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Liverpool: inseguendo un sogno

luis garcia

Luis Garcia, l’incubo di Mourinho..

Liverpool-Chelsea, cosa dire? Ci troviamo di fronte ad uno di quegli eventi così carichi di emozioni che, sia che si dicano milioni di parole, sia che non si dica nulla, la sostanza non cambia. Inutile negarlo, la sete di rivincita contro Mourinho è enorme, cova nel profondo del nostro animo e attende un momento per esplodere in un mix di gioia e di rabbia. Nessuno dimenticherà mai la cattiveria gratuita ed immotivata con cui il Chelsea giocò quella maledetta partita, cattiveria confermata e ribadita dallo stesso portoghese in un’intervista di qualche tempo fa. Il tempo, come sappiamo, è quasi sempre cavaliere e prima o poi ci darà la rivincita, fosse anche tra 10 anni, però ognuno di noi sogna di fare questa impresa adesso, hic et nunc!!! Siamo tuttavia consapevoli che per consumare vendette bisogna avere anche le giuste armi, perché da sola la sete di rivincita non è sufficiente. Purtroppo il divario tra le due squadre mai come quest’anno è notevole: compatto e forte in tutti i reparti il Chelsea, fragile, poco incisivo e discontinuo il Liverpool. Come però sappiamo, in tutte le verità si cela qualche “però”: però è una gara ad eliminazione diretta; però ci si gioca un accesso ad una finale a Wembley; però il Liverpool nelle gare secche ha spesso fatto il miracolo; però il Chelsea ha molti impegni e qualcosa dovrà pur cedere, salvo che non faccia un treble o un poker; però Anfield potrebbe regalare una notte magica; però la fortuna, notissima amica, o forse addirittura “amante” di Mourinho, potrebbe per una volta arridere ai Reds!!!! Eliminare il Chelsea darebbe un’enorme spinta a tutto l’ambiente, sarebbe un’iniezione di fiducia rivitalizzante e ci aprirebbe le porte di Wembley, autentico sancta sanctorum del calcio, dove ad attenderci ci sarebbe un avversario alla nostra portata, perché anche gli Spurs non sono così forti come spesso sentiamo dire. Vincere questa coppa che ha un suo particolare fascino e che è ritenuta a torto minore, significherebbe alzare un altro trofeo al cielo, bisogno primario e quasi primordiale per ogni tifoso, ma soprattutto significherebbe vedere Steven Gerrard che solleva al cielo un trofeo prima di lasciarci. Quale miglior finale per quest’uomo straordinario? Quale miglior sigillo sulla sua favolosa storia d’amore con il Liverpool? Quale maggior sollievo dopo il fatale scivolone? Ci sono tre coppe da giocare, tre possibilità da sfruttare, tre sogni da inseguire, tre chance per il nostro immenso capitano, afferriamone almeno una. Non chiediamo la luna, non osiamo neanche lontanamente sperare in un tris di coppe, ma speriamo che almeno un sogno diventi realtà: e allora inseguiamolo questo benedetto sogno e realizziamolo now or never!!! Walk on with hope in your hearts.

Armando Todino

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