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Si passa anche al Craven

Dopo una storica vittoria all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco in Champions League, i RSweeteds tornano in campo a Craven Cottage contro la oramai predestinata retrocessa Fulham di Scott Parker. Sulla carta è una partita da tre punti sicuri per gli uomini di Klopp. Tuttavia, nelle partite post Champions il Liverpool fatica sempre un po’ di più e l’away record del girone di ritorno è tutt’altro che esaltante. La formazione vede in porta il solito Alisson, la difesa composta da Matip, Van Dijk, Robertson e Trent, a centrocampo Fabinho affiancato da Lallana e Wijanldum, mentre l’attacco è guidato dal “front three” con l’uomo più in forma del momento Sadio Manè. Il Liverpool parte bene e crea una serie di situazioni pericolose, senza però impensierire il portiere del Fulham. In particolare Robertson si dimostra molto attivo sulla sinistra ma spreca due buone occasioni sbagliando malamente il cross. Lo scozzese è da quattro o cinque partite che gioca a livelli più bassi rispetto al solito. Ma al 25′ si sblocca la partita col solito Manè che pesca Firmino in area, il quale chiude il triangolo che porta il senegalese a siglare a botta sicura l’1-0.

Manè chiude la triangolazione con Firmino e porta in vantaggio i Reds

Il numero 10 dei reds è in forma smagliante e raggiunge Salah a quota 17 gol in Premier (20 totali in stagione). Il primo tempo si chiude con il Liverpool in pieno controllo, solo Babel sulla destra crea qualche problema, ma per il resto il Fulham è davvero poca cosa. Al rientro nel secondo tempo il Liverpool prova a chiudere la partita, ma non riesce a trovare il gol del 2-0, nonostante diversi tentativi. Prima Wijnaldum di testa a due passi manda la palla sopra la traversa, poi Manè colpisce la traversa su calcio d’angolo. Nel frattempo, però, la squadra di casa comincia a farsi sotto con un paio di contropiedi pericolosi che mettono paura alla retroguardia del Liverpool. Al 70′ Klopp toglie Firmino e Lallana per Milner e Origi. Al ’75 avviene il disastro. Milner svirgola malamente una palla a centrocampo e costringe Van Dijk a colpirla di testa verso il portiere con Babel in pressione. Purtroppo Van Dijk e Alisson non si capiscono e combinano un pasticcio regalando la palla all’ex Liverpool che porta il Fulham in pareggio. Babel che porta i reds nel cuore non esulta per rispetto verso i suoi ex tifosi. Sono 15 minuti decisivi per la corsa del Liverpool alla Premier League. La tensione è palpabile in campo. Un errore stupido rischia di togliere ogni speranza di successo alla squadra di Klopp. Per fortuna, pochi minuti dopo, il portiere del Fulham, Sergio Rico, decide di trattenere inutilmente Manè in area ed è rigore. Mr reliable James Milner va dal dischetto e riporta i reds avanti. I giocatori sono in estasi dopo la rete del vice capitano. Manè si inginocchia a terra, Trent urla di gioia al cielo.

Jimbo Milner dal dischetto ristabilisce le distanze

Gli ultimi dieci minuti di partita il Liverpool li controlla bene, senza rischiare troppo. Anzi, prima con Salah e poi con Wijnaldum va vicino al 3-1. Il povero Salah sbaglia un gol facile davanti alla porta. L’egiziano sta attraversando il peggior momento da quando è a Liverpool. Non segna da 7 partite. Bisogna dire, però, che il suo contributo senza palla è sempre encomiabile andando a difendere fino nella propria area. Il gol ritornerà anche per Mo’. Al fischio finale la squadra di Klopp è di nuovo in testa alla Premier, anche se con una partita in più rispetto al City. Contava solo vincere oggi, lo si è fatto, ma non senza inutili sofferenze. D’altronde siamo il Liverpool non prendiamo mai la via facile, complicarci la vita è un’abitudine che difficilmente abbandoneremo. Adesso c’è una noiosa pausa delle nazionali e poi ci sono gli spurs in casa, ma soprattutto ci sarà il ritorno di Oxlade Chamberlain, Joe Gomez e Lovren. Stiamo entrando nella fase finale della stagione e siamo ancora in corsa per la Premier e in buona posizione in Champions. Dobbiamo essere felici di ciò, negli ultimi dieci anni ci è capitato poche volte.

YNWA.

di Lorenzo Picarella

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