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Mr Henry, ecco cos’è il Liverpool

di Giorgio Capodaglio

liverpool indonesia fans

Chissà se Mr Henry e il suo staff hanno imparato qualcosa di importante dalla partita che ha visto protagonista il Liverpool in Indonesia contro una selezione di giocatori del campionato locale. 88 mila i tifosi presenti sugli spalti, tutti con la casacca rossa del Liverpool (no, nessuno aveva, grazie a Dio, l’orribile tenuta con cui i Reds si sono presentati in campo oggi), che hanno intonato le canzoni storiche del Liverpool, con uno You’ll never walk alone da brividi cantato da tutti prima del match e negli ultimi minuti di gioco. Una cosa impressionante, che rende bene l’importanza del Liverpool nel mondo. Henry forse si sarà reso conto di cosa sia il Liverpool nel calcio, nonostante negli ultimi anni non abbia vinto nulla (solo una Coppa di Lega), non facendosi più notare nemmeno in Europa. I tifosi, Gerrard a parte, hanno riempito gli spalti non certo per vedere i calciatori scesi in campo (tolto il capitano, senza Suarez, non c’era il grande campione acclamato dalle folle), ma per rendere onore alla maglia del Liverpool. La gloria dei Reds non cambia con il passare dei decenni, figlia dei trionfi europei degli anni ottanta e degli ottimi risultati ottenuti sotto le gestioni Houllier e Benitez. Finche il Liverpool è stato inglese – stagione 2006/07 – ha continuato a vincere, prima di passare nelle mani americani e cadere lentamente nell’anonimato.

La speranza è che Henry abbia anche capito un’altra cosa: non sarà sempre così. Nel calcio moderno non basta il passato per restare grandi e amati anche all’estero. In Premier League ci sono squadre che stanno crescendo moltissimo e che oggi hanno sorpassato il Liverpool. Già Chelsea e Arsenal si stanno avvicinando ai Reds, così come il Manchester City. Nei tempi moderni la gente ha la memoria più corta, vittima dei mille flussi mediatici che ne riducono l’attenzione. Un buon motivo per capire che se il Liverpool non dovesse tornare ad alto livello e con nuovi campioni da acclamare, il rischio di tornare nell’anonimato del periodo pre-Shankly è alto. Se Henry è un tipo sveglio, un vero e proprio imprenditore, sa che i soldi si fanno soprattutto sapendo rischiare al momento giusto. Ecco, 20 milioni di sterline non sono un investimento rischioso, bastano a sopravvivere senza infamia e senza lode, ma se si vuole tornare grandi bisogna saper rischiare.

Della partita in se c’è invece poco da dire. L’avversario non era dei più pericolosi, mentre il Liverpool ha pagato moltissimo le difficili condizioni metereologiche (caldo umido) e soprattutto la preparazione molto dura di Rodgers. Il tecnico ha dato spazio dal primo minuto a Luis Alberto, che è partito in una posizione da tre quartista, e Aspas che un po’ a sorpresa ha giocato da prima punta, ruolo nel quale non si è trovato troppo bene. Esordio dal primo minuto di capitan Gerrard, che si è impegnato molto, ma è sembrato ancora indietro fisicamente. Il match si è sbloccato al 9’ con il solito Coutinho, anche stavolta il migliore in campo, che con un’azione caparbia e fortunata si è presentato a tu per tu con il portiere di casa sbloccando il risultato e raccogliendo l’abbraccio dei tifosi. Per il resto si è visto davvero poco, con i Reds che hanno colto un legno con Luis Alberto nella prima frazione e nella ripresa con Sterling. Il giovanissimo giamaicano-inglese ha raddoppiato poi nel finale a seguito di una splendida azione di Ibe che ha aperto lo spazio per Assaidi che di prima ha messo Sterling in condizione di segnare a porta vuota. Il ragazzo si è riscattato dopo un clamoroso gol fallito qualche minuto prima. Positiva comunque la sua prova, con la speranza che le sue buone prestazioni vengano confermate anche in campionato.

La nota positiva è il reparto arretrato, con Toure e Agger che sembrano molto affiatati, e che dovrebbero rappresentare la coppia centrale titolare della difesa del Liverpool. Luis Alberto sembra ancora indietro con la preparazione, un po’ lento, anche se tecnicamente è un ottimo elemento. Se si velocizza può essere anche il nuovo Kaka, altrimenti potrebbe essere un giocatore simile all’Alvarez dell’Inter. Aspas è sembrato in difficoltà come prima punta, posizione non sua. Evidentemente Rodgers sta già pensando alle prima giornate quando non avrà a disposizione Suarez e rischia di dover fare a meno anche di Sturridge. Ma forse, servirebbe un giocatore di ruolo, una prima punta anche non di altissimo valore, ma in grado di reggere il peso dell’attacco, una cosa che non è nelle corde di Aspas e Borini, nati come seconda punta (e ammettiamolo, non è nelle corde nemmeno dello stesso Suarez). Il Liverpool non può essere Sturridge dipendente.

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6 risposte a Mr Henry, ecco cos’è il Liverpool

  • hai fatto un’analisi molto lucida sulla storia e sul momento attuale del Liverpool; occorrono investimenti mirati, la concorrenza è molto agguerrita con nuove realtà che si sono affacciate prepotentemente alla ribalta internazionale vedi Psg e Monaco, e mano al portafogli grazie

  • quanta gente c’era?? impressionante…..
    senza contare il tutto esaurito di mercoledì al Melbourne cricket Ground da 100mila posti O_o

  • Ci danno vicini ad Eriksen.

  • Bella analisidella partita ma sopratutto del momento attuale del Liverpool il problema secondo me é che il
    Calcio oramai é solo questione di soldi per esempio prendiamo falcao che ha avuto un offerta da uno dei club migliori al mondo e per soldi é andato in una squadra promossa dalla ligue 2 quindi oramai il liverpool sta diventando sempre più agli occhi degli altri un club minore

    YNWA Alberto

  • Io però non ho capito una cosa: in che modo Henry avesse bisogno ancora di capire cosa è il Liverpool. Vero, ci vorrebbero degli investimenti in più, ma visto che siamo vicini al FFP preferisco spese oculate, riduzione del monte salari e lavoro di prospettiva piuttosto che spese pazze alla PSG. Noi stiamo seminando per il futuro