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Liverpool è ancora Allez, Allez, Allez: si riparte con l’entusiasmo della passata primavera e tanta fiducia

Ricordo ancora il mio stato d’animo mentre tornando da Liverpool lo scorso 28 maggio, due giorni dopo la finale di Champions persa contro il Real Madrid, fissavo fuori dal finestrino dell’aereo e mi rammaricavo di quel déjà vu di un altro volo, quello che feci dopo un titolo di Premier sfuggito all’ultimo momento: la sensazione di aver vissuto mesi di passione attraverso un sogno che si è alimentato notte dopo notte ma alla fine è andato perduto in un brusco risveglio.

In quel momento avevo voglia di ripartire subito, di ritrovare immediatamente quelle sensazioni, di poter ricominciare a sognare ma ero ahimè consapevole di dover aspettare mesi prima di rivedere i Reds calcare il prato di Anfield.

Quattro anni fa, però, il brusco risveglio si trasformò in un incubo perché tempo un mese e dal Liverpool andò via il principale artefice di quella rincorsa alla Premier, Luis Suarez, la società iniziò a comprare giocatori a caso sul mercato, Steven Gerrard maturò col passare dei mesi l’idea di andarsene, Sturridge iniziò la sua serie di infortuni e Sterling fece i capricci per il rinnovo contrattuale.

Questa estate, invece, le cose sono andate ben diversamente e me ne sono accorto subito, appena sceso dall’aereo quel 28 maggio, quando acceso il telefono scopro che il Liverpool ha subito piazzato il suo primo colpo, Fabinho, che va ad aggiungersi al già acquistato Keita.

Da lì è iniziato un mercato oculato, alla ricerca del completamento della rosa senza sperperare in giocatori inutili, come troppo spesso accaduto in passato.

Klopp ha deciso di acquistare Shaqiri, giocatore in grado di coprire diversi ruoli nel reparto offensivo e di assicurare qualità e velocità anche entrando al posto di Salah e Mane.

Poi il colpo più importante, quello che fa guardare tutto con una prospettiva diversa: Alisson! Una spesa importante, che però va a rinforzare i Reds proprio in quello che da anni era il suo punto debole: l’estremo difensore.

A ciò si è aggiunto un precampionato piuttosto positivo, un clima sereno in squadra, il risveglio di Daniel Sturridge e, soprattutto, le mancate cessioni. Dopo tanti anni, per la prima volta, il Liverpool si è ritrovato a tenere i suoi big.

Questa è la differenza più grande rispetto a quattro anni fa, finalmente c’è davvero la sensazione di continuità e voglia di crescere, di salire il gradino senza scenderne prima due.

Ovviamente vincere la Premier non sarà facile, perché un campionato tanto competitivo lo si vince anche con tanta fortuna, con l’episodio che ti regala i tre punti immeritati o la buona sorte che ti risparmia i giocatori dagli infortuni.

Però, finalmente, tutti a Liverpool (e non solo) hanno la consapevolezza che i Reds potranno lottare per vincere.

In fin dei conti tra i pali finalmente c’è un portiere, anzi sulla carta un estremo difensore di altissimo livello, in grado anche di portare qualche punto in più. Una bella novità dopo anni di portieri che in realtà costavano punti.

In difesa ci sarà Van Dijk dall’inizio della stagione, insieme a un Lovren cresciuto tantissimo al suo fianco.

Per non dimenticare che Alexander Arnold avrà un anno in più di esperienza ad alto livello e finalmente ci sarà anche Clyne a dargli spesso il cambio, mentre Robertson è ormai una certezza.

Quindi la qualità di Fabinho e Keita, la quantità e la grinta di Henderson e Milner, più un ritrovato Wijnaldum che da mezzala si inserisce benissimo. Poi Salah, Mane e Firmino, tre nati per giocare insieme ed entusiasmare i tifosi divertendosi, con alternative più che credibili alle loro spalle come Sturridge e Shaqiri.

A Liverpool l’entusiasmo del finale della passata stagione non si è spento e in città si aspetta soltanto questo nuovo inizio, sognando una cavalcata trionfale, un bellissimo duello con quel City già abbattuto tre volte lo scorso anno ma più continuo nel corso dell’intero torneo.

L’attesa verrà interrotta finalmente domenica all’ora di pranzo contro il West Ham di Pellegrini, una squadra fortemente rinforzata dal mercato.

L’allenatore cileno, infatti, ha portato a Londra Issa Diop, difensore ex Tolosa, Lukasz Fabianski, Jack Wilshere, Andriy Yarmolenko, Felipe Anderson e Lucas Perez, solo per citarne alcuni. Gli Hammers hanno potuto fare un’ottima preparazione, visto che non avevano tanti giocatori ai Mondiali, e arrivano a questo esordio dopo un buon precampionato.

Una squadra dal potenziale offensivo enorme, che sarà subito un test molto probante per la fase difensiva sempre molto criticata dei Reds, che arriva a questo primo incontro anche un po’ rattoppata.

Pellegrini potrebbe presentarsi con un 4-2-3-1 con Noble e Wilshere a far partire la manovra, mentre Anderson, Arnautovic e Antonio cercheranno di mandare in porta il Chicharito.

Sarà fondamentale, quindi, fare molta attenzione all’ex laziale sulla destra ed evitare di fargli prendere velocità, ma anche alla tanta qualità di tutto il reparto.

Una chiave favorevole, però, potrebbe essere rappresentato da un reparto difensivo degli Hammers che non ispira fiducia e deve anche trovare il giusto amalgama, visto l’inserimento di Diop e Balbuena; da non sottovalutare poi che Noble e Wilshere, dovranno trovare un’intesa e potrebbero quindi soffrire la pressione dei centrocampisti del Liverpool.

Insomma una squadra che ha cambiato tanto quella londinese e potrebbe un po’ risentirne contro un Liverpool che per nove undicesimi dovrebbe schierare giocatori già presenti nella passata stagione.

Al di là di tutto, poi, sarà fondamentale anche l’impatto di Anfield, che deve confermarsi quel fortino inespugnabile della passata stagione, caricando la squadra in ogni partita. Solo così si potrà recuperare quel minimo gap che forse sulla carta ancora divide i Reds dal Man City e sognare davvero di vivere un’altra stagione entusiasmante, magari questa volta senza alcun brusco risveglio.

YNWA, Giorgio Capodaglio

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