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Still not going away

 

Salah festeggia così il suo eurogol

 

È una fredda domenica pomeriggio primaverile ad Anfield. Qualche ora prima il Manchester City ha già battuto il Crystal Palace ed è tornato in vetta alla classifica, per effettuare il controsorpasso servono necessariamente i tre punti. L’avversario di turno è un nome che rievoca brutti ricordi quando si parla di corsa al titolo, il Chelsea, che cinque anni fa mandò in frantumi il sogno sempre di domenica, sempre di pomeriggio. In più, i Blues non perdono ad Anfield addirittura dal 2012.

Klopp recupera Robertson dopo il turno di riposo forzato contro il Porto, e schiera nuovamente Matip accanto a Van Dijk, tutto il resto rimane invariato. Sarri punta sull’attacco leggero con Hazard punta fiancheggiato da Willian e Hudson-Odoi, mentre Higuain e Giroud partono dalla panchina. Spazio anche per il promettente Loftus-Cheek a centrocampo accanto a Jorginho e Kantè. Prima della partita un minuto di raccoglimento per ricordare le vittime di Hillsborough e la recente scomparsa di Tommy Smith, ex-capitano storico del Liverpool.

Parte bene il Liverpool che dopo cinque minuti crea la prima occasione pericolosa con Manè che affonda sulla sinistra e crossa, il pallone scavalca tutti e si abbassa giusto per il tiro al volo di Salah, ma il pallone è centrale e Kepa blocca a terra. Il Chelsea si fa vedere soprattutto con Hazard, come al 20′ quando dopo aver danzato tra le maglie rosse della difesa, fa partire un tiro che però non impensierisce Alisson. La partita è combattuta con i padroni di casa che provano a creare gioco per sfondare, mentre gli ospiti difendono attenti in attesa di colpire in contropiede. Al 25′ ci prova Henderson da fuori dopo la sponda di testa di Salah, ma David Luiz devia in calcio d’angolo. Alla mezz’ora pericolosa ripartenza del Chelsea tre contro due con Willian e Hazard, il brasiliano va per l’azione personale e prova il tiro da fuori, che termina a lato. L’occasione più pericolosa del primo tempo capita al minuto 37 sui piedi di Manè, che riceve in area da Salah, ma il destro di prima intenzione del senegalese non gira abbastanza ed esce. Al 40′ il Chelsea perde Rudiger per infortunio, ed entra Christensen. Ultimo brivido nell’ultimo del primo tempo, con Firmino che quasi corregge in rete un cross su punizione di Alexander-Arnold, Kepa compie una grande parata ma è tutto inutile perchè il guardalinee segnala fuorigioco. Finisce così il primo tempo e si va negli spogliatoi sullo 0-0.

Comincia il secondo tempo, e comincia col botto. Al 50′ la partita si sblocca: azione insistita sulla destra di Salah che duetta con Firmino, serve Henderson che va sul fondo e pennella un cross perfetto per la testa di Manè, che a porta vuota non può che insaccare il gol che fa esplodere Anfield. Ma il meglio deve ancora arrivare. Dopo due minuti Salah riceve un lancio lungo di Van Dijk sulla destra, si accentra e fa partire un siluro terrificante da casa sua che si infila sotto l’incrocio e scatena il delirio sugli spalti. Il ritmo adesso è frenetico e sulle ali dell’entusiasmo ci prova anche Firmino da fuori, mancando il bersaglio non di molto. Sarri a questo punto butta nella mischia Higuain e all’improvviso si risveglia anche il Chelsea: al 59′ lancio lungo di Emerson che pesca Hazard in posizione regolare, il belga aggancia in maniera perfetta e mette a sedere Alisson, ma al momento del dunque centra in pieno il palo. Il Liverpool sembra frastornato da questo ritorno e allora i Blues ci riprovano con un cross in area di Willian che trova di nuovo Hazard, ma stavolta la conclusione è centrale e Alisson smanaccia via. Klopp intanto manda in campo Wijnaldum al posto di Keita. Il Liverpool riesce a passare indenne questa improvvisa sfuriata del Chelsea e ricomincia pian piano a gestire il gioco. Salah ci prova al 64′ con un tiro da posizione defilata, ma Kepa blocca senza problemi. Il Chelsea si affida ormai esclusivamente alle iniziative personali di Hazard, ma la difesa del Liverpool è attenta e non si fa soprendere. Ultimi cambi con Milner per Henderson da una parte e Barkley per Loftus-Cheek dall’altra. I Reds, ormai entrati in modalità gestione, rallentano i ritmi giocando col cronometro senza più rischiare fino alla fine, e Anfield può finalmente esultare.

È una vittoria importantissima perché permette di tornare in cima alla classifica, per l’avversario che c’era di fronte, e per i fantasmi di cinque anni fa che almeno per il momento vengono spazzati via dopo le ansie della vigilia. Manca poco, e serve un favore da qualcun altro, ma il Liverpool non mollerà, non adesso.

di Walter Randazzo

 

 

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