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L’onda dell’entusiasmo.

Il tributo della KOP

Gli strascichi di gioia della gloriosa notte dell’Etihad potevano avere un doppio effetto sui ragazzi in maglia rossa: o un calo di concentrazione figlio dell’eccessiva ebbrezza o una vittoria sulla scia dell’entusiasmo. Contro un Bournemouth con poche idee e altrettanti pochi stimoli, il Liverpool non si è fermato. Il tre a zero maturato sul campo è figlio, oltre dell’enorme differenza tecnica tra le squadre, anche dell’onda famelica della squadra di Klopp che sta ritrovando proprio nella fase cruciale nella stagione una qualità decisiva: la continuità. É questo l’aspetto più importante di questo pomeriggio d’aprile ad Anfield; continuità, oltre i tre punti che consolidano ancora meglio il fondamentale posizionamento tra le top 4 della classifica, oltre agli ennesimi gol degli implacabili tre tenori offensivi. Spendere aggettivi per cosa sono in grado di fare Manè, Firmino e Salah sarebbe superfluo e ripetitivo. Piuttosto è da sottolineare la prestazione difensiva, sia per le quasi nulle occasioni concesse alla squadra di Howe, sia analizzando i numeri: quinto clean sheet consecutivo ad Anfield tra campionato e coppa e cinque soli gol subiti negli ultimi dodici incontri complessivi disputati. 

Mo Salah firma lo splendido raddoppio

Una solidità che è un vento nuovo rispetto alla prima parte di stagione, le cui motivazioni sono da ricercare in primis nel rendimento dei singoli. Trent Alexander-Arnold è sempre più padrone dell’out di destra, superando gli errori compiuti con una maturità da veterano a dispetto dei suoi diciannove anni ; Virgil Van Dijk ha raccolto alla grande il ruolo di leader del reparto, dando sicurezza anche a Matip prima e a Lovren adesso; Robertson sulla sinistra è ormai una piacevole sicurezza. E in vista di una primavera più vibrante che mai, queste sono solo buone notizie. La sorte si è espressa e l’ultimo scalino nella strada verso Kiev si chiama Roma. Essere di nuovo lì a giocarsela, è comunque bellissimo; la linea tracciata da Jurgen Klopp due anni fa giunge ad nuovo capitolo, forse quello decisivo. C’è da fidarsi; gli ostinati come il tedesco vincono o perdono ma meritano senz’altro fiducia e sostegno.  Infine, oggi non posso non chiudere se non nel ricordo dei 96 di Hillsborough. La Kop ha omaggiato le vittime con un mosaico; un pensiero e una preghiera, un silenzio e una riflessione.  Umani sentimenti. Memoria infinita.

di Dario Damico

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