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La Battaglia di Stamford Bridge

Si profila una Battaglia di altri tempi per il rendez vous di martedì sera.

Si profila una Battaglia di altri tempi per il rendez vous di martedì sera.

 

Se dici Stamford Bridge dici Chelsea. Se dici Stamford Bridge dici calcio, ma dici anche Fulham Broadway, la fermata della tube, o del metro’ se preferite, piu’ elegante, aristocratica, mondanaiola, di tutta Londra. Se dici Stamford Bridge evochi la recente storia del football londinese, ma anche l’epoca vittoriana fatta di case lussuose nelle quali salotti sfarzosi ospitavano il fiore dell’ aristocrazia che popolava la capitale inglese. Ma se dici Stamford Bridge dici anche Inghilterra, e la sua storia. Quella lontana. Quella che conserva il fascino intatto di un migliaio di anni. Quella fatta di battaglie, di rumori di spade che cozzano, e di armature che tintinnano, di cavalli lanciati al galoppo nel frastuono, di grida e di nugoli di dardi scagliati fino ad oscurare il sole. Perche’ Stamford Bridge e’il nome di uno dei luoghi piu’ importanti per la storia di questa nazione. Li, in quel piccolo villaggio, a poche miglia da York,la porta del regno, Harold Hardrade, il 25 Settembre del 1066, sconfisse in battaglia l’esercito vichingo invasore costringenolo a ripiegare in mare. Fu l’ultima volta che i popoli del mare del nord minacciarono Albione. Lo stesso Harold, poche settimane dopo, il 14 Ottobre, fu a sua volta sconfitto ad Hastings, da Guglielmo il Conquistatore. E quell’episodio diede il via alla conquista normanna dell’isola. Stamford e’dunque il caposaldo della storia. Mai nome di stadio fu piu’ adatto a raccontare una partita di calcio, dunque. E che partita!. Perche’ a Stamford,oggi, si fa un’altra storia. Che prende spunto da quella battaglia. E non solo perche’ tra Chelsea e Liverpool lo scontro che si andra’ a raccontare, viste le premesse, potrebbe essere epico, e degno erede di quell’altro scontro,piu’ datato nel tempo, ma perche’ dentro questa partita, si nasconde il senso la speranza, finalmente, di tornare a vincere di quella che fu la regina calcistica d’Inghilterra. Una squadra che provera’,vincendo il doppio confronto che porta a Wembley, a zittire la nuova potenza cacistica del regno, quella degli uomini in blu che nell’ultimo decennio hanno oscurato con le loro imprese e gesta i redmen piu’ famosi del pianeta calcio. Una battaglia, dunque. Niente di piu’ e niente di meno ci si aspetta da questo Chelsea Liverpool che rinverdira’, se le premesse affonderanno le loro radici nel secondo tempo giocato ad Anfield dagli uomini di Rodgers, i fasti di scontri titanici tra queste due formazioni che si detestano in maniera assai piu’ che moderata. La partita d’andata e’restata negli occhi. Per quella capacita’ tutta delle formazioni di Mou, di capitalizzare sanguinosamente per l’avversario la sola giocata utile che lastrichi la strada del vantaggio, a fronte di un Liverpool che appariva in palla, e per quel gia’ citato secondo tempo nel quale i reds hanno fatto vedere di che tempra sono fatti dopo mesi di anonimato fatto di argilla e creta. E 1 a 1 fu. Secondo una perversa logica calcistica che concede ai duellanti che impattano un match, “un tempo ciascuno”. Un pareggio con reti utile solo ai fini dello spettacolo,perche’ la coppa di lega non prevede la regola del gol doppio in trasferta e,pertanto, sara’partita secca. Il Chelsea e’piu’ forte. Viaggia sulle ali di un primo posto in campionato dal quale appare difficilmente scalzabile, e sebbene l’eliminazione in f.a. cup avvenuta per mano del Bradford in maniera clamorosa bruci e tanto, appare complicato pensare che nel giro di qualche giorno possa perdere in un colpo solo due dei 4 obiettivi stagionali . La coppa di lega, sebbene competizione minore, rappresenta per i blues un modo per venire a capo immediatamente di una estromissione tanto inattesa quanto dolorosa. Fare il viaggio a Wembley a spese dei reds rappresenterebbe inoltre un piacere doppio, non avendo mai nascosto, Mou, la sua insofferenza verso i colori di Anfield Road. Ma i rossi possono provarci. In otto anni il Liverpool ha sollevato al cielo un solo trofeo. La coppa di lega targata Dalglish, nell’anno dei due viaggi a Wembley, il secondo dei quali, guarda caso, frustrato, nella finale di f.a. cup, proprio dal Chelsea. La vittoria col Cardiff e’ancora negli occhi,e prima ancora che mettere in bacheca una coppa,gia’ arrivare all’ombra di quelle che furono le due torri piu’ famose del calcio, nel favoloso Wembley, darebbe lustro ad una stagione fino a questo momento avarissima. Si va a Stamford Bridge, dunque. Rievocando una battaglia. La battaglia che fece la storia d’Inghilterra. La battaglia calcistica che puo’ fare la storia di un’annata. O riscrivere ogni cosa dapprincipio. Sguainate le spade, si inizia.

di Stefano Iaconis

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3 risposte a La Battaglia di Stamford Bridge

  • Bellissimo articolo che ci introduce al sentitissimo match di domani sera… Questa partita negli ultimi anni rievoca grandi sfide, confidiamo nei ragazzi e nella loro voglia di imporsi. WE GO AGAIN!!!

  • Stefano con i suoi duelli, le armate, la cavallerie, le trombe, i cannoni e le flotte è goduria allo stato puro!!!! Speriamo in un mezzo miracolo.

  • Passiamo noi !!!!! c’mon reds !!!!!