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La battaglia di Turf Moor

 

La grinta di Shaqiri

Messa da parte la sbornia post-derby di appena tre giorni fa, vinto nel modo più assurdo possibile, si torna in campo per la 15° giornata di Premier League. Ad attenderci c’è il pericolante Burnley che dal bellissimo campionato scorso in cui è arrivato addirittura in zona Europa League, si ritrova oggi in zona retrocessione avendo perso la solidità difensiva degli scorsi anni, vero punto di forza di questa squadra old-style, tutta grinta e lanci lunghi. E la serata per loro sembra quella giusta: tifo dalla loro parte, si gioca a Turf Moor, campo zuppo d’acqua viste le continue piogge inglesi di dicembre, turno infrasettimanale dove uno scivolone da parte delle grandi squadre può sempre arrivare. Ma il Liverpool non può sbagliare, il Manchester City, seppur rischiando nel finale, ha vinto ancora ed ora è a +5 dai Reds, unici veri inseguitori dello schiacciasassi made in Qatar. Nonostante tutto questo, Klopp decide di ruotare i suoi uomini, e ci va giù pesante: addirittura sette cambi su undici rispetto alla gara contro i Toffees, con Manè, Salah e Firmino non presenti tra i titolari. I padroni di casa, reduci dalla sconfitta per 2-0 contro il Crystal Palace (la quinta nelle ultime sei gare), nemmeno scherzano dal punto dei vista dei cambi: Dyche ne cambia cinque, sperando di trovare energie fresche in un momento davvero buio per i Clarets, penultimi a 9 punti in classifica.

 

Le formazioni:

Burnley (4-4-2): Hart; Bardsley, Tarkowski, Mee, Taylor; Gudmundsson, Westwood, Cork, Brady; Barnes, Wood.

Liverpool (4-3-3): Alisson; Gomez, Matip, Van Dijk, Moreno; Keita, Henderson, Milner; Shaqiri, Sturridge, Origi.

 

Appena iniziata la partita si intuisce che la gara per i Reds sarà tutt’altro che una passeggiata: il Burnley, spinto dal suo pubblico, pressa in modo aggressivo i giocatori di Klopp, intervenendo molte volte in scivolata e in modo duro, quasi intimidatorio. Tuttavia, i Reds, oggi in bianco/grigio, cercano sempre di ripartire dalle retrovie palla a terra non cadendo nella trappola dei padroni di casa che, ovviamente, preferirebbero una partita giocata sulle palle alte. Il problema è che in questo inizio di gara il possesso palla del Liverpool è sterile e pieno di errori in fase d’impostazione, ed è il Burnley a rendersi pericoloso al 10’ dopo un errore, appunto, di Matip in uscita. Palla a lato. Tre minuti più tardi risponde il Liverpool con un tiro cross alto di un buon Moreno, sempre preciso e propositivo in avanti questa sera. Al 19’ una brutta tegola per Klopp: Gomez in posizione avanzata viene contrastato per l’ennesima volta in scivolata da Mee, ed è costretto ad uscire lasciando il posto ad Alexander-Arnold. Si parla di un infortunio alla caviglia e solo domani si saprà qualcosa in più in merito. Un gran peccato vista l’ottima stagione disputata fin qui dal giovane difensore inglese. Ma la partita va avanti e i contrasti dei padroni di casa sono sempre più duri e frequenti con l’arbitro che raramente concede la punizione ai Reds. Al 29’ ci prova Van Dijk di testa su angolo, blocca Hart. Ma non è abbastanza, l’aggressività e la tenacia del Burnley sembrano avere la meglio sulla formazione rivoluzionata del Liverpool. Al 34’ Wood ci prova da fuori, palla deviata in angolo. Dagli sviluppi di questo, la palla arriva ai 30 metri verso Bardsley che quasi trova l’euro goal. Rete che il Burnley trova al 41’ che però viene giustamente annullata per posizione di fuorigioco di Wood. L’ambiente però è sempre più caldo e i Clarets ci credono. Il Liverpool prova a rendersi pericoloso con le buone giocate di Keita e Moreno ma manca sempre precisione nell’ultimo passaggio. Finisce così un primo tempo difficile per i Reds, che sembrano aver incontrato il coriaceo, solido e battagliero Burnley dello scorso anno. Il secondo tempo comincia con la più grande occasione della gara fino a quel momento: Sturridge libera un gran sinistro nell’angolino ma Hart compie un autentico miracolo e devia in angolo. Il Liverpool sembra essere entrato con un altro piglio in campo ed è intenzionato a sbaragliare le truppe di Dyche. Al 51’ Keita decide di risolverla lui: grande progressione in verticale e tiro violentissimo di sinistro destinato sotto l’incrocio, ma ancora Joe Hart vola e devia la palla sul palo e poi in angolo. Incredibile occasione per i Reds, ma il portiere ex-Manchester City salva i suoi. E come succede spesso nel calcio, goal mangiato equivale a goal subìto: 53’, calcio d’angolo di Gudmundsson, Wood colpisce in qualche modo, Alisson salva e prova a bloccare il pallone che gli viene quasi strappato dalle mani dall’intervento sempre di Wood; arriva Cork che insacca. Nel momento migliore dei Reds, sono i Clarets a passare addirittura in vantaggio alla loro maniera, in mischia, col fallo oppure no, combattendo come leoni nell’arena di casa. 1-0, Turf Moor erutta di gioia e grinta.

Milner sempre in prima linea

Ma il Liverpool non ci sta, la battaglia non è venuta a perderla e non a caso è il suo guerriero a dimostrarlo: minuto 62, Milner dal limite dell’area infila con un preciso tiro rasoterra Hart, stavolta immobile, nell’angolino. 1-1. Stavolta sono gli Scousers a ruggire. Tre minuti dopo Klopp inserisce l’artiglieria pesante: Salah e Firmino prendono il posto di Origi e Moreno. Al 69’ sulla punizione di Alexander-Arnold, Van Dijk in spaccata volante la rimette in mezzo per Firmino che fa 2-1.

Van Dijk + Firmino 2-1

Non moriamo mai. Dyche risuona la carica, fuori Brady e Wood, dentro Lennon e Vokes. Ma ora è solo Liverpool che al minuto 81 va vicino al goal ben quattro volte, ma in un modo o nell’altro i Clarets si salvano, a modo loro, con le unghie e con i denti. All’83’ ancora un cambio per loro, dentro Vydra (incredibilmente unico ammonito della partita) al posto di Barnes. Si arriva negli ultimi minuti e il Burnley è alla disperata ricerca del goal del pareggio. Al 90’ trovano un calcio d’angolo, pane per i loro denti: Gudmundsson crossa benissimo per Mee che colpisce, ma Alisson si mette il mantello da Superman e la toglie dalla porta con un intervento da fuoriclasse. Sugli sviluppi della mischia, più che azione, ancora Alisson riesce ad evitare un altro calcio d’angolo con un gran colpo di reni. E non finisce qui: il portiere brasiliano, quindi, lancia splendidamente Sturridge che prolunga per Salah. L’egiziano serve perfettamente Shaqiri solo in area che di prima non sbaglia facendo impazzire il settore ospiti. E’ 3-1 Liverpool!

Passion! Alisson assoluto protagonista

Vittoria sudata, combattuta, meritata dagli uomini di Klopp che nonostante un ampio turnover hanno la meglio su un Burnley mai così cattivo quest’anno. Siamo ancora lì col fiato sul collo della banda di Guardiola, a soli due punti. Questi reds non mollano, questi reds combattono.

di Gabriele Kopite Ventola

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