo aspettarci grandissime cose, però abbiamo margini di crescita e di miglioramento. Il vero Liverpool non è di certo il Barcellona, ma dobbiamo credere che non sia neanche quello visto nelle prime gare di campionato. Guardiamo avanti speranzosi, Come on Reds, You’ll Never Walk Alone. 

Comments

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5 risposte a The kids are all right

  • Come ho già detto nell’altro topic:

    Domenica vorrei vedere Jones e Coates al posto dei 2 pelati che ci stanno facendo retrocedere(Reina e Skrtel).

    Costa tanto?

  • Ieri tente belle cose… Qualcuna un pò meno ma per una volta tanto non voglio criticare nessuno, la prestazione delle seconde linee ha superato ampiamente ogni mia più rosea previsione, Shelvey ha fatto quello che deve e sa fare ( è l’unico che mi da una parvenza di SG) ottimi anche Suso e Wisdom, Coates sempre decisivo e puntuale, Jones? Si muove… 😉 Ed è gia tanto…

  • peccato non aver visto morgan ma soprattutto yesil

    domandone: ma coady? è 2 anni che sentiamo questo nome ma non ha mai giocato giusto?

  • Nunzio Esposito (Koprule): Jones? Si muove… ;-)Ed è gia tanto…

    Tra l’altro, stava per fare il miracolo sul primo goal, quello propiziato dal DEFICIENTE spagnolo. ci ha messo la mano, ed è riuscito non so come a toccarla.

    Abbastanza incolpevole sugli altri 2 goal(2 tiri precisissimi e angolati). Per il resto, è stato sicurissimo, con un paio di ottime uscite e qualche altra parata degna di nota.

  • Io non mi spiego del fatto che Coates non sia titolare però..