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Rapsodia in rosso

Momo Salah sarà della sfida?

Non è finita fino a quando non è finita, recita un vecchio adagio. E mai come nello sport, l’antico detto è sempre, inevitabilmente, di moda. Soprattutto quando si parla di football. Quello che è accaduto ad Anfield, nella sera del 4  Aprile scorso, una sera  che i tifosi del Liverpool ricorderanno probabilmente incastonandola nelle dieci  da infilare direttamente nella leggenda e che hanno fatto di questo club una sorta di lampada di Aladino delle emozioni, da sfregare per ricordarne la storia ogni qual volta si ritorna con il pensiero alle partite di coppa, ecco, quello che è accaduto rischia però di far finire il vecchio adagio nel dimenticatoio. Demolito il Manchester City, finito nella macina di una notte nella quale ogni cosa, dall’urlo di Anfield, alla potenza dei rossi che si sprigiona ogni qual volta il Liverpool incontra la storia, per piegarla al suo volere, si è perfettamente mescolata all’altra, dando così vita alla partita perfetta, quella che nessuno avrebbe mai potuto prevedere, e che ha tritato dentro 90 minuti straordinari, Guardiola ed i suoi invincibili dominatori della Premier. Ricordando anche come la cabala nel football ha sempre il suo valore assoluto e, se è vero che il Manchester City quest’anno ha polverizzato qualunque avversaria, riducendo la lega inglese ad un torneo da cortile nel quale si lotta da già due mesi per la piazza d’onore, è anche vero che, la sola sconfitta maturata in questa cavalcata epica, che va riconosciuta ad un avversario comunque formidabile, è stata inferta al City proprio dal Liverpool. 

Le due squadre pronte a darsi battaglia

E ribadendo inoltre quanto, contro Klopp, Guardiola soffra storicamente le proverbiali pene infernali, avendo nell’occhialuto tedesco dal sorriso che seduce le anime ed i cuori, la sua personalissima bestia nera. Con ancora negli occhi il ricordo meraviglioso dei quindici minuti giocati nel martellante secondo tempo di Gennaio, con il quale il Liverpool travolse l’avversario, ecco che, seguendo le tracce di quel secondo tempo, ribaltandone i fattori, con 30’ minuti stavolta della prima frazione, sollevati sul prato di un Anfield versione anni 70-80 come un lenzuolo di fiamme, il Liverpool ha sovvertito nella gara di andata tutti i pronostici che volevano i citizens fare un solo boccone di una avversario cui i pronostici concedevano poche chances. Dimenticando così, come queste notti, fatte per chi ha blasone, aristocratico valore calcistico e, soprattutto, cinque Coppe dei Campioni (si passi l’antico nome dato al trofeo, la sfida vale venga rispolverato tutto ciò che di vetusto lega questa competizione al football) da esibire in bacheca, contro nessuna, spesso, specie quando c’è il Liverpool in campo, possono creare quel solco emotivo che azzera ogni differenza di valori. La squadra di Klopp dunque, è chiamata a difendere un vantaggio di assoluta sicurezza, ma che può rivelarsi perfino inadeguato se si considera la potenza del Manchester City, pieno zeppo di talento, praticamente imbattibile in casa, con le spalle al muro, dopo una sconfitta impensabile per dimensioni alla vigilia, e che soprattutto, fu capace comunque in settembre di rifilare alla medesima squadra di Klopp un 5 a 0 terrificante. E se nella gara di andata il Liverpool ha suonato una autentica rapsodia, annichilendo l’avversario con una prestazione fisicamente straripante e tatticamente perfetta, nella quale con un cinismo insospettabile in una squadra conosciuta per saper spesso giocare un solo tipo di gara, fatta di assalti ad ondate, seppe sfruttare le prime tre autentiche palle gol capitate in una manciata di minuti, lasciando il controllo del gioco all’avversario e ripartendo in modo mortifero, ecco che adesso sarà indispensabile ripetersi per uscire indenni dall’Etihad.  Occorreranno cuore e saldezza di nervi.  Occorrerà una notte da Liverpool. Perché è una di “quelle” notti, una notte nella quale aleggeranno spiriti. Quelli di Roma 77’ e 84’, di Londra 78’, e di Parigi 81’. E, sopra tutti in cerchio, voleranno, quelli di Istanbul. Si raduneranno assieme, per progettare un’altra notte. Magari non lontana. Magari in Russia, a Kiev.

di Stefano Iaconis

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