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Serrare i ranghi e ripartire con maggior ardore!

La delusione di Jimbo Milner è grande come la voglia di reagire.

Non è un post match a caldo, impossibile farlo dopo la scoppola del Marakana. Mi sono dovuto prendere, come un po’ tutti, qualche ora per lenire le ferite. Il Liverpool si è presentato in Serbia orfano di Shaqiri, rimasto nel Merseyside – nonostante un ottimo momento di forma – sulla scia delle polemiche politiche nate con il gesto dell’aquila bicipite effettuato ai Mondiali. Quello stadio per la Stella Rossa è una fortezza: in stagione non è passato nessuno e spesso e volentieri i serbi hanno mantenuto la porta inviolata. Il Liverpool non si presenta con la formazione tipo: tre cambi. Dentro Matip, Lallana e Sturridge. Quest’ultimo a inizio gara mostra buone cose, si muove bene e è al posto giusto, ha però il demerito di scialacquare una rete già fatta, sparando da due passi il pallone in tribuna. Il suo piede spara a salve e manda su tutte le furie il popolo reds. È l’inizio della fine e dei rimpianti, di una serata all’insegna del poteva essere ma non è stato. La Stella Rossa in pochi minuti trova due reti, propiziate da errori individuali di alcune nostre certezze, a riprova di una serata nerissima. Sul primo il pennellone serbo schiaccia di testa in faccia A Van Dijk. Sul secondo approfitta di un disimpegno maldestro di Milner. La partita è ancora lunghissima, ci aspettiamo una reazione che non c’è mai. Il Liverpool, ancora una volta, dimostra di non saper giocare a ritmi bassi. La Stella Rossa lo sa e si difende a riccio, chiusa nella propria metà campo. I nostri hanno pochi squilli. L’atteggiamento è da partita di fine stagione, la qualità è bassissima. I tre davanti fanno poco e nulla e la partita si chiude con la meritata vittoria della squadra di casa. Si torna in Inghilterra con tanti rimpianti e con un cammino che si complica oltremodo. Non è impossibile il passaggio del turno, anzi, ma occorrerà un cambio di rotta e di marcia. Così non va. Prestazioni del genere una squadra che è stata costruita per ottenere grandi risultati non può mostrarle. Ora si va a Parigi, contro Mbappe e Neymar, non certo una passeggiata di salute. All’ultima, invece, affronteremo un Napoli che finora ha mostrato di potersi giocare il passaggio del turno fino all’ultimo minuto. Non è il momento di fare drammi, ma è indubbio che non siamo in uno stato di forma buono. Klopp non è esente da colpe e probabilmente ne è consapevole; è indispensabile serrare i ranghi e ripartire, tornare in campo con la bava alla bocca e mostrare al mondo intero che siamo il Liverpool. Quello vero. Unico e inimitabile.

di Gianluca Pusterla

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