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Gli undici titolari

Sabato 1 Giugno 2019, ore 21, finale di Champions League. Allo Stadio Metropolitano di Madrid, nuova casa dell’Atletico, va in scena la partita più importante dell’anno, il gran gala del calcio europeo, il sogno di ogni tifoso. A un anno dai ricordi dolorosi di quella notte beffarda a Kiev, il Liverpool di Jurgen Klopp è di nuovo lì, pronto a giocarsi la coppa dalle grandi orecchie dopo aver ribaltato pronostici ed entusiasmato tifosi e non, in giro per il mondo. Sono passate anche tre settimane da quella domenica in cui anche le ultime speranze di rivincere il campionato si sono spente dinanzi a un Manchester City inarrestabile, nonostante un’annata incredibile da 97 punti. Ma i Reds sono di nuovo lì, perchè non importa, “Try again, fail again, fail better“.

Il cammino per arrivare in finale non è stato certo dei più facili: PSG, Napoli e Stella Rossa nel girone, con quell’ultima partita da dentro o fuori con gli Azzurri di Ancelotti, poi gli ottavi andando a espugnare la casa del Bayern campione di Germania, poi ancora dei quarti relativamente abbordabili contro il Porto, e infine l’incredibile semifinale col Barcellona. L’avversario questa volta non è il Real Madrid, ma una squadra che conosciamo molto bene, il Tottenham di Mauricio Pochettino. Gli Spurs si giocano la prima finale di Coppa dei Campioni della loro storia, dopo un percorso anch’esso pieno di insidie che li ha visti più volte a un passo dall’eliminazione: prima un gruppo con Barcellona, Inter e PSV, staccando il biglietto per gli ottavi proprio all’ultima giornata strappando un punto al Camp Nou, poi gli ottavi battendo agilmente il Borussia Dortmund, i quarti superando il più quotato Manchester City in un doppio confronto al VARdiopalmo, e la semifinale all’ultimo respiro contro i baby fenomeni dell’Ajax, che tanto avevano impressionato nel corso della competizione.

Per quanto riguarda le formazioni, nessuna sorpresa per gli 11 scelti da Klopp: in porta il sempre presente Alisson, difesa a quattro con Robertson, Matip, van Dijk e Alexander-Arnold, a centrocampo Fabinho, Wijnaldum e capitan Henderson, e in attacco il tridente delle meraviglie con Salah, Manè e il recuperato Firmino. Nel Tottenham il dilemma principale riguardava l’utilizzo dal primo minuto di Kane, reduce da un infortunio alla caviglia: Kane gioca, ed è l’eroe di Amsterdam Lucas Moura a fargli spazio. Pochettino opta anch’egli per una difesa a quattro con Rose, Vertonghen, Alderweireld e Trippier davanti al portiere e capitano Lloris, centrocampo con Sissoko e Winks a protezione e il trio Eriksen-Alli-Son pronto a colpire alle spalle di Kane.

Comincia la partita e l’avvio è subito esplosivo. Lancio lungo per Manè, il senegalese controlla e crossa colpendo il braccio inspiegabilmente largo di Sissoko, ed è calcio di rigore: sono passati solo 30 secondi. Dal dischetto va Salah, che l’anno scorso aveva dovuto lasciare il campo in lacrime, ma non stavolta, botta centrale e 1-0 che fa esplodere la curva colorata di rosso. Sembra l’inizio di una partita scoppiettante, ma le squadre rimangono abbastanza bloccate, a causa anche del caldo e della tensione. Il Liverpool difende basso cercando immediatamente le ripartenze per lanciare le sue freccie in profondità, mentre il Tottenham gestisce il possesso palla cercando di far male in avanti soprattutto con la velocità di Son. Da segnalare un paio di tiri dalla distanza di Alexander-Arnold e Robertson (bravo Lloris) da un lato, ed Eriksen dall’altro, che proprio sul finire del primo tempo spedisce alle stelle da buona posizione. Non succede altro e si va al riposo sull’1-0 per il Liverpool.

Inizia il secondo tempo e la partita prosegue sugli stessi binari. Più che occasioni si vedono “mezze” occasioni. Nel primo quarto d’ora prima Lloris blocca un pericoloso cross di Robertson su cui stava per avventarsi Manè, poi Alexander-Arnold blocca un tiro di Alli da posizione pericolosa. Klopp vede che qualcosa non va e decide tirare fuori Firmino, non in perfette condizioni, e Wijnaldum per mandare dentro Milner e l’altro eroe della semi col Barcellona, Origi. Pochettino risponde inserendo Lucas Moura al posto di Winks, rischiando il tutto per tutto con una formazione a trazione anteriore. Al 68′ grande occasione per Milner, ma il suo rasoterra dal limite termina di pochissimo a lato. A un quarto d’ora dal termine il Tottenham comincia a spingere con tutto quello che ha, costringendo il Liverpool a chiudersi e resistere. Al 75′ Son si lancia da solo e sembra poter superare van Dijk, ma l’olandese recupera in maniera maestosa e sventa la minaccia. Poi è Alli ad avere l’occasione sulla propria testa, ma il pallone termina alto. Dentro anche Llorente, per sfruttare i lanci della disperazione. A dieci dalla fine arriva il lavoro serio per Alisson: conclusione dalla distanza di Son, il brasiliano respinge, l’azione continua e il pallone arriva in area a Lucas che tira, ma Alisson è di nuovo attento e blocca. Altra occasione per il Tottenham con una punizione sulla sinistra, ci si potrebbe aspettare un cross ma Eriksen va in porta, ed Alisson ancora una volta è bravissimo a parare in angolo. Minuto 87, calcio d’angolo per il Liverpool: Milner mette in mezzo, van Dijk cicca la conclusione, mischia furibonda, rimpalli e pallone che da Matip arriva a Origi, il belga carica il sinistro e la mette nell’unico angolo in cui Lloris non può arrivare, 2-0. La Kop madrilena impazzisce, la coppa ormai è a un passo, mancano solo pochi minuti. Gli Spurs provano gli ultimi disperati assalti, ma non si passa, e dopo 5 minuti di recupero l’arbitro Skomina dice che finisce così. Il Liverpool è Campione d’Europa per la sesta volta nella sua storia.

Il capitano Jordan Henderson alza la sesta Coppa dei Campioni

Dopo le sofferenze, i trofei sfuggiti di un soffio, capitan Henderson può finalmente alzare nella notte di Madrid la coppa più ambita. Questo gruppo, questo manager meritavano una soddisfazione dopo la stagione incredibile che ci hanno regalato, si son presi e ci han dato la soddisfazione più grossa. “Godiamoci il percorso, e quando vinceremo qualcosa, sono sicuro che la città di Liverpool esploderà di gioia”, così aveva detto Jurgen Klopp qualche tempo fa, e così è stato. Complimenti anche al Tottenham, grande squadra allenata da un grande allenatore, ma stavolta l’Europa si tinge di rosso. E in fondo, le sofferenze passate rendono questa vittoria ancora più dolce.

La città in festa per la parata dei Campioni

 

di Walter Randazzo

 

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