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Kop per una notte di Balo e Lovren

di Giuseppe Lippiello

Finalmente una scena di festa: Lovren raddoppia dopo il pari di Balo e i Reds vincono

Finalmente una scena di festa: Lovren raddoppia dopo il pari di Balo e i Reds vincono

Tutto in una notte. Una come tante. Un turno interno di Coppa di Lega per far capire che ad Anfield le cose possono e devono cambiare. Troppe cose dette, troppe cose non fatte, un modulo qua, uno la, chi scende in campo chi no. Malumori, dubbi, perplessità su un futuro apparso incredibilmente incerto dopo quei fasti e quel titolo sfiorato che pare preistoria.

Serviva una notte, una come tante, un turno di Coppa di Lega per provare a sistemare (forse) il corso della stagione. Rodgers sui carboni ardenti, con le spalle al muro per un gioco svanito nel nulla. Neanche lui pare più quello dello scorso anno, troppa stanchezza per le lezioni di spagnolo fino a tarda notte? Chissà, il futuro non è dato saperlo.

In campo però ci vanno undici leoni che per 40’ del primo tempo mettono alle corde uno Swansea che a fare da vittima sacrificale non ci sta. Borini, sussurrato in settimana, messo in un angolo dal tecnico che tanto lo ha voluto a Liverpool, parte titolare con Lambert, un altro che parla a voce bassa in attesa di quel momento. Un gol, uno soltanto e poi chissà.

L’ex Roma sfiora la rete in un paio di occasioni nei primi 45’, la squadra gira che è un piacere, Coutinho torna ad inventare calcio, grazie ad una forma e una serenità mentale che possono renderlo uno dei migliori numeri 10 in Premier League. C’è sacrificio, voglia di correre a destra e a manca per recuperare palloni. C’è un nuovo capitano in mezzo al campo che quando apre il gioco come il numero 8 gli ha insegnato, è un piacere per gli occhi. Il gol però non arriva e le ombre si addensano nella fredda notte sopra il Mersey. Shelvey quasi pesca il jolly su calcio di punizione, attento Jones, bene la difesa che nonostante il pressing finale di prima frazione, regge l’onda d’urto di Gomis e compagnia bella.

Nella ripresa non lo stesso Liverpool, non la stessa fame, i gallesi crescono alla distanza, Lucas e Markovic si vedono poco o nulla e nonostante pericoli pressoché nulli per Jones, al 66’ la mette Emnes con una volée mancina dall’interno dell’area piccola che si insacca sul palo lontano. Anfield gelato, non tanto dallo svantaggio, ma da una reazione, che anche dalla panchina stenta ad arrivare. Pare stanco Brendan… chissà perchè.

Lallana rileva un impalpabile Markovic al 68’ e se Monk manda in campo Routledge al posto di Dyer un minuto prima del cambio di Rodgers, allora qualcosa non va. Al 78’ è il momento si Mario Balotelli, fuori Lambert. Passo felpato, quasi non volesse farsi notare, poi la zampata. Fa tutto bene Borini che all’86’ pennella nel cuore dell’area gallese un pallone impossibile da sparare fuori. Mario si alza e batte l’ottimo Tremmel. Secondo gol sotto la Kop per Balo, sarà un vizio? Chissà, vedremo. In pieno recupero fuori Fernandez, rosso diretto per un entrataccia su Coutinho, fate piano verrebbe da dire che è pur sempre piccolino il brasiliano.

A pochi secondi dal triplice fischio la zuccata di Lovren, bravo a smarcarsi sul secondo palo, tanto quanto i suoi avversari a liberarsi dalle sue marcature in area. Tremmel questa volta non può nulla e la Kop può esplodere… finalmente. 2-1 il finale e quarti di Coppa di Lega in saccoccia. Tanto basta per regalarsi una notte di sorrisi. In fondo Liverpool e i suoi tifosi non chiedono molto.

Una notte, una soltanto. Una notte come tante, di Coppa di Lega, di Champions League o Fa Cup. Una notte di calcio vibrante ed intenso con tanto di vittoria. Una spinta per guardare con occhi diversi il week end di Premier e tornare a correre come qualche mese fa. E giocare, e segnare, e stupire il mondo. In fondo Liverpool e i suoi tifosi non chiedono tanto. Solo altre pagine di storia da poter scrivere con la penna rossa e un liverbird marchiato a fuoco.

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