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La furia rossa stordisce l’Europa

Fantastica prova di tutto il gruppo.

Nella bolgia infernale di Anfield il rosso vivo della gente di Liverpool splende nella magica serata di Champions, contro il City di Guardiola dominatore della stagione di Premier. Kloppo sceglie la formazione annunciata con il 433 guidato da capitan Henderson in regia e Lovren a sostituire Matip, out per tutta la stagione, mentre Guardiola cambia sistema e lascia fuori Sterling per schierare una trequarti più densa con Gundogan, alla ricerca di maggior qualità nel possesso per disinnescare l’aggressività dell’avversario. L’inizio è roboante. Una marea rossa travolge i Citizens nei trenta minuti più intensi della stagione europea, fatta di profondità immediata alle spalle della difesa a 3 colpevolmente proposta da Guardiola, con Salah che abusa della lentezza di Laporte, lancia il taglio di Firmino fermato da Ederson, ma è pronto a ribadire in rete un altro splendido recupero immediato del centravanti brasiliano. 

Salah apre le danze.

Da quel momento la pressione furiosa guidata da capitan Henderson, alla sua partita migliore della stagione, produce 16 palle perse e 12 recuperi nella metà offensiva, uno di questi si tramuta nella giocata di Ox che fotocopia il goal del 4-3 di Febbraio e lascia di sasso Ederson per il 2-0.

Ox firma un raddoppio con un missile terra aria.

Il City non riesce a fare nulla a livello di possesso posizionale perchè De Bruyne, Silva e Gundogan non hanno tempo di ragionare e sono costretti a forzare giocate infruttuose. Così è ancora Salah che a sinistra inebetisce Laporte nell’1 vs 1, per poi servire la pennellata mancina per il colpo di testa vincente di Mane’, lasciato solo dal movimento sbagliato di Otamendi. Tre a zero dopo 31 minuti, neanche il più grande dei tifosi l’avrebbe immaginato, eppure è tutto vero ed è meraviglioso. La pressione degli uomini di Guardiola sale, ci sono più recuperi, ma poche azioni perchè sia Sane’ che Gabriel Jesus non ricevono palloni utili e il primo tempo si chiude senza tiri in porta degli ospiti e la gloria del canto Scouser.

Il tris di Mané.

 Il secondo tempo sembra pronto per una replica altrettanto veemente del Manchester City, anche perchè il Liverpool difficilmente può reggere il ritmo della prima mezzora, ancor di più dopo che Salah alza bandiera bianca per un infortunio muscolare, allarmando tutto il popolo Reds innamorato pazzo del folletto egiziano. L’uscita dell’arma totale fa calare anche l’intensità della pressione dei ragazzi di Klopp, ma la difesa posizionale orchestrata dal trio Henderson-Van Djik-Lovren è quasi altrettanto efficace, anestetizzando gli uomini chiave della stagione del City, con Sanè e Silva che chiudono con 15 palle perse, 8 del tedesco nel secondo tempo e il tentativo di rimonta si produce in zero tiri in porta e nessun pericolo per la porta difesa da Karius. E’ quasi un anestetizzante naturale all’incontro quello che il Liverpool produce nella ripresa, estremamente sorprendente visti i precedenti della gestione Klopp, ma incredibilmente maturo, soprattutto perché toglie qualsiasi certezza ad un Guardiola apparso inebetito dal ko tecnico del primo tempo. La mossa Sterling per Gundogan produce più velocità e più imprevidibilità nelle giocate individuali, ma anche tanto nervosismo dell’ex tanto odiato dal popolo Scouser, che lo toglie presto dalla partita, finendo per rendere inutile l’unica mossa alternativa del tecnico catalano della ripresa. Dopo il 4-0 preso dal suo Barca e il 3-0 dal Real di Ancelotti, Guardiola subisce un’altra debacle europea, salutando ancora una volta molto presto la sua corsa al titolo continentale, mentre Klopp lo batte ancora una volta, ridiventando il capo popolo che tutta Liverpool ama e portando la squadra ad un passo dalle semifinali di Champions League.
Il ritorno a Manchester, senza capitan Henderson e forse senza Salah dovrà essere giocato con un’attenzione massima, non concedendo alcuno spazio al tentativo di rimonta del City, rimanendo concentrati e aggressivi fino alla fine per staccare il biglietto per il turno successivo.Il canto epico del popolo rosso risuona fortissimo nella serata magica di Champions e vuole essere cantato ancora una volta, fino a fine maggio, fino alle lande lontane dell’est europeo. Vogliamo tutti sognare in grande, vogliamo tutti rivivere le emozioni di una serata come questa, si vive il calcio per vedere il 3-0 al City di Guardiola e sentire il suono di Anfield che esplode di gioia. 

di Matteo Teo Peruzzi

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