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We will conquer all the Europe, it’s just too soon

Le lacrime di Salah… Hanno commosso gli sportivi di tutto il mondo

26 maggio ore 20:45 si affrontano nella finale di Champions due squadre con grandi tradizioni europee: Liverpool e Real Madrid. La prima ha forse giocato il miglior calcio di questa stagione della Champions, letteralmente prendendo a pallonate Porto, Manchester City e Roma (anche se negli ultimi 5 minuti i giallorossi hanno accorciato le distanze). La seconda è, invece, la squadra con più Champions di sempre e vincitrice delle ultime due edizioni, che ha sconfitto, anche con un po’ di fortuna, le élites del calcio europeo (PSG, Juve e Bayern). I Blancos sembrano partire come leggermente favoriti, ma la marcia trionfante dei reds fa sognare l’impresa ai suoi tifosi. Al canto di Allez, Allez, Allez nulla sembra impossibile per questa squadra. Klopp nel pre-match dice che ci servirà un po’ di fortuna per spuntarla. Mai tali parole furono così profetiche. La gara inizia e il Liverpool parte bene, schiacciando il Real nella sua metà campo. Le merengues giocano, in alcuni momenti, con 8 giocatori dietro la linea della palla. I terzini non salgono per paura delle ripartenze di Salah e Manè e i reds riescono a intimidire la squadra di Zidane. Guilleme Balague prima della partita aveva definito questa come la battaglia tra ordine (Real) e caos (Liverpool). Il caos sembrava vincere con il pressing alto di Milner, Henderson e Wijnaldum che riuscivano a conquistare tutte le seconde palle. Lovren gioca in maniera molto aggressiva su Ronaldo che si vede anticipare in più di un’occasione e il talento portoghese non riesce a produrre la sua solita magia. La partita è tesa, ma i tifosi del Liverpool, quelli che si fanno sentire di più nello stadio, sanno che la partita è a nostro favore. Al 35esimo arriva il primo momento che cambierà la partita. Sergio Ramos trattiene per un braccio Salah, che lo stava per superare, facendolo cadere in malo modo provocandogli un infortunio grave che lo costringerà ad abbandonare la finale (e forse anche il mondiale). L’intervento meritava forse il fallo e l’ammonizione e dubbi rimangono circa l’intenzionalità di Ramos di infortunare Salah, ma ormai questo conta relativamente. La fortuna gira le spalle al Liverpool al 35esimo del primo tempo. La caduta poteva avvenire in modo leggermente diverso e non causare la frattura al povero egiziano. Fatto sta che da questo momento la partita cambia in maniera sostanziale. L’eterno infortunato Lallana entra al posto dell’infortunato, ma il gioco del Liverpool è compromesso. Adam rientra da un lungo infortunio con pochi minuti nelle gambe e deve ricoprire il ruolo di ala sinistra che non è il suo. La rapidità non è la sua qualità migliore e l’attacco del Liverpool perde brillantezza. Contemporaneamente il Real prende coraggio. Il miglior giocatore della squadra avversaria è uscito e ora la partita per loro sembra in discesa. Marcelo inizia a prendere di mira la fascia sinistra senza dover più pensare a coprire il pericoloso Salah. Il Liverpool subisce il contraccolpo psicologico e abbassa il proprio baricentro. Il Real parte all’assalto, ma i reds riescono a tenere il pari all’intervallo. Nel secondo tempo la squadra di Zidane riparte all’attacco, ma il Liverpool difende bene. La partita, tuttavia, si sblocca nella maniera più imprevedibile. Karius, in maniera inspiegabile, rimettendo la palla in gioco, lancia la sfera addosso a Benzema che ribatte in rete. Il gol più brutto di tutte le finali di Champions probabilmente. Il portiere tedesco si rende protagonista di un momento di follia davvero non previsto. Karius non sarà un world class keeper ma un errore del genere deve essere un brutto scherzo giocato dall’inesperienza nel partecipare in una finale così importante. Non trovo onestamente altre spiegazioni. Sotto uno a zero con un gol letteralmente regalato, Salah infortunato, sembra tutto perso e invece la squadra non ci sta. I tifosi non ci stanno. I decibel si alzano dalla curva rossa e da calcio d’angolo Lovren sovrasta Ramos servendo Manè che insacca. Uno a uno. Il senegalese sa che è lui l’unico che può portare il Liverpool alla vittoria e inizia a terrorizzare la difesa del Real con incursioni a velocità ultrasonica. La squadra va, ora, su tutti i palloni, è rabbiosa, sa che non può finire così il sogno. Emozioni forti. L’orgoglio di tifare per questa squadra, privata del suo miglior giocatore, con meno esperienza, sotto di un gol contro uno dei team più forti di sempre che lotta come un leone è enorme. Purtroppo il calcio non è uno sport che premia il romanticismo. Zidane toglie Isco e mette Bale. La panchina del Real è di una qualità superiore. Il Liverpool perso Salah rimane senza alternative in termini di giocatori e di tattiche, Zidane può scegliere, invece, tra una vasta rosa di campionissimi. È qui il vantaggio del Real. Il gallese appena entrato sfrutta un cross deviato di Marcelo e compie una prodezza da calciatori panini. La rovesciata è bellissima, indifendibile. Sembra il colpo del KO. Giù il cappello, quando si subisce un gol del genere non puoi recriminare nulla, solo riconoscere la forza dell’avversario. Io a questo punto smetto di crederci, ma i reds no. Il Liverpool torna all’attacco e il Real è costretto ad arretrare. Si combatte alla disperata e Manè le prova tutte, ma riesce solo a trovare uno sfortunato palo. La fortuna non sembra proprio sorriderci. È più facile che Bale nei 40 tentativi successi segni di rovesciata o Manè che indovina l’angolino basso dal limite dell’area? La risposta è tanto ovvia quanto dolorosa. Nel frattempo il Real sfrutta la linea alta del Liverpool e parte con dei contropiedi pericolosissimi, ma prima Robertson e poi Lovren compiono dei recuperi sovrumani su Ronaldo lanciato da solo verso la porta, evitando la goleada. Ancora una volta, mi sento fiero di tifare per questa squadra. Hanno lottato come leoni. Il destino è crudele per la terza volta perché Karius non riesce a fermare un tiro velleitario di Bale, mettendo la parola fine sulla partita a dieci minuti dalla conclusione.

Karius si scusa con i tifosi a fine partita

La partita termina tre a uno per i blancos. La sensazione è strana. Non riesco ad essere arrabbiato con la squadra. Ha dato davvero tutto in condizioni difficilissime. La difesa tanto criticata non ha sbagliato nulla. Trent, Lovren, Van Dijk e Robertson sono incolpevoli su tutti e tre i gol presi. Il centrocampo ha corso tantissimo. Manè ci ha provato in tutti i modi. La partita è stata surreale. Sono fermamente convinto che senza l’infortunio di Salah staremmo festeggiando la sesta. Purtroppo la sfortuna dell’infortunio di Salah combinata alla nostra panchina corta ci è costata la coppa. Gli errori di Karius incidono ovviamente, ma al 35esimo del primo tempo il match è stato quasi del tutto compromesso. Ci serviva una prestazione perfetta (tipo quella contro il City) per passare. Purtroppo non è stato così. Sfortuna e l’errore di un giocatore hanno impedito il successo. Questo Liverpool non era attrezzato per vincere la Champions, avere solo undici titolari buoni disponibili ti espone a troppi rischi. La cosa verrà rimediata in estate e torneremo più forti, ne sono convinto. La Champions è roba nostra. Forse quest’anno era troppo presto, ma la squadra c’è, serve rinforzarla un po’ e arriverà la sesta, la settima e così via. Fa male la sconfitta, ma non perdiamo di vista cosa abbiamo fatto e dove stiamo andando. C’è stata un’evoluzione quest’anno, siamo tornati lì a giocarcela con le grandi. Un’ultima cosa sulla mentalità/inesperienza della squadra. I giocatori ieri (salvo Karius) hanno lottato fino all’ultimo nonostante le costanti batoste prese durante la partita. Non ci siamo mai arresi e stavamo per riprendere il match in più occasioni. Hanno dimostrato di avere gli attributi. Solo stima per Henderson e compagni. Il Real ha meritato di vincere. Non si possono commettere errori così in finale e non avere cambi all’altezza. Ciò, tuttavia, non significa che non potevamo vincerla, anzi. Il problema è che sulla fortuna non possiamo fare affidamento, siamo il Liverpool e negli ultimi anni di fortuna non ne abbiamo vista tanta.

Testa alta, il dolore passerà, il futuro è luminoso (non dimentichiamolo).

di Lorenzo Picarella

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