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Applauditi, ubriachi, battuti, campioni.

Il City applaude i Campioni d’Inghilterra

È il 2 Luglio sera, ancora si boccheggia dopo forse la giornata più calda dell’anno, ma a causa della maledetta pandemia che ci ha colpito da mesi, il Liverpool neo-campione d’Inghilterra è impegnato nella 32° giornata di Premier League proprio contro gli ex detentori del titolo tanto inseguito dai Reds e finalmente raggiunto la settimana scorsa. Si gioca nella casa del Manchester City, l’Etihad, tristemente vuoto per l’occasione: ogni partita giocata senza tifosi è un colpo al cuore, inutile negarlo. Ad accogliere la squadra di Klopp, però, ci sono i calciatori del City che, come vuole la tradizione britannica, si sono schierati in campo su due file, quasi a formare un “corridoio” nel mezzo del quale passano i nuovi campioni d’Inghilterra, applauditi dagli avversari. È il cosiddetto Guard of Honour, una tradizione non obbligatoria da regolamento ma molto sentita, che Guardiola ha voluto rispettare nel pieno della sportività che ci si aspetta a questi livelli. Dopo questo momento che i giocatori di casa avrebbero volentieri evitato, vista la loro fretta nell’interrompere l’applauso, e il consueto gesto in sostegno del movimento “Black Lives Matter” l’arbitro Taylor, che è proprio di Manchester (cosa stranissima per noi italiani), fischia l’inizio.

 

Guardiola e Klopp, pronti ad un altro duello l’anno prossimo

Il Liverpool post-sbornia si schiera con il consueto 4-3-3, con gli undici tipo: Alisson, Alexander-Arnold, Gomez, Van Dijk, Robertson, Henderson, Fabinho, Wijnaldum, Salah, Firmino, Mané. Guardiola risponde con un modulo a specchio con Ederson fra i pali, Walker, Garcia, Laporte, Mendy, De Bruyne, Rodri, Gundogan, Foden, Jesus e Sterling.
Il Liverpool parte forte, pressando il possesso palla esasperato del City fin dalle parti di Ederson che insieme alla sua difesa corre qualche rischio di troppo in uscita di cui però i Reds non approfittano mai. Da uno di questi, al 5°, Salah impegna Ederson e poi Mané, non proprio prontissimo, spreca sulla ribattuta. Al 12° ancora il Liverpool va vicino al goal con Mané che manca il colpo di testa da ottima posizione. Dopo 15 minuti di dominio dei Reds, il City prova a rispondere con Mendy sulla fascia ma il suo crosso tagliato crea solo un po’ di apprensione in area. Al 21’ è Salah a sfiorare la rete: taglio dalla destra verso il centro, tiro rasoterra che batte Ederson ma che si stampa sul palo. E come quasi sempre accade in questi casi, goal sfiorato porta a goal subìto: Sterling in area supera fisicamente un distratto Gomez che lo atterra. Rigore e goal di De Bruyne. 1-0 per il City dopo 24 minuti di monologo Liverpool. Ora la squadra di casa sembra rinvigorita e, guidata da un De Bruyne pazzesco, attacca con più insistenza anche grazie ai molti spazi che inizia a lasciare, comprensibilmente, un Liverpool più distratto e slegato del solito, soprattutto a centrocampo. E al 35° Sterling trova il raddoppio dopo aver superato ancora un irriconoscibile Gomez, che sembra non aver superato al meglio la sbornia. Risultato che si fa ancora più pesante al 45° quando una bellissima azione innescata da De Bruyne viene conclusa da Foden che solo davanti ad Alisson fa 3-0. Praticamente 3 tiri e 3 goal per i Citizen chiaramente favoriti anche da un Liverpool che in campo sembra non esserci più con la testa. Si va al riposo sul 3-0.

Il secondo tempo si apre con Oxlade-Chamberlain che prende il posto di Gomez (Fabinho viene spostato in difesa) e con il City che la fa da padrone. Ci provano Jesus e poi De Bruyne senza successo, ma l’occasione più grande ce l’ha Mané al 55° che però, incredibilmente, manca completamente il pallone a tu-per-tu con Ederson. Questa occasione mancata è lo specchio della serata del Liverpool: la testa è altrove. Ora la partita assume sempre più le fattezze di un’amichevole estiva: squadre stanche, sfilacciate e difese ballerine. Walker se la cava al 57° quando un suo fallo sembra in area, ma invece è di poco fuori: Alexander-Arnold spreca e manda a lato il calcio da fermo. Incomincia l’infinita girandola di sostituzioni da una parte e dall’altra (in totale saranno 9) e al 66° il nuovo entrato Mahrez soffia palla ad Alexander-Arnold e innesca il contropiede del City: De Bruyne, manco a dirlo, mette Sterling davanti ad Alisson. Il tiro dell’inglese è sbilenco ma ci pensa Oxlade-Chamberlain maldestramente a spingere la palla in rete nel tentativo di evitare la rete. Goal del 4-0, risultato tanto bugiardo quanto ininfluente su un campionato già finito. La gara scivola via così, fra sostituzioni e contropiedi del City che però non trovano altre reti.

La delusione dei Reds

Brutta partita del Liverpool che, tolti i primi 20 minuti, hanno poi lasciato spazio e iniziativa ad un City più motivato e cinico. Ma, al fischio finale di Taylor, entrambe le formazioni sembravano deluse: i Reds per non essere stati sul pezzo stasera contro i rivali degli ultimi anni, i Light Blues perché sanno che nonostante questa roboante vittoria non possono farci nulla: il Liverpool è Campione d’Inghilterra.

di Gabriele Ventola

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