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di Mattia Pitton

Il ritorno di Hendo, una delle note positive di questa serata

Il ritorno di Hendo, una delle note positive di questa serata

Il giorno dei sorteggi pareva una formalità, o quasi. Dopo le prime tre giornate la salita si è fatta più dura, ma la fase a gironi è stata scavallata comunque da primi in classifica. Senza brillare, in nessuno dei sei confronti, contro avversari rognosi sì, ma che il Liverpool non poteva non lasciarci alle spalle, visto il simbolo che porta sul petto. Con due vittorie e quattro pareggi i lads volano ai sedicesimi di Europa League come teste di serie. Missione compiuta, conta questo.
La trasferta di Sion, la terza in Svizzera nelle ultime tre campagne europee dei Reds (Young Boys nel 2012 e Basilea lo scorso anno), era iniziata quasi come una gita al lago, con Henderson, Lallana e Bogdan entusiasmati su Instagram dal meraviglioso panorama di Montreux, sede del ritiro dell’ultimo match. C’è stata anche una partita, e se non è stata una gita di piacere, poco ci manca. Con un pareggio noi avremmo conservato il primato, i nostri avversari il secondo posto: nessuno si è fatto male e quella dello Stade Tourbillon si è trasformata in una piacevole serata per entrambi, senza fuochi d’artificio. 0-0 e tutti felici nell’urna di Nyon.

Klopp fa comunque sfilare il suo Liverpool in elegante abito da sera: capitan Henderson torna titolare dopo il lungo infortunio, al fianco di Milner e Can, Firmino e Lallana sostengono Origi, Coutinho in panchina. Dentro dal 1′ il giovane Bradley Smith, trottolino sulla corsia mancina. Nel primo tempo i Reds inseriscono il pilota automatico, controllando la gara e le poche sfuriate svizzere della coppia Fernandes-Assifuah, proponendosi in avanti con Origi. Il belga sfiora il gol al 19′ con uno sparo di destro, poi perde l’attimo 10′ dopo sull’azione personale di un ispirato Lallana. Sono le uniche emozioni di un primo round senza ganci e montanti.

Nella ripresa Klopp spaventa il Tourbillon, inserendo Coutinho per Milner e provando a vincere la partita. Ma contemporaneamente il Bordeux rimonta il Rubin Kazan, chiudendo definitivamente i giochi. Di occasioni neanche l’ombra: ancora Origi ha una chance al 70′ ma si fa chiudere dal portiere di casa in uscita. Dall’altra parte, Mignolet avrebbe potuto farsi una partita a carte con i fotografi alle sue spalle, che tanto non se ne sarebbe accorto nessuno. Al fischio finale siamo tutti più contenti, difficile trovare i più e i meno in una gara che non si è mai accesa: attivo Origi, male Firmino e Can da mediano al posto di Lucas, minuti importanti per Henderson, anche se ovviamente va tolta un po’ di ruggine.

Quello che conta è che siamo a Nyon da primi in classifica, la missione per Basilea entra nel vivo lunedì sapremo il nostro destino. Ci rivedremo con la coppa a febbraio, ora testa al West Bromwich Albion domenica: un’altra missione da compiere, con un solo risultato disponibile.

YNWA

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