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A Mönchengladbach

di Massimo Cristofaro

La locandina dell'evento

La locandina dell'evento

1 Agosto 2010: per i più una giornata come tante, per molti una domenica, per altri un’amichevole tra Borussia Mönchengladbach e Liverpool… e per me? Semplicemente un giorno speciale.
Come premessa vorrei riferirvi che questo che vi propongo non è altro che un diario di viaggio privo di dati prettamente calcistici e mi scuso per tale mancanza.

Ma passiamo ai fatti. La giornata non era sicuramente iniziata nel migliore dei modi: triplice fischio d’allarme mancato da parte mia, nonché di mio cugino e i figli. Treno perso. Cosa fare? Non ci sono molte possibilità. Per percorrere i 200 km del tragitto che separarano Rheine da M’gladbach rimane soltanto l’automobile… ma siamo in 6 e i “Grünen” (verdi, poliziotti) non scherzano affatto. Il caso vuole che uno dei nostri rimanesse a casa per motivi salutari, quindi 6 -1 = 5 = si parte!
Lasciati alle spalle i primi 100 km relativamente lisci intravedo solo di sfuggita in lontananza una tutt’altro che simpatica coda di luci rosse disposte per file parellele. É vero sì che l’uscita più vicina si trovava a 200 metri, ma peccato che questa si trovasse già alle nostre spalle. E oltre al danno anche la beffa: pochi secondi dopo esserci resi conto di cosa si prospettava, arriva il “puntuale” bollettino del traffico che ci notifica della totale chiusura in entrambi i sensi di marcia dell’autostrada che stavamo percorrendo. Procediamo talmente a rilento che ogni qualvolta guardo speranzoso l’orologio mi sembra di teletrasportarmi nel futuro senza però muovermi nello spazio. Riusciamo comunque a limitare i danni uscendo in solodiosaquale paesino di campagna avventurandoci per boschi e piccoli borghi. Tra l’altro continuando in tale direzione notiamo la sempre più massiccia presenza di vetture di fans dello Schalke04, del Bayern, dell’Amburgo e del Colonia. Se le strade non erano già abbastanza intasate per coloro che si recavano al nostro tanto atteso match, ci ha hanno pensato quelli della “Liga Total Cup”, che si disputava lo stesso giorno a Gelsenkirchen.
Bene, dopo un’odissea che gli “automobilisti della domenica” avrebbero definito culturalmente interessante, ci gettiamo sulla A52 con la nostra Mitsubishi da battaglia procedendo ad occhio e croce a 160-170 km/h (nei tratti in assenza di limite di velocità, cioè quasi tutti. Grazie Deutschland) mentre il tachimetro in letargo segnalava una discreta velocità pari a “0”. Dopo aver spremuto come un limone il motore della giapponesina scorgo le prime indicazioni per la nostra destinazione.

Fischio d’inizio previsto tra meno di trenta minuti. Niente panico: facile a dirsi quando oltre a te ci sono altre 500 vetture ritardatarie. Comunque già dai volti rilassati e tranquilli dei supporters del VfL in automobile, che danno precedenza evidente a chi indossa RED, si definisce al meglio l’importanza di questo evento, anche 110° anniversario della loro fondazione. Dato che neanche le Mitsubishi erano per il momento provviste di tappeti volanti ci accodiamo e riusciamo un po’ a stento ad entrare nel settore parcheggi. Non ci pensiamo due volte: il primo spazio che troviamo, fan stuff alla mano, si scende, si chiude e si corre. In cammino verso il Borussia Park distante ancora circa un chilometro sono rimasto letteralmente stupefatto dalla quiete e moderatezza con la quale, in un contesto più familiare che proprio di una competizione sportiva, seppur amichevole, avanzavano le orde di fans verso lo stadio. Niente stress, niente confusione, niente spintoni, niente di niente al quale ero abituato back in Italy, nonostante mancassero soli 3 minuti al fischio d’inizio. Si respirava un’atmosfera distesa, mite e pacata ma al contempo di festa quasi stessimo procedendo in processione verso un tempio, un luogo sacro.
Ad un certo punto però, in prossimità dell’ingresso, la mia metà italiana prese il sopravvento catapultandomi con foga verso la Nord Tribune.

Da questo momento in avanti è d’obbligo lasciar parlare le immagini e soprattutto l’audio del video che ho registrato contenente anche alcuni spezzoni di una partita che senza usare troppi giri di parole si è rivelata niente altro che un test pre-campionato per Mr. Hodgson. Vogliano i Sig.ri lettori scusarmi per la bassa qualità.

L’atmosfera era fenomenale, i tifosi pure (51.515 per essere precisi), lo stadio altrettanto e i nostri eroi erano lì. Cosa si poteva volere di più? Forse la vittoria, ma d’altronde chi non rischia ha già perso in partenza. A proposito di rischi: verso il 70° di gioco quando oramai i nostri titolari erano praticamente andati quasi tutti e soprattutto con l’uscita del nostro Gerrard, mio cugino, conoscendo lo stadio meglio delle sue tasche, mi propone di dirigerci in anticipo verso l’area di uscita giocatori dove con un po’ di fortuna avremmo potuto potenzialmente vedere, se non addirittura sgraffignare qualche autografo dai giocatori. Se per 20 minuti eravamo stati soli con un security ad aspettare una qualsiasi comparsa di fianco alla recinzione, al fischio di match-end ci sembrava invece di stare nella prima fila di un concerto. Ma come se non bastasse la mega recinzione stile Alcatraz, poco prima dell’uscita dei player questi “grandiosi” security sbarrano lateralmente qualsiasi passaggio al di fuori degli autobus, in modo tale che se anche un singolo giocatore avesse voluto firmare qualche autografo ora gli sarebbe passata ogni voglia.
In stile paparazzo riesco comunque a catturare dapprima un Carragher e dopo un Gerrard di spalle:

Eccoli!

Eccoli!

Ora, il rischio preso di abbandonare la partita prima della fine non ne era valso l’intera candela, quindi o ci si gioca il tutto e per tutto o si va a casa contenti sì, ma con qualche piccola insoddisfazione. Mio cugino ed io ci guardiamo, uno secondo e via. Direzione Düsseldorf Flughafen. I dubbi molti, le certezze nulle. Sarà quello l’aeroporto? Partiranno oggi? Prenderanno lo stesso aereo? Faranno il check-in o ci sarà un incaricato? Vabbé alla fine qui servono fatti, non parole.
Dopo un’ennesima peripezia stradale e code da evitare schiacciamo di nuovo in modo deciso l’acceleratore e la fedele Mitsu fa la sua parte in modo egregio. L’aeroporto è raggiunto.
Giunti al Terminal fissiamo gli sguardi sui tabelloni delle partenze alla ricerca di quelle 9 lettere magiche che all’orecchio di noi tifosi suonano come una melodia soavemente celestiale: sogno o son desto? Supponiamo inizialmente che si tratti di una fata morgana. Ecco che quasi come d’incanto appaiono alla nostra percezione sensoriale tre interessanti hostess che ci aiuteranno nell’inseguimento del nostro sogno. La prima in modo breve e conciso: “Non siamo autorizzati a dare informazioni a persone terze”. La seconda: scena muta. La terza in maniera molto cool ci lascia un po’ speranza: “di qui passano molti giocatori, molte squadre, chissà…”. Intanto nell’attesa veniamo raggiunti da alcuni fan del Bayern, dapprima venuti per aspettare i loro beniamini nonché i giocatori dell’Amburgo, che ovviamente si aggregano a noi. Per il resto a quel check-in non si vede anima viva. Dopo minuti di strenua attesa alzo gli occhi a ore 02:00 e il mio sguardo viene catturato da un qualcosa… Dai circa 90 battiti al minuto ai quali sono abituato mi si accende di colpo una turbina che quasi li moltiplica. Tremolio incontrollabile diffusosi per via nervosa dai piedi ai muscoli del collo. Vi chiederete cosa sia successo. La risposta la trovate qui:

L’agitazione di quei momenti a tratti potrebbe essere considerata ridicola, ma sarete consapevoli del fatto che mi è capitata una cosa che spero a tutti voi possa succedere, o magari è già successa. Da quei pochi minuti che ho avuto l’onore di passare lì con i nostri Heroes posso dirvi, nella mia umilissima opinione da ragazz(in)o 21enne, che Joe Cole (l’unico Red a cantar fuori dal coro con le sue scarpe Nike), iPad sotto il braccio, mega-cuffie alla mano, è semplicemente un figo come persona oltre che come giocatore. Addirittura ha spinto via per così dire un security che rompeva le scatole, dedicandosi a tutti i tifosi presenti. Stesso discorso per Mr. Hodgson, un vero gentleman ma al contempo decisamente alla mano e con i piedi per terra. Sicuramente la giornata calcisticamente parlando non era stata delle migliori per i Reds e di conseguenza il nostro Gerrard, assieme a Carragher a tatto mi sono sembrati piuttosto giù di corda.

Lincontro con il Capitano

L'incontro con il Capitano

Oltre questi ho avuto modo di incrociare un Johnson ed un Aquilani abbastanza seri ma disponibili ed infine ho “acchiappato” al volo anche un Jovanovic nuovo di zecca, anch’egli più che cortese.

A questo punto non penso si possa aggiungere altro che:

Una maglia così? 25€ con Mastercard

Una maglia così? 25€ con Mastercard

Unopera darte così? Non ha prezzo

Un'opera d'arte così? Non ha prezzo

PS: Un ringraziamento particolare va al mio cugino tedesco da decenni fan del Mönchengladbach e ovviamente molto simpatizzante dei Reds che mi ha reso possibile tutto questo. Herzlichen Dank, Marc!

Comments

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12 risposte a A Mönchengladbach

  • Grande Massimo…Non so se darti un cinque alto o mandarti a quel paese perché sono invidioso marcio del tuo viaggio a Moenchengladbach. 😀

    Il video dell’entrata allo stadio fa venire i brividi anche a me, l’incontro con i nostri beniamini idem!

    Non è che per caso tuo cugino è anche mio cugino? 😀

    YNWA

  • Ottimo lavoro Massimo, grazie per la splendida iniziativa.

    Veniamo alla campagna acquisti terminata per quanto riguarda il mese di Agosto.

    Francamente mi aspettavo il miracolo, ovvero un buon attaccante da affiancare a Nino, non è arrivato (momentaneamente) e ammetto di essere piuttosto affranto.
    Mr. Hodgson a questo punto avrà a disposizione tutta la fase pre invernale per ricercarselo con la dovuta calma e dovizia in quanto, ho temuto, che la famosa deadline portasse cattivo consiglio andando ad investire i soldi, che in modo ragionieristico era riuscito ad accantonare, in un cattivo acquisto, sul nome preferisco non affondare la lama.

    Ci sarà la cessione societaria a fine settembre e lì, si spera, si potranno avere ulteriori fondi da investire in un pezzo da novanta.
    Pertanto, a mio modo di vedere, dico che non tutti i mali vengono per nuocere.
    Per non tralasciare il fatto che Babel è rimasto e questo mi ha fatto immensamente piacere,così come la partenza, seppur in prestito, di Insua, Ayala che resta, Lucas purtroppo anche.

    Tatticamente, a questo punto, se il nostro tanto già criticato manager (io la prima critica a RB l’ho fatta dopo quattro anni) decide di adottare il modulo a lui più caro, non resta che impiegare Cole sulla fascia così come Babel (questo è il momento della definitiva celebrazione), spostando Kuyt nel suo ruolo originario.
    Alternativa invertire i ruoli con interscambio fornito da Jova.

    Particolarmente felice per l’arrivo dell’inglese sulla fascia, uomo di provata esperienza che ci serviva come l’aria da respirare.

    Portando in maglia rossa il portoghese (grande performance il servizio del nostro Giorgio) abbiamo ritrovato qualità e geometrie che mancavano da un paio di stagioni.

    Non siamo ancora una corazzata, questo è indubbio, ma iniezioni di qualità ne sono arrivate e, come ripeto dall’arrivo del vituperato Hodgson, soddisfazioni ce ne toglieremo, e non poche.

    NOTA DI SERVIZIO:

    Vi confermo, dopo averne discusso telefonicamente ieri sera con Nunzio, le date del Raduno fissate per il 09 e 10 di Ottobre in quel di Firenze.

    Al mio rientro dalle vacanze (domenica prossima per la cronaca) riceverete mail con chiare indicazioni al riguardo.

    Una sola cosa vi chiedo per facilitare il compito al nostro caro Gianpaolo da Firenze, fornite quanto prima, tramite il canale centro@liverpoolitalia.it le vostre generalità in quanto il buon Gianpaolo deve prenotare l’albergo.

    Ovviamente chi lo farà in tempi non consoni alla situazione, dovrà sbrigarsela da se.

    Ynwa e … fate i bravi !!

  • bellissimo lavoro Massimo…..bello davvero.

  • Ringrazio massimo per il bellissimo reportage.
    Big Paul è sempre un piacere personale leggerti, non solo per l’accuratezza delle tue osservazioni ma anche per l’equilibrio delle tue critiche.
    “Ice on the cake” sarebbe stato il centravanti, ma la verità è che Roy temeva un errore grave (con quei pochi soldi da spendere) determinato dalla fretta. Del resto andiamo, le richieste del West Ham per Cole sono assurde, assurde. Però a questo punto, bisogna puntare di più su Babel, da promuovere almeno titolare in attacco delle competizioni extra (EL, Fa Cup, Carling). Un saluto a tutti.

  • Andiamo al sodo

    PORTIERI: Reina è rimasto, Jones non lo conosco (ma penso sia equivalente al partente Cavalieri) ma Pepe garantisce continuità (una cazzata l’ha già fatta e grossa, quindi mi aspetto non ne faccia più). Voto: 7

    DIFENSORI: via Insua, dentro Konchesky, ossia via un giovane che abbiamo bruciato e dentro un esperto della Prem. Per il resto non è cambiato nulla, si spera che Agger abbia definitivamente superato ogni acciacco e che Roy dia più spazio al promettente Kelly con un turnover tra lui e Glen che sarà fondamentale (cosa improponibile con il sempre rotto Degen, che non vedremo più). Interessante anche il giovane Wilson. Carra ha un anno in più, ma con Kyrgiakos, Skrtel e il giovane Ayala siamo abbondantemente coperti. E’ il nostro reparto più completo. Voto: 7,5

    CENTROCAMPISTI: via Mascherano, perdiamo tantissimo in fase di interdizione. Meireles è buono, ma ha già precisato di non essere come el Jefe. Dovrebbe cambiare il modulo, quindi rimane un’incognita. Poulsen ha piedi ruvidi ma esperienza, Lucas ha solo i piedi ruvidi e non ha più il suo amato tutore Rafa Benitez, quindi è lecito aspettarsi che sia finalmente relegato a rincalzo e niente più. Il capitano c’è sempre e rimane la solita garanzia. Via anche Aquilani, ma del resto non possiamo permetterci eterni infortunati. In fase di spinta, via l’ibrido Benayoun e dentro Joe Cole, uno che ha un ottimo bagaglio tecnico ma che non ha mai trovato la consacrazione a giocatore di 1°livello. Speriamo la trovi ad Anfield. Babel è rimasto, ma deve darsi una mossa per non rimanere un’eterna promessa. Non ha più la “concorrenza” di Riera e soprattutto l’ostracismo di Benitez, quindi c’mon Rio! Tra i giovani, scalpitano Spearing e il nuovo Shelvey. Vedremo. Voto: 7

    ATTACCANTI: non è partito nessuno (Németh a parte), ma l’innesto Jovanovic è da considerarsi più relativo al centrocampo che all’attacco. Discorso analogo per Kuyt. Il solo Ngog come alternativa al campione fragile Torres sembra troppo poco. Sarà interessante vedere se avverrà il lancio definitivo di Pacheco. Voto: 6,5

  • Mitico Massimo, mi stai facendo rosicare come non mai.. 🙂

    Bellissimo report, ben scritto e molto scorrevole..complimenti ar kid!

  • ore 13.52 … calma piatta, nessun post, tutti defunti o assorti in chissà quali pensieri.
    Un saluto dal Giglio….

  • ahaha grande paolo…

    PS: massimo, ma sei nato il 26 maggo 89?? O.o

  • ehm…giusto x curiosità..ma l’articolo da me pubblicato…che fine ha fatto?! chiamo chi l’ha visto!

  • Stevie G difende publicamente Fabio Capello.
    Stasera comunque l’Inghilterra passerà al 4-2-3-1 (alleluia), con una linea d’attacco fantastica: Adam Johnson – Gerrard – Theo Walcott. A centrocampo mi sarebbe piaciuto vedere Tom Huddlestone come regista ma purtroppo si è infortunato.
    Joe Hart tra i pali.
    Il girone non è così semplice, e devono vincere stasera a Wembley per partire tranquilli.

  • Mi sono reso conto di non essermi congratulato con massimo….è STUPENDO MAX!!!!

  • grazie a tutti lads! comunque sì Pano sono nato esattamente in quella data, how do you know? 😛