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ALLA RICERCA DI UN ALTRA RIMONTA EPICA

Una foto che è storia… LA NOSTRA

La fase a eliminazione della Champions League, una sconfitta pesante nella gara d’andata, in trasferta, una rimonta alquanto difficile da costruire per passare il turno, una serata di primavera ad Anfield. E’ troppo facile per noi tifosi Reds collegare questi pensieri all’incredibile rimonta di due anni fa che cancellò il passivo di 3-0 subito al Camp Nou contro il Barca e permise con il mitico 4-0, chiuso da quell’incredibile gol di Origi, di approdare alla finale di Champions poi vinta contro il Tottenham. Sono gli stessi pensieri che sicuramente qualcuno ha in mente in questa vigilia del ritorno dei quarti di finale contro il Real Madrid, che si terrà domani sera, ma ci sono delle differenze da quella sfida all’altra grande di Spagna di due anni fa, praticamente tutte contro il Liverpool e la ricerca di salvare una stagione continuando il sogno di Istanbul. In primo luogo il fatto che si giochi ad Anfield, teatro di mille rimonte ed emozionanti serate, ma senza pubblico, senza i super passionali tifosi Reds, che affollano la KOP e fanno ruggire lo stadio intimidendo qualsiasi avversario, creando loro un’onda emotiva su cui i giocatori possono veleggiare e questa è una mancanza enorme. In seconda battuta l’avversario è il Real Madrid di Zidane, diverso nell’approccio alle gare e nella mentalità dal Barcellona che negli ultimi anni ha subito altre rimonte nelle fasi ad eliminazione. Real che ha 13 Coppe in bacheca, ne ha vinte tre di fila alla guida del tecnico francese, ha dimostrato di avere individualità in grado di non soffrire la pressione di una possibile rimonta ed è come spesso accade nell’era Zidane, nel suo momento di crescita di forma, dopo un inizio stentato. Infine è proprio il Liverpool ad essere diverso da quello di due anni fa. Una squadra che al momento fatica a vincere partite che dovrebbero essere scontate, si trova lontana anni luce dalle posizioni di vertice in Premier e in questo 2021 non ha mai dato l’impressione di avere la condizione per ribaltare un deficit come quello accumulato nella partita d’andata al piccolo stadio di allenamento del Madrid.

Salah non prese parte alla storica rimonta

Deficit che è forse l’unica speranza su cui aggrapparsi per cercare qualcosa di positivo nel collegamento con la semifinale contro il Barca, perché lì si partiva da un 3-0, con 3 gol da rimontare e 4 per vincere, senza subire gol, qui si parte da un 3-1 e quel gol segnato da Salah nel secondo tempo può essere fondamentale per le sorti del ritorno di domani, perché i gol da rimontare diventano due e con quelli sei già qualificato virtualmente. A patto di non subirne e questo è un peso molto grande sulle spalle del comandante Klopp, perché il Real è squadra che segna praticamente sempre nelle trasferte disputate e che sa vincere lontano da Madrid. E’ chiaro però che tutto passa da come questo Liverpool si approccerà mentalmente più tecnicamente alla gara, fin dalle prime battute, perché anche nell’ultimo turno di Premier, contro l’Aston Villa ad Anfield, si è visto pochissimo di quello che era la mentalità dell’era Klopp, anche se la vittoria acciuffata nel recupero con il gran gol di Alexander Arnold potrebbe dare un’inerzia importante in vista di domani sera. I Reds devono giocare una gara di un’intensità massima, non concedendo spazi alle giocate dei Blancos e martellando la metà campo avversaria come succedeva fino a metà del 2020, togliendo la tranquillità di giocata che il Real avrà sicuramente in qualche sua pedina, viste le molte assenze, soprattutto nel reparto difensivo. E’ proprio su quello che Klopp deve ipotizzare la formazione e l’impostazione della partita, perché il Real oltre a continuare a non avere Ramos e Varane al centro della difesa, ha perso anche Lucas Vazquez a destra, uscito nell’intervallo del Clasico vinto sabato, dovendo ricorrere all’alternativa del giovane Odriozola, scelto solo 4 volte quest’anno nel lineup iniziale in 5 partite totali disputate, lontano quindi dall’essere una risorsa su cui Zidane fa conto. Il 4-3-3 classico con il centrocampo Fabinho-Thiago e Wjindaldum, dietro al tridente Manè-Jota e Salah ha sicuramente un fondamento, viste le scelte dell’ultimo periodo, con Fabinho rimesso nel suo ruolo davanti alla difesa e Diogo Jota inserito nei tre davanti a discapito di Firmino o Manè, ma un’ipotesi di 4-2-3-1 non è da scartare a priori, con Firmino o Manè a scambiarsi la posizione tra trequarti e vertice alto, la rapidità di giocata con e senza palla di Jota a creare scompiglio nella fascia di Odriozola, oltre alla certezza Salah a sinistra e una mediana a due con Fabinho e uno tra Thiago e Wijnaldum.

Jota potrebbe partire titolare al posto di Firmino

Oltre alle scelte sul sistema di gioco, anche la formazione iniziale potrebbe essere oggetto di qualche novità, nonostante nelle ultime partite Klopp abbia di fatto bloccato il turnover difensivo, con Alexander Arnold e Robertson sempre presenti nelle due fasce, nonostante una forma abbastanza lontana da quella dimostrata nelle ultime stagioni, a fare da contorno posizionale alla coppia centrale Phillips-Kabak, dimostratasi molto valida in campionato, ma in difficoltà nella partita d’andata, soprattutto l’inglese in grande difficoltà sulle giocate senza palla in taglio di Vinicius. Proprio per quello visto a Madrid, Klopp potrebbe decidere di fare delle mosse diverse, magari scambiando la posizione dei due centrali, visto che Kabak ha dimostrato di essere più veloce nei movimenti a difesa della porta e in campo aperto, oppure ritornare a inserire Fabinho in difesa con Kabak, visto che la sua posizione davanti alla difesa non ha dato grossi frutti contro un centrocampo avversario che sa ruotare molto gli inserimenti attorno al mediano basso, con tutti e tre gli interpreti, oltre a cercare la giocata lunga a scavalcare il centrocampo avversario e innescare la velocità in contropiede dei propri avanti. Fondamentale per la partita sarà anche come verrà impostata la pressione sulla costruzione del Real e soprattutto sulla fase appena successiva alla perdita del possesso, cosa che ultimamente avviene spesso visti i tanti errori in fase di impostazione. Se il centrocampo e gli avanti riusciranno a non far giocare con facilità, sia in palleggio che nel lancio gente come Kroos e Modric e sapranno essere presenti e attivi nella trequarti avversaria quando gli interpreti difensivi dovranno cominciare l’azione, per cercare il recupero immediato e la giocata offensiva, forse la bilancia potrà pendere un po’ di più dalla nostra parte. Questo Liverpool, lontano parente di quello scintillante che ha dominato Premier e Champions nelle ultime stagioni, deve ritrovare l’identità di pressione massima che Klopp ha portato quando è arrivato ad Anfield, lasciando per strada quell’idea di controllo della palla che in questo momento non paga dividendi. In questo modo può tornare a sperare di fare un altro miracolo, come due anni fa, sempre contro una squadra spagnola, tornando grande per una sera di gala e facendo risplendere le luci di Anfield e quel ruggito dello stadio, che mancando i tifosi, dovrà essere dentro ogni giocatori che scenderà in campo.

di Matteo Peruzzi

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