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AGGRAPPARSI ALLA CHAMPIONS LEAGUE

L’imperativo adesso è uscire dalla crisi…

Aggrapparsi alla Champions League. Questo è sicuramente il titolo più adatto per descrivere il momento specifico, che vede il Liverpool fare un ipotetico all-in sulla massima competizione europea, unico spiraglio di luce ancora aperto in un’annata partita in un clima di festa, ma trasformatasi nel 2021 in un lungo calvario di sconfitte, problemi e dubbi su tutto quello che è il mondo Reds, dalla squadra, all’allenatore, allo staff, alla dirigenza. Gli ormai ex Campioni d’Inghilterra vengono dalla sesta sconfitta consecutiva ad Anfield, la quinta delle sei senza segnare un gol, contro un granitico Fulham che Scott Parker ha portato a ridosso della zona salvezza, quarta squadra delle ultime sette di Premier a vincere contro la banda di Klopp, scivolati all’ottavo posto che potrebbero essere nono, visto che l’Aston Villa staccato di tre punti ha due partite in meno. E’ chiaro che a questo punto, dopo essere stati eliminati abbastanza prematuramente dalle Coppe nazionali (come spesso è accaduto nell’era Klopp) e aver sette punti di svantaggio dal quarto posto, l’unico modo per dare un minimo di colore a questa stagione è avanzare il più possibile nella Champions League e il ritorno di mercoledì contro il Lipsia diventa fondamentale. In primo luogo per cercare un risultato positivo, possibilmente una vittoria, che ultimamente latita, poi perché un’eventuale passaggio del turno potrebbe dare un minimo di inerzia per affrontare le successive partite e tentare una mini rimonta in chiave qualificazione europea. Il risultato dell’andata, giocata in Ungheria a causa dell’emergenza sanitaria mondiale, potrebbe far dormire sonni tranquilli a chiunque, visto che il 2-0 in trasferta sembra blindare la qualificazione ai quarti di finale, ma questo Liverpool non può assolutamente essere sicuro di niente, tantomeno di una partita in cui affronta gli attuali n. 2 di Germania, che vengono da quattro vittorie consecutive dopo la sconfitta dell’andata, in cui hanno segnato 11 gol e ne hanno subiti solo 2. Il Lipsia di Nagelsmann si conosce ormai, soprattutto quello che è il credo del giovane tecnico tedesco, improntato sul controllo massimo del possesso, atto a liberare più uomini possibili nella trequarti avversaria, a cui fa da collegamento un pressing altissimo, mirato al recupero immediato del pallone, soprattutto dopo averlo perso.

Keita potrebbe portare nuova linfa

E’ una squadra che in Bundesliga subisce pochissimo, che nelle ultime otto partite giocate in Germania ha concesso 3 gol e che nel contempo sa essere letale nella metà campo avversaria, come dimostrano i 21 gol segnati nelle stesse gare. Sembra una corazzata che può far male a chiunque, ma c’è un lato oscuro nelle squadre di Nagelsmann che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, prima all’Hoffenheim e ora alla squadra di proprietà della RedBull, ed è quello che in ogni partita concederà occasioni nitide all’avversario, soprattutto a causa di errori individuali. Emblematici sono i due svarioni che hanno permesso a Salah e Mane’ di confezionare il 2-0 del Puskas Stadium e che dà sicuramente un vantaggio al Liverpool, soprattutto perché costringerà il Lipsia a riversarsi fin da subito nella metà campo avversario alla ricerca dei gol che servono per la rimonta, lasciando sicuramente spazi che i nostri avanti possono sfruttare per segnare il gol che darebbe molta più tranquillità per il passaggio del turno. L’analisi fondamentale che deve fare Klopp è quella di evitare di farsi sorprendere dalla possibile ondata iniziale dei tedeschi, restando compatti il più possibile nella propria trequarti, dove il rientrante Fabinho, apparso in notevole difficoltà nella sconfitta contro il Chelsea e tenuto a riposo nell’ultimo turno contro il Fulham, sarà affiancato da uno tra Nathaniel Phillips e Kabak, con il primo apparso il più in forma di tutti i difensori veri o presunti schierati in questo periodo. Il rendimento del centrocampo sarà uno dei punti chiave per la qualificazione, con il possibile trio Thiago, Wjinaldum e Curtis Jones, chiamato a dare equilibrio nella fase di possesso e non possesso, ma anche velocità sia nel cercare il tridente negli spazi che il Lipsia concederà, sia provare a ribaltare l’azione personalmente, creando quella superiorità numerica nella trequarti offensiva, che in questo periodo si è vista molto poco nelle partite dei Reds.

Klopp è ancora alla ricerca del miglior Thiago Alcantara

Soprattutto il n. 6 spagnolo deve dimostrare di non essere quell’oggetto misterioso che finora ha deluso l’ambiente di Anfield, regalando finalmente una partita del livello di quelle viste ai tempi del  Bayern. Davanti ci potrebbe essere ancora l’assenza di Firmino, non presente contro il Fulham, tenuto fuori sia per qualche affaticamento fisico, ma anche per dare un riposo mentale ad un giocatore apparso nel 2021 totalmente fuori condizione psico-fisica. Il rientro di Diogo Jota contro il Fulham è stata una buona notizia in questo pessimo inizio anno e il suo utilizzo nel tridente potrebbe dare quella vivacità, in grado di aumentare il livello di prestazioni anche di Salah e Manè. Il Lipsia è una squadra che in Champions League ha chiuso solo la prima partita senza subire gol e questo dovrebbe essere uno stimolo in più per cercare di approfittare di questo punto debole e indirizzare la partita di domani verso binari più tranquilli e portare il treno Reds ai quarti di finale, continuando a coltivare il sogno Champions, l’ultimo ancora rimasto in questa stagione che finora ha portato più lacrime che gioie.

di Matteo Teo Peruzzi

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