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Nel segno di Emre Can

andy lonergan 2

Andy Lonergan risponde a Sterlo con una “super save”….

 

Nella notte di Fa Cup Steven Gerrard festeggia il suo 700th cap con il suo Club di sempre, un vero e proprio testimonial match particolarmente ragguardevole per il Capitano di Huyton.

Brendan Rodgers decide di non affrettare l’impiego di Daniel Sturridge, pensando soprattutto ad un ciclo di partite molto duro che attende i Reds: l’Everton nel Merseyside Derby Sabato, poi Spurs, Southampton, e la doppia sfida di Europa League contro il Besiktas.

Sterling torna allora giocare da “falso nueve”, supportato da Lallana e Coutinho, Hendo si prende un piccolo break, mentre si rivede a centrocampo Joe Allen nel 3-4-3 di Rodgers.

Balotelli, ormai con un piede e mezzo fuori dal Club, siede in tribuna.

FA Cup fourth-round replay

  • Venue: Macron Stadium
  • Date: Wednesday, 4 February
  • Kick-off: 19:45 GMT

Bolton Wanderers

  • 24 Lonergan
  • 14 Dervite
  • 04 Mills
  • 31 Wheater
  • 05 Ream
  • 07 Feeney
  • 25 Vela
  • 18 Danns
  • 03 Moxey
  • 40 Clough
  • 22 Gudjohnsen

Substitutes

  • 02 McNaughton
  • 11 Hall
  • 17 Trotter
  • 34 Fitzsimons
  • 41 Threlkeld
  • 46 Iliev
  • 52 Walker

Liverpool

  • 22 Mignolet
  • 23 Can
  • 37 Skrtel
  • 17 Sakho
  • 50 Markovic
  • 24 Allen
  • 08 Gerrard
  • 18 Moreno
  • 20 Lallana
  • 10 Coutinho
  • 31 Sterling

Substitutes

  • 02 Johnson
  • 09 Lambert
  • 14 Henderson
  • 15 Sturridge
  • 19 Manquillo
  • 29 Borini
  • 52 Ward

Nei 13 minuti d’apertura il Pool ha senza dubbio acquisito il comando delle operazioni con una disinvoltura estrema, con ben 4 occasioni ghiotte, sviluppando delle trame “a  3” Sterlo – Lallana – Coutinho, molto veloci e fluide, ma sempre alla fine controllate in tranquillità da Lonergan.

L’impressione complessiva però è di un Liverpool in totale controllo fin dall’inizio, con i Trotters che si limitano a qualche palla sporadica “in the box”, ed è davvero difficile pensare che nei primi 45 minuti l’equilibrio iniziale è rimasto intatto.

Al 4′ buon “pinpoint pass” di prima di Lalls in area, Sterlo é leggermente in ritardo.

Due minuti dopo il triello “Sterlo – Lalls – Gerro” costruisce un’azione a 3 molto bella che si chiude con un tiro di prima intenzione di Stevie G che non sorprende Lonergan.

Al 13′ ancora una bella trama rapida del Pool, con Markovic – Lallana, pallone subito a Sterlo, che però calcia debolmente dopo essersi liberato bene.

Dopo 15 minuti si vedono anche i Trotters: Skrtel si perde Gudjohnsen in area, ma l’islandese spara alto da buona posizione per nostra fortuna e poi, 4 minuti dopo, Wheather schiaccia di testa sotto misura un cross dell’Ex Academy Player di Kirkby Neil Danns, e per fortuna la palla finisce tra le braccia di Migno.

Il resto è la cronaca di un allenamento agonistico dei Reds, che presenta però un difetto strutturale: mancano le nostre reti.

Al 30′ Sterlo raccoglie bene un assist intelligente di Lallana in area, e calcia di interno piede, ma è sfortunato e becca il palo.

Al 33′ altro triangolo veloce Lallana – Sterling – Lallana, ed ancora una presa comoda per Lonergan.

E poco prima della chiusura delle operazioni (45′) Coutinho calcia appena fuori con un bel tiro a rientrare un buon pallone lavorato per lui da Markovic.

45 Minuti che hanno evidenziato eccellente velocità di base del Liverpool, una differenza tecnica a tratti siderale tra le due squadre, ma anche un Bolton fisico, compatto, combattivo, “Alas Neil Lennon”, che pur giocando male come espressione estetica sembra trovarsi a suo agio con i nostri folletti quando riesce a far sembrare il campo più stretto.

Neil ha fatto i compiti a casa e si vede, perchè i Trotters ci concedono solo pochissime situazioni di counter attack rapido a campo aperto.

La ripresa segue lo stesso tema, con il Pool che gestisce a suo piacimento i ritmi di gioco, ma il cronometro scorre ed i Reds pur giocando con fluidità, in un modo o nell’altro finiscono per cozzare contro un difensore di troppo, oppure trovano un Andy Lonergan in versione “Golden Glove”.

52′: Coutinho ruba un buon pallone a metà campo ed imbecca Sterling che parte in progressione, ed in piena area, viene intercettato con un tackle in perfetta scelta di tempo di un eccellente quanto prodigioso Dervite.

L’azione prosegue e Lonergan sfodera un volo d’angelo per deviare in corner l’ennesimo tiro ben indirizzato di Sterlo.

Rodgers richiama Lallana e fa ricorso a Hendo, che si colloca subito nella sua posizione di “motore di centrocampo”, mentre Stevie G avanza per provare a dare una mano a Coutinho e Sterling.

Dopo questi cambiamenti, giunge inesorabile il nostro solito errore difensivo pacchiano ed andiamo sotto: Martin è in ritardo su Clough, penalty, Gudjohnsen, 1-0.

Un punteggio surreale, che si ripete spesso questa stagione: è una sorta di mistura fatta di sorte avversa, portiere in giornata di grazia, qualche legno, ed incapacità da parte nostra di essere più pratici in certe situazioni.

Il Liverpool è indietro nel punteggio, annotazione da rimarcare assolutamente, anche perchè avversari “fisici” come la retroguardia di Lennon, non possono essere affrontati senza un attaccante veloce e da area di rigore, in grado di permettere quanto meno ai giocatori più qualitativi di trovare spazio e posizione migliore per far male.

Arriviamo al 64′ e ancora Brendan opta per un altro esterno d’attacco come Fab Borini, che fa il suo ingresso in campo per sostituire Lazar Markovic, dopo una brutta botta subita dal serbo.

1 Minuto dopo arriva un aiuto prezioso proprio da Neil Danns, il quale colleziona un secondo giallo dopo un brutto tackle e finisce sotto la doccia.

Il Pool sfida le leggi del calcio al 66′, quando rischia seriamente di subire la seconda rete, concedendo un “contropiede” in superiorità numerica: Clough si ritrova one vs one con Emre, lo supera con un rimpallo fortunato, e poi tiriamo un sospiro di sollievo quando vediamo il suo tiro finire sull’esterno della rete.

Al 68′ Brendan sventola bandiera bianca e si rassegna: Studge deve entrare per un Joe Allen apparso davvero giù di convinzione e fiducia.

Alla metà esatta della ripresa, Skrtel e Emre dormono un pò sull’ennesimo traversone Old Style “in the box” del Bolton, e per magia, Gudjohnsen “appoggia” di testa tra le mani di Migno da distanza molto ravvicinata.

Dopo questi pericoli scampati la partita “cambia di direzione” in modo netto.

Studge non è ancora al Top, ma si muove in continuazione senza fissa dimora, prende posizione di continuo in area, non si ferma mai, Wheather e Dervite stavolta sono costretti a doverlo controllare, e di conseguenza il Bolton finisce finalmente schiacciato nella propria area, e Sterlo e Couti trovano tempo e modo di giocare in continuazione palloni su palloni in posizione più favorevoli.

Hendo sostiene l’assalto finale tappando come un maratoneta un pò ovunque sul campo. Lui ci permette di giocare un modulo “ultra offensive” rischioso anche con un uomo in più.

Il Ritmo cresce, 74′: un fantastico Emre calcia divinamente da lontano, ma il pallone lambisce il palo dopo una deviazione.

Hendo tira dal limite, ancora una deviazione, di Wheather, ed ennesimo legno della serata: palo.

Gli ingredienti per una serataccia beffarda sono tutti sulla tavola: 2 pali, super parate, una gamba di troppo in difesa e quella sensazione che il tempo sta per scadere, che forse è troppo tardi….

Siamo a 12 minuti dalla fine: Fab ha la palla buona, prova il tiro, ma non sfonda e trova ancora il muro eretto da Neil.

Due minuti dopo Hendo, per Sterlo, di nuovo per Hendo, e palla sul fondo.

E giunge inesorabile il terzo legno: all’82’ Emre usa la sua arma segreta, quel bolide fantastico da lontano, Lonergan prolunga in estensione sulla traversa.

Terzo legno della serata.

La sensazione è che il buon Andy, un mio vecchio pallino, proprio stasera sembra esser tornato quel grande portiere che l’England cerca da 10 anni.

4 minuri dopo Lonergan deve finalmente capitolare: Emre stampa definitivamente tutta la sua autorità calcistica in campo, pennellando un assist morbidissimo che Sterlo non può non depositare con cura in rete con un perfetto piatto sinistro.

E’ una gemma di tempismo, talento, grande intesa: 1-1.

Studge si ritrova dietro il corpo un cross interessante di Moreno da destra, il Bolton rimedia in area di rigore.

I Lads hanno fretta, ci credono, vogliono chiuderla qua ed evitare rischi ai supplementari: l’intensità è elevata, la grinta è palpabile, lo spirito di squadra è ottimo.

Couti ha giocato ancora un’altra partita di velocità, visione, intelligenza, usando ancora il suo talento per il bene della squadra, allora Hendo lo vede, gli appoggia la palla, il brasiliano vuole il tiro, trova lo spazio, calcia di interno ad effetto e la sfera dopo leggera deviazione prende la direzione giusta per aggirare quella specie di molla umana di Lonergan ed arriva il match point.

E’ un esplosione totale dei ragazzi, peraltro meritata, in una notte di Fa Cup importante che ha risvegliato il nostro DNA da Fa Cup: c’è stata la magia, ma diversa, differente, non la magia dell’Upset ma quella di un Liverpool combattivo fino all’estremo.

Sono 5 i minuti di recupero accordati, ed a tempo abbondantemente esaurito Studge serve Borini con un bel tacco in area, ma la nostra vittoria deve chiudersi con l’ennesima parata di Lonergan.

Cala il sipario su una impresa ragguardevole al Macron Stadium, in una serata di Fa Cup in apparenza stregata.

Un Liverpool “squadra” nel gioco e nell’anima però si è ribellato ad un esito che sembrava infausto ed immeritato, ribaltando il punteggio contro un avversario tatticamente tosto, ed anche molto fortunato.

La partita ad ogni modo, trascina una firma indelebile, un nome ed un cognome: Emre Can.

Dopo 6 mesi di stagione, l’autorevole difensore – centrocampista ex Bayer Leverkusen, vale già il doppio del suo investimento iniziale.

Man Of The Match: quell’assist fantasmagorico da cui scaturisce il pareggio del Liverpool è un pezzo di bravura.

Non si tratta solo di questo, ma anche della sua autorità fisica, tattica e della sua scelta di tempo in difesa.

Emre è anche completo, e sa far male quando passa la linea di centrocampo.

Speriamo che nessuno si accorga di questo nostro gioiello…..

Auguriamoci che il City continui a pensare che Fernando sia un giocatore di calcio…..

Riccardo Leone

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2 risposte a Nel segno di Emre Can