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SIAMO TORNATI, SCUSATE IL RITARDO

La notte dell'84'

La notte dell’84’

C’è chi rovista nel passato inventandosi vendette di cui nessuno sente il bisogno, stile faida calabrese, per una finale persa 34 anni fa (!), c’è chi rabbrividisce ancora oggi ricordando un colpo di “testa” di un onesto terzino norvegese (che poi andò proprio alla Roma) al 95’ minuto ad Anfield giusto dieci anni orsono, e c’è chi attende la sfida di andata di semifinale Champions sapendo di non essere arrivato lì per caso e non gli interessa nient’altro se non prenotare un viaggio in Ucraina. La Dea bendata sorride alla Roma per il sorteggio di campo e per l’avversario desiderato, il Liverpool non ha desideri se non quello di andare a Kiev e all’indomani farsi il giro in pullman panoramico per le strade di casa sua. Motivi e aneddoti ce ne sono per attirare l’attenzione sul match, ma li baderemo solo fino alle 20,45 del 24 aprile. Poi dopo il fischio d’inizio tutto scomparirà, le parole diventeranno un flebile suono quasi impercettibile che svanisce insieme al loro vacuo significato lasciando spazio allo spettacolo, all’adrenalina, alla battaglia che spesso nel suo corso vede sconvolti i piani tattici liberando gli istinti e gli sfidanti verso l’obiettivo agognato. Ad Anfield è dura per tutti, così sarà dura anche per la Roma, i Reds sono consapevoli della loro forza e la sapranno gestire grazie ad un manager arrivato all’apice della maturità sia per esperienza propria che per conoscenza e dominio di spogliatoio, ambiente e a giocatori responsabili. L’italiana è squadra solida, esperta e potente, la nostra più bella da vedere, spumeggiante e devastante se è in buona giornata. Se mi chiedessero il punto debole di ciascuna, direi che nel DNA di tutt’e due c’è un limite caratteriale che incide negativamente sulla capacità di reagire alle contrarietà e agli episodi sfortunati, ma entrambe sono attualmente top club in Europa, bisogna ammetterlo.  Mettere a confronto la storia del Liverpool con quella della Roma, sarebbe impietoso come dissertare sulla Grande Armèe e l’Armata Brancaleone, però oggi che le loro strade si incontrano è difficile dire chi sia la più debole, ma a questi livelli il doppio confronto potrebbe premiare la storia. Ciò che mi preoccupa è la presenza in giallorosso di Dzeko e Kolarov entrambi molto esperti di Premier e quindi abituati meglio di altri all’ambiente inglese e per di più a quello di Manchester, anche se di sponda City, che potrebbero volersi vendicare, ma anche no. Dalle ultime notizie, corollate anche dalla gara di campionato di sabato scorso, si ha la sensazione che il club giallorosso stia vivendo il suo momento migliore con un eccellente portiere, un centrocampo con i fiocchi, abile a filtrare le incursioni avversarie e ancora più abile a lanciare gli attaccanti. E fortuna loro, appaiono tutti in forma. Anzi, sembra che a Roma stiano già preparando i festeggiamenti per il ritorno, c’è euforia, forse anche troppa, Roma spaccona. Consiglierei un po’ di umiltà, mi è capitato di vedere molte volte giocatori sicuri della vittoria piagnucolare con il singhiozzo sul prato verde al fischio finale dell’arbitro, toccherà a noi stavolta asciugare le lacrime? Che gara sarà? come spesso accade più avanti si va nella competizione e più le squadre tendono ad essere prudenti. Prevedo una partita equilibrata e tutt’altro che spericolata. Nelle gare di andata di solito prevale la tattica, anche se a dire il vero questa regola non è più tanto riconosciuta visto che da qualche anno assistiamo a risultati e remuntade sorprendenti. Ormai si dà il tutto e per tutto nella gara di ritorno, l’unica preoccupazione per le squadre di casa è quella di non prendere goal, in fin dei conti le gare di ritorno fuori casa hanno pure il loro vantaggio, qualora si andasse ai tempi supplementari, in caso di risultato finale di parità, nella somma dei risultati parziali i goal valgono doppio. Prepariamoci ad una bella serata di Champions, prepariamoci a vivere ancora una volta l’atmosfera leggendaria di Anfield, era da un bel po’ che ci mancava.

Saranno 95’ da ricordare, siamo tornati unica squadra inglese nell’Olimpo europeo….ci scusiamo per il ritardo.

Federica Varotto

YNWA

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