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Tira aria nuova ad Anfield.

Salah supera Dubravka per l’1-0

Una settimana dopo la splendida vittoria casalinga contro il West Ham per 4-1, i Reds scendono in campo sempre ad Anfield contro il Newcastle guidato da una nostra ex-leggenda che ha fatto la storia sulla panchina dei Reds: Rafa Benitez.  Partita per nulla facile, visto che le Magpies sono un’autentica bestia nera per Klopp: infatti, nelle 3 gare in cui abbiamo affrontato il Newcastle sotto la sua gestione sono arrivati solo 2 pareggi e una sconfitta, che risultano in una misera media di 0.66 punti a partita. Il Liverpool di questo periodo, però, oltre a mostrare una forma fisica e mentale da fare invidia, ha ottenuto anche un’ottima serie di risultati portandosi a +4 dal Chelsea quinto in classifica, “isolando” la zona top-4 che vale un’altra stagione in Champions League. Tutti a disposizione per Klopp, a parte Wijnaldum e Klavan colpiti da un virus intestinale. Il Newcastle invece, si trova in piena lotta per non retrocedere con soli 2 punti di vantaggio sulla “zona rossa”, e arriva ad Anfield dopo 3 pareggi e una, prestigiosa, vittoria contro il Manchester United. All’andata finì 1-1 con i goal dell’ormai lontano ricordo Coutinho e di Joselu. 

Klopp decide di cambiare due uomini rispetto alla partita con il West Ham inserendo Henderson e Lovren al posto di Milner (acciaccato) e Matip. Per il resto tutto uguale: Karius tra i pali, Alexander-Arnold, Lovren, Van Dijk, e Robertson in difesa, Chamberlain, Henderson ed Emre Can a centrocampo e i magnifici 3 là davanti: Salah, Firmino, Mané.

Risponde Benitez, che schiera un 4-4-1-1 con Dubravka, Yedlin, Lascelles, Lejeune, Dummett; Atsu, Merino, Diame, Kenedy; Murphy; Gayle.

La gara inizia a ritmi abbastanza sostenuti con il Liverpool in controllo e il Newcastle ad attendere e, magari, ripartire in contropiede. Il possesso palla dei Reds è veloce ma, a volte, Henderson e compagni sono troppo leziosi o poco precisi facendo perdere il ritmo all’azione. Ma è una partita in cui bisogna avere pazienza, molta pazienza, sia in campo che sugli spalti: negli ultimi anni troppe volte in queste gare siamo finiti dentro la trappola della frustrazione e della frenesia. Le occasioni scarseggiano, il Newcastle fa muro, ma i Reds non sembrano scomporsi. Tira aria nuova ad Anfield.

Dopo 40 minuti di possesso palla asfissiante (sarà il 71% a fine gara con 660 passaggi riusciti) Chamberlain decide di spaccare la partita: riceve palla tra le linee e con una progressione impressionante in verticale serve in modo perfetto Salah, ancora lui, che solo davanti a Dubravka non sbaglia. 32 goal stagionali per l’egiziano e 1-0 meritato per la mole di gioco costruita dai Reds che, fisiologicamente, si rilassano con l’intervallo alle porte. Ma noi sappiamo bene, anzi benissimo, che non è mai il momento di abbassare la guardia, infatti al minuto 45 il Newcastle, nell’unica sortita offensiva, sfiora il pareggio: Diame dal limite dell’area si inventa un gran tiro a giro indirizzato sotto l’incrocio dei pali, ma Karius vola e con la punta delle dita devia in angolo.

Karius vola ed evita il pareggio del Newcastle

Una parata che vale un goal, una parata che scaccia i fantasmi del solito “un tiro subito, un goal subito”.  Un Karius lontano parente dell’agnello spaventato di qualche tempo fa, ora sembra un lupo sempre pronto ad azzannare la sua preda, la palla, sia tra i pali che in uscita. Tira aria nuova ad Anfield.

Nella ripresa le cose non cambiano: il Liverpool fa la partita e il Newcastle resiste con relativo ordine, ma al minuto 55 crolla quando Firmino imita Chamberlain e sempre centralmente serve questa volta Mané che in caduta insacca senza lasciare scampo a Dubravka. 2-0.

Manè festeggia il 2-0

A nulla valgono i cambi di Benitez, la partita è ormai indirizzata sul binario rosso Liverpool, che continuando a macinare gioco non fa respirare i bianconeri. C’è anche tempo per i soliti errori arbitrali all’inglese con un rigore negato ai Reds e un fallo da ultimo uomo su Salah a fine partita totalmente ignorato dalla terna arbitrale. Ma non fa nulla, ciò che conta sono i 3 punti, il clean sheet e che questo Liverpool con il minimo sforzo ottiene il massimo risultato. Tira aria nuova ad Anfield.

di Gabriele Kopite Ventola

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