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There’s no noise like the Anfield noise and I love it…

Sturridge apre le marcature

Sturridge apre le marcature

L’urlo di Anfield incendia il primo derby d’Inghilterra in versione europea, con You’ll Never Walk Alone scandito in un crescendo di note fino al fischio d’inizio del primo Liverpool-Manchester United della storia nelle serate di grande calcio internazionale. C’è il profumo delle grandi partite europee e il Liverpool di Kloop parte con l’abito giusto, uno smoking perfetto per l’eleganza di Dejan Lovren, che guida con sicurezza una difesa spesso in difficoltà in stagione, e per la coppia di 007 Henderson-Emre Can, agenti speciali della mediana che il Direttore Jurgen manda a distruggere i piani dei Red Devils di Van Gaal. Non c’è pace per il gioco del Manchester United, che fin dalla propria metà campo è attaccato a turno prima dai trequarti Coutinho-Firmino-Lallana e poi in seconda battuta dalla mediana, aiutata dalla salita dei due terzini Clyne e Alberto Moreno. Proprio Clyne è decisivo nelle sue discese senza palla in fase offensiva, che mandano in confusione il talento sofferente di Depay e lo costringe al fallo appena dentro l’area, che l’arbitro dopo il segnale del proprio collaboratore trasforma in calcio di rigore. Sturridge vuole essere protagonista dal dischetto, visto che a Wembley contro il Manchester City era già uscito, si prende la responsabilità di calciare il rigore e battere con un sospiro di sollievo il ragno De Gea. Ed è proprio grazie al suo n.1 se il Manchester United chiude il primo tempo solo sull’1-0, con 4 parate decisive una migliore dell’altra, prima spettacolare nello stoppare il piatto ravvicinato troppo dolce di Coutinho, troppo dolce sul piatto sinistro ravvicinato, poi sicuro sui tentativi di Henderson e Sturridge e infine velocissimo nel trovare la coordinazione giusta per chiudere il tap in ravvicinato di Lallana. Van Gaal aveva deciso inizialmente di dare ancora fiducia al baby Rashford, schierato in coppia con il ben più pubblicizzato Martial, davanti ad una trequarti che oltre a Mata e Depay aveva anche gli inserimenti velenosi di Fellaini. Il rovescio della medaglia era un equilibrio difensivo difficile da mantenere, con Schneiderlein spesso solo contro i mulini a vento e la difesa che mancava dell’intelligenza negli aiuti di Darmian, sostituito inizialmente da Varela per dare più corsa offensiva sulla fascia sempre poco granitica di Alberto Moreno. Il secondo tempo si apre con la scelta di Van Gaal di prendere un cappotto più pesante per frenare il vento rosso di Anfield, inserendo Carrick nel  trio difensivo per dare più qualità alla manovra iniziale asfissiata dal pressing offensivo del Liverpool, ma tenendo negli spogliatoi un Rashford costretto a fare il terzino aggiunto invece che un Martial più dannoso che utile alla causa dei Red Devils. Il nuovo schieramento che crea maggiore densità nella zona mediana, aiuta nei primi minuti lo United ad affacciarsi nei 20 metri del Liverpool e il contemporaneo calo di intensità dei Reds porta gli ospiti ad un paio di azioni pericolose che però non portano grossi pericoli alla porta difesa da Mignolet. Klopp vede che la sua squadra non ha più la foga agonistica del primo tempo e decide di togliere uno Sturridge in fase calante per inserire il dinamismo di Joe Allen in aiuto alla coppia Hendo-Can, ridando la libertà da centravanti atipico a Firmino. E la mossa paga subito perché l’ex Swansea è un microonde nell’impatto all’interno della gara e guida la rinascita dei compagni nell’aggressività animalesca sulla costruzione bassa dello United, premiata dal recupero decisivo di Lallana sull’errore nel rilancio di Carrick, che serve al bacio Firmino sul primo palo, abile ad anticipare la parata di De Gea e infilare il 2-0 che manda in estasi la gente di Liverpool.

Firmino festeggiato dai compagni

Firmino festeggiato dai compagni

Gli undici intercetti del secondo tempo e il 60% di possesso palla finale descrivono in  maniera dettagliata qual è stato il risultato delle idee geniali del maestro Klopp, pronto a non far respirare la manovra compassata dei Red Devils e punire con un gioco sicuro, ma veloce, in grado di essere sempre pericoloso negli ultimi 20-25 metri, cosa difficilmente vista in questa stagione altalenante, in cui l’ex tecnico del Dortmund ha faticato ad imporre il proprio credo ad un gruppo avvelenato dal sonnifero Rodgers. Nell’ultimo quarto di partita, c’è più legittimazione del 2-0 che tentativo di segnare un goal che riaprirebbe la qualificazione per il Manchester United, con recuperi e ripartenze rapidissimi che innescano la gioventù del subentrato Origi e premiano la partita di sacrificio di Coutinho, non scintillante offensivamente ma ottimo nel dare equilibrio alle due fasi e coprire le magagne difensive di Alberto Moreno. Il cielo su Liverpool si colora di un rosso vivo grazie al fumo denso che i figli dei Docks lanciano dagli spalti, per legittimare una serata finalmente magica, di una stagione travagliata, fatta anche di cocenti sconfitte, ma che stasera ha saputo ricreare la magia di Anfield e la forza di una storia vincente che un allenatore tedesco sta riportando nelle strade illuminate dal Liverbird. Il Teatro dei Sogni ci aspetta per un ritorno infernale, ma il vantaggio conquistato e la consapevolezza di essere pronti al sogno europeo, ci può dare la spinta giusta per affrontare i nemici e zittirli.

di Matteo Peruzzi

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