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Black Sunday

di Matteo Paradiso

Henderson, autore dell'illusorio 1-0

Henderson, autore dell’illusorio 1-0

Signore e signori, mesdames et messieurs, meine Damen und Herren, ecco a voi la rivisitazione in salsa Scouser del Black Friday natalizio. Ad Anfield questa sera va in scena il Black Sunday, la giornata pre-natalizia adibita a sconti e occasioni a prezzi stracciati. L’iniziativa è di quelle ghiotte: si regalano punti a squadre a rischio retrocessione che altrimenti sarebbero destinate a perire in malo modo, derise, sbeffeggiate e umiliate come la caratura del “calcio” che esprimono richiederebbe.

Ed eccolo lì, Tony Pulis, che all’apertura dei cordoni del supermercato di Anfield Road L4 si presenta con in mano una manciata di Pounds, e non solo evita una umiliazione memorabile che per come si erano messe le cose sembrava il destino dell’allegra banda di fabbri che abita il The Hawthorns, ma arraffa al volo un punto che il Liverpool gli ha fatto pagare a prezzo di realizzo, rischiando addirittura che gli riuscisse il furto di portarsene a casa 3.
Pulis viene ad Anfield più abbottonato di un ghanese in Finlandia, schierando un iperdifensivo 4-1-4-1 con Myhill tra i pali, da sinistra a destra Brunt, il simpaticissimo Olsson, McAuley e Dawson in difesa; Evans, McClean, Morrison, Fletcher e l’adorabile Gardner a centrocampo, e Rondon come unica punta, isolato quanto un amante dei Pink Floyd a un concerto degli One Direction.

Il Liverpool mette in mostra tutta la sua mercanzia migliore, facendo intendere che i 3 punti non sono cosa che i modestissimi Baggies possono permettersi. Mignolet in porta, difesa con Moreno, Skrtel, Lovren e Clyne, a centrocampo Milner, Henderson (a proposito, bentornato Capitano) e Can, a sostenere Lallana e Coutinho alle spalle di Benteke.

Pulis è come il marito che cerca il regalo alla moglie e cosi, tanto per, entra nel negozio di lusso. Vede i 28 milioni di Firmino in panchina e pensa: “meco..mplimenti, se un pezzo che sta in pachina costa cosi tanto dove vado con il mio gioco misero fatto di calcioni, lanci lunghi, catenacci e se poco poco mi gira metto pure il libero? Impossibile comprare qualcosa da qua dentro”. Ma, come si sa, nella vita mai dire mai.

Il Liverpool parte che è una furia. Lovren, Skrtel e Can sono ovunque e annullano il già poco creativo centrocampo del WBA. Clyne e Moreno sono due moti perpetui, sono due locomotive che sfornano assist a ripetizione. Hendo è Hendo, lanci a tagliare il campo, passaggi rapidi smarcanti, uno-due e triangolazioni come se non ci fosse un domani. Coutinho sembra in una delle sue giornate migliori, a Lallana sembra abbiano impiantato diversi polmoni supplementari e che l’arrotino gli abbia anche ricalibrato i piedi. E’ pertanto solo questione di tempo prima che vengano finalizzate le tante azioni prodotte nella prima mezz’ora dalla banda di Klopp. Già al 10’ è Clyne ad essere pericoloso con un tiro cross che rischia di pescare Benteke per il tapin vincente e solo McAuley evita la prima mazzata a Pulis. Poi, nel giro di soli 4 minuti, ci prova prima Lallana, che raccoglie un suggerimento di Coutinho ma conclude debolmente sul palo di Myhill il quale ha vita facile a bloccare e quindi Coutinho stesso che dal limite dell’area del WBA raccoglie una respinta corta di Olsson e conclude alto di pochissimo.

Il WBA fa finta di farsi vedere davanti ma al di fuori di un cross dalla tre quarti di McClean che rischia di imbeccare Rondon, non produce nulla di sostanzioso. Finchè non arriva la rete di Hendo, a finalizzare una magnifica azione partita da Lallana che sull’out di sinistra serve Benteke. Il belga, spalle alla porta, appoggia per Coutinho il quale pennella un cross magnifico per Lallana che dal lato corto destro dell’area del WBA fa sponda di testa per Hendo che infila un destro che non lascia scampo a Myhill. E’ 1-0, e la squadra di Pulis va in bambola. Chiaramente, il progetto di catenacciare fino alla morte va a campi di margherite quando arriva la rete di Hendo, e i piedi sopraffini di Olsson, Gardner e compagnia non possono tessere le delicate trame che tanto sono care al manager più amato dai tifosi del Liverpool. Così i Reds attaccano a spron battuto sfruttando ogni buco che i Baggies lasciano nel tanto simpatico quanto quasi commovente tentativo di produrre gioco. E’ Can che va vicino al raddoppio, ma gli scambi in velocità e la facilità con cui il Liverpool arriva dalle parti di Myhill lasciano presagire una partita da almeno over 4,5. E no gol della squadra che gioca in trasferta.

Pulis inizia ad inveire contro Klopp. “Ma oggi era il Black Sunday, alla faccia degli sconti”. Klopp gli ride in faccia ma il buon samaritano Mignolet con il suo udito bionico sente le lagnanze di Pulis, cosi decide di regalare il pareggio ai tanto bisognosi signori delle West Midlands. Sugli sviluppi di un angolo, il belga esce con l’agilità che avrei potuto avere io nel provare i 100 metri a ostacoli dopo 10 amari e 3 grappe, la palla carambola su Rondon e quindi a Dawson che pareggia i conti: è 1-1 e Pulis ringrazia.

Da qui in avanti il Liverpool, seppur in maniera graduale, si spegne. La verve sparisce, la brillantezza svanisce, il tasso di oggetti lanciati contro i televisori nelle case dei tifosi del Liverpool invece sale vertiginosamente. Ci prova Benteke al 38esimo a raccogliere un cross di Moreno (che forse era indirizzato al meglio piazzato Lallana) e con una acrobazia spedisce il pallone fuori di pochissimo. Per il resto, a parte un possesso piuttosto sterile, non accade altro fino al minuto 45, quando sugli sviluppi di una punizione battuta da Brunt sulla tre quarti sinistra dei Reds, Olsson anticipa Skrtel e segna. Tuttavia, il non trascurabile dettaglio che circa sei (sei) giocatori del WBA fossero in posizione di offside spinge l’arbitro ad annullare la marcatura dietro suggerimento del guardialinee. Così si conclude la prima frazione.

Ma ormai la trappola di Pulis è tesa. Il Liverpool è bloccato dall’anticalcio praticato dal WBA, e vive di rare fiammate, come la conclusione di Milner da fuori area al minuto 50, che termina di poco a lato, oppure il tentativo di Benteke un minuto dopo, che raccoglie un cross di Moreno incornando a un’inezia dall’incrocio dei pali, o ancora qualche minuto dopo il bel tentativo di Lovren che sugli sviluppi di un corner raccoglie un cross di Hendo dalla tre quarti sfiorando il raddoppio.

Klopp non vuole fare regali a Pulis e al minuto 70 sostituisce Coutinho, buona la prova del maghetto seppure ancora un pò fuori forma, con Ibe, nel tentativo di dare ritrovata verve al suo spento Liverpool. Ma gli sconti del Black Sunday rischiano di diventare regali quando al minuto 73 un corner di Brunt coglie impreparato il pacchetto difensivo del Liverpool (Lovren in particolare), con Rondon che di testa insacca l’insperato 1-2. Troppa grazia Sant’Antonio, pensa Pulis, che adesso inizia a sciorinare il “suo calcio” fatto di scorrettezze, perdita di tempo, calcioni lunghi al pallone e anche a Lovren, che viene macellato da Gardner con un’entrata degna di Jack lo squartatore, che sortisce un taglio profondissimo al ginocchio del malcapitato Dejan, costretto ad uscire per lasciar posto ad Origi. Per la cronaca, l’arbitro ha ritenuto di non fischiare neanche il fallo, forse in preda ad una temporanea allucinazione che lo ha portato alla convinzione di essere li ad arbitrare il campionato mondiale di macelleria outdoor.

Il Liverpool ora attacca in maniera sconclusionata, ma ciononostante è a tratti pericoloso, come quando Benteke mette Lallana solo davanti a Myhill, che per l’ex Southampton diventa improvvisamente grosso quanto la Grande Piramide non potendo evitare di sparargli addosso, manco fosse su Call of Duty.

Pulis già pregustava il furto e di bullarsi con i suoi colleghi di aver saccheggiato Liverpool con il minimo sforzo, quando Origi d’improvviso si ricorda di presentargli il conto: il belga prende palla, subisce un fallo per mano di Brunt, cade, si rialza, spara da 30 metri verso Myhill, il quale viene messo fuori causa da una deviazione beffarda di un suo difensore: è 2-2 al minuto 96, con il Liverpool che d’improvviso si sveglia in un Anfield roboante (molto buono il livello del tifo, sarà per gli Italian Scousers oggi presenti in gran numero) e decide che vuole ritirare lo sconto del Black Sunday e far pagare il prezzo pieno a Pulis. Tuttavia la testuggine dei Baggies regge e il WBA se ne va da Anfield con un punto, anche troppo per quello che ha (non) prodotto ma tant’è, il calcio è anche questo.

La partita ha messo in luce alcuni evidenti limiti tecnici del Liverpool, in particolar modo la annosa questione del portiere, il quale con una sciocchezza ha vanificato quella che sembrava una partita ormai messa sui binari di una goleada. Inconsistente anche la prova di Benteke, che annovera un ammontare di tiri zero nella porta di Myhill, sempre spalle alla porta, spesso al posto sbagliato nel momento sbagliato. Positiva la prova di Henderson e del Coutinho pre-pareggio, ma purtroppo la partita è stata troppo viziata dalle modalità con cui è arrivato l’1-1 e dal successivo atteggiamento iper-difensivista adottato da Pulis per poter giudicare a pieno la prova dei due oggi al rientro dai rispettivi infortuni.

Le sconfitte concomitanti del Manchester United a Bournemouh e del Tottenham a domicilio contro il Newcastle rendono questa domenica meno amara, ma resta comunque il rimpianto di non sfruttare le occasioni che spesso le nostre avversarie dirette alla lotta al quarto posto ci concedono. Ma purtroppo o per fortuna la Premier quest’anno va cosi, al momento la priorità è cercare di trovare una quadra quando si affrontano squadre che si chiudono ed evitare di commettere sciocchezze quali quella commessa da Mignolet. Solo allora Anfield smetterà di essere un discount e tornerà ad essere una bottega di lusso dove chiunque entra dovrà preoccuparsi del fatto che, li dentro, non esistono sconti. Ci arriveremo, ma ancora c’è tanto da lavorare.

YNWA

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2 risposte a Black Sunday

  • Purtroppo continuano le paure e i momenti di insicurezza, ma i ragazzi hanno sputato sangue contro una squadra ostica per natura… Pareggio meritato e che ci va stretto. Anfield come non si vedeva da tempo ha giustamente reso tributo alla squadra.

  • Risentiti i boati di Anfield come un tempo: un orgasmo che mi fa dimenticare l’ennesima mignolata…