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La sesta notte.

Liverpool Heroes

Sarà una lunga notte. Una notte per cuori saldi, forti. Una notte di acciaio battuto sugli scudi. A mo’ di sfida. Sarà una notte nella quale aleggeranno spiriti, volando in cerchio, evocando ricordi  lontani. Sarà una notte senza tregua, senza quartiere, occhi negli occhi, spalla contro spalla, e poi occhi dentro altri occhi, quelle stesse spalle sollevate, alte, il petto a mostrare muscoli, mulinando gambe. Sarà una notte di tuoni e lampi, e temporali nell’anima, anche se le stelle gremiranno la volta. Sarà una notte di battaglia, sarà una notte dove non vi sarà posto per il buio, ma solo per la luce che viene sprigionata dal luccichio del coraggio. Sarà una notte guerriera. E piena di ardimento. Sarà una notte popolata da voci che verranno  dal cielo, quello che trapunterà l’universo intorno a Kiev. Voci di chi si affaccerà dalle nuvole, trepidante, lo sguardo acceso dal ricordo,  richiamato da storie, le stesse ancora di quando quelle voci appartenevano a uomini che hanno costruito la magia del football. Sarà una notte formidabile. Una notte come notti  romane, una notte  parigina. Una notte come quella guardata dalla mezzaluna sul Bosforo, quella di un miracolo mai dimenticato, quella dove gli Dei del calcio lottarono per scherzo rendendo una partita leggenda. Sarà una notte come mille  altre notti e cento ancora sommate a quelle mille, notti custodite dietro le mura indelebili del passato , notti colorate di rosso. Sarà la notte di chi aspetta. Di chi immagina e sogna. La notte di chi sa che il calcio è romanzo, a volte. O fiaba, fa lo stesso. Sarà la notte di Davide contro Golia, prima che Davide divenisse il re dei re, l’antica nenia che si perpetua e che trova sempre il suo incastro perfetto su un campo di calcio. Sarà una notte da finale.

Allez Allez Allez

La finale di Champions League, che per una notte soltanto, dopo molto molto tempo, potrà tornare ad essere ancora  la finale di Coppa dei Campioni.  E basta.  Come quando il calcio era un meraviglioso gioco, quel gioco del quale tanti di noi ci innamorammo. Ora, come allora. Perché sarà una notte di suggestione. La notte di Real Madrid Liverpool. O Liverpool Real Madrid, fa eguale. La notte dei campioni in carica, gli invincibili, gli immortali, che come quegli altri immortali, quelli del gran re di Persia, Serse, vestono di bianco. E la notte di quegli altri  che nell’ultimo trentennio questa coppa hanno reso celebre, con imprese e campagne che hanno abitato le fantasie legate alle serate europee  nelle quali fiorì un tripudio di emozione. Gli altri, quelli  di rosso vestiti. Sarà una notte di emulazione, di immedesimazione, guidata dalla regia del destino. Ed allora, si potrà vedere, come per incanto, Henderson  possedere la potenza di Gerrard, quella che ad Istanbul annichilì il Milan, Robertson assumere  le sembianze di Alan Kennedy, lui che quasi quarant’anni fa mise in ginocchio i blancos in una finale epica. Lovren provare  a sfregare la lampada da cui far uscire il sinistro  elegante che taglia in due il campo di Hansen, Milner  travestirsi  da Mc Dermott, e Trent dividere  la sua notte, interpretando prima Phil Neal e poi Tommy Smith. Firmino assumere i  panni di Ian Rush, e per due ore, in luogo di Mane’, ci parrà di vedere Graeme Souness percorrere il campo in lungo e largo.  Mentre Salah sarà se stesso, la freccia scagliata da un arco invisibile, mortale,  piantata al centro del bersaglio madrileno, perché a volte una storia può contenere molti finali diversi. Infine Jurgen Klopp guarderà lassù, un momento prima di iniziare, ed incontrerà il sorriso di Paisley ed un gesto appena accennato di Fagan.  E vedrà Bill Shankly annuire, un poco discosto, le braccia sollevate per  poi chiudere i pugni. Perché sarà una notte di follia o di malinconia, sarà una notte da dimenticare, oppure sarà la sesta notte. Una notte inattesa e per questo bellissima. La notte di Liverpool  Real Madrid, la notte dove il calcio incontra la sua leggenda. E  dove i sogni di chi ha i Reds nel cuore, spesso, incontrano la realtà.

di Stefano Jaconis

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