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L’esultanza al gol della vittoria

 

Dopo la vittoria del Manchester City in casa del Fulham, il Liverpool ha bisogno dei tre punti per tornare in vetta. Di fronte però c’è uno degli avversari più duri tra quelli rimasti da affrontare, il Tottenham. Klopp opta per il centrocampo Milner-Henderson-Wijnaldum e lascia in panchina Fabinho, attacco e difesa sono quelli soliti. Pochettino schiera i suoi con una difesa a tre Sanchez-Vertonghen-Alderweireld, centrocampo con Sissoko, Eriksen e Alli, Rose e Trippier sulle fasce, e Lucas un po’ a sorpresa in attacco accanto a Kane, con Son in panchina.

Partono bene gli ospiti che, dopo un paio di tiri da fuori da ambo le parti, hanno la prima potenziale occasione con Lucas ben servito da Alli, ma Alexander-Arnold è attento e salva con un tackle provvidenziale. Al quarto d’ora però la partita si sblocca: solito cross perfetto dalla sinistra di Robertson, e incornata perentoria di Firmino che non lascia scampo a Lloris. L’1-0 scatena l’entusiasmo ad Anfield e “Give the ball to Bobby and he will score” riecheggia sugli spalti. E allora sulle ali dell’entusiasmo Alexander-Arnold cerca subito il raddoppio dalla distanza, ma il pallone esce non di molto. Poco dopo una tragicomica incomprensione su un lancio lungo tra Alisson e Milner rischia di lasciare strada libera ad Alli, ma il brasiliano riesce a rimediare e fa sua la palla. Alla mezz’ora sempre Alli va vicino al pari con una botta da fuori che termina di poco alta, mentre al 36′ è Manè che sfiora il raddoppio con un destro a giro che fa la barba al palo con Lloris immobile. Non ci sono altre grosse occasioni nel primo tempo e si va all’intervallo sul risultato di 1-0 dopo 45 minuti di battaglia vera.

La prima occasione della ripresa è per i padroni di casa con Van Dijk, che di testa non riesce a centrare il bersaglio dopo un ottimo schema da calcio d’angolo orchestrato da Alexander-Arnold e Milner. Gli Spurs però sono sempre in partita: al 55′ Kane riceve il pallone in area e tira, Alisson respinge centrale ed Eriksen arriva a botta sicura, ma Robertson all’ultimo momento si immola e respinge un gol praticamente fatto. Salah potrebbe chiudere il discorso in contropiede, ma preferisce l’azione personale anzichè servire l’accorrente Manè, e alla fine Alderweireld respinge il tiro e lo ferma. A venti minuti dalla fine però, Anfield è gelato: Kane batte veloce una punizione e serve Trippier sulla fascia, passaggio per Eriksen che colpisce male, ma sul pallone arriva Lucas Moura che stavolta insacca e fa 1-1. Questo dà il via a un finale di partita folle. Klopp manda dentro Fabinho e Origi. Con la forza della disperazione i Reds si riversano in avanti, sanno che un punto non basta. Alexander-Arnold ci prova da lontano e quasi trova il jolly con un tiro a effetto, ma Lloris si tuffa e devia sopra la traversa. Al 78′ mischia furibonda su calcio d’angolo, la palla carambola su Firmino e sembra poter entrare, ma Lloris blocca. A cinque dalla fine, col Liverpool tutto in attacco, è il Tottenham ad avere l’occasione d’oro in contropiede con Sissoko e Son: il francese avanza e avanza, vorrebbe servire il compagno che però è coperto da Van Dijk, e allora a tu per tu con Alisson spara malamente in curva il pallone della vittoria. E come recita la più celebre regola non scritta del calcio, gol sbagliato gol subito, e così è. Minuto 90, cross di Alexander-Arnold, colpo di testa di Salah, Lloris respinge addosso ad Alderweireld e il pallone, come risucchiato dalla Kop, lentamente, inesorabilmente varca la linea di porta, 2-1. Anfield esplode, le speranze che sembravano svanite tornano vive. Restano solo 5 minuti di barricate e di sofferenza, entra anche Lovren per difendere il fortino. Il Tottenham ci prova ma non c’è niente da fare, vince il Liverpool con le unghie, i denti e anche qualcosa in più.

Torna in testa il Liverpool, seppur con una partita in più, grazie a una vittoria assurda, rocambolesca, anche fortunata, ma queste a volte sono le vittorie più belle e a volte sono quelle che fanno la differenza tra un primo e un secondo posto. Intanto ci si proverà, fino all’ultimo.

di Walter Randazzo

 

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