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Kiev Calling.

Pronti via Manè score…

E’ la notte della verità, la notte tanto attesa, tanto “pompata” dai media, soprattutto dopo gli eventi extracalcistici della gara d’andata. Il Liverpool torna all’Olimpico, luogo storicamente fortunato e beneaugurante, nonostante la spavalderia della Roma, alimentata dall’impresa contro il Barcellona. Klopp schiera la formazione tipo: Karius, Lovren, Van Dijk, Robertson, Arnold, Milner, Gini, Hendo, Manè, Salah, Firmino. Inizia benino la Roma, che cerca di prendere in mano il match, anche perché non può fare altrimenti: minuto 6, Kolarov per Dzeko, che fa a sportellate e riesce a mettere in mezzo, sugli sviluppi la conclusione di Florenzi esce non di molto. Tre minuti dopo il Liverpool entra in azione ed è subito mortifero: errore clamoroso di Nainggolan che sbaglia il passaggio ed innesca la migliore arma dei Reds, il contropiede: Bobby Firmino serve benissimo Manè, che entra in area e fulmina Alisson. La Roma accusa il colpo, ma è rimessa in gioco da un gran colpo di fortuna: su una palla innocua in area di rigore Lovren rinvia, ma il pallone sbatte sulla faccia di Milner e carambola beffardamente in rete. Tutto da rifare e siamo appena al minuto 15. Non perde la testa il Liverpool e ricomincia a giocare. Al minuto 25 arriva la possibilità del KO, ma la fortuna salva ancora una volta i giallorossi: Robertson si invola, salta Florenzi e mette in mezzo, Mané a colpo sicuro trova il piede di Alisson. Per fortuna un minuto dopo la fortuna gira dalla nostra parte e un colpo di testa sbilenco di Dzeko manda la palla indietro a Wijnaldum, che di testa insacca il “gollonzo” del 2-1, che fa esultare i 5000 della Travelling Kop.

Wjinaldum firma il raddoppio

E’ un duro colpo per la Roma che, come all’andata, conferma le sue amnesie difensive. I Reds ora sembrano in pieno controllo, ma al minuto 35 per poco la Roma non trova un altro “gollonzo”: il tiro di El Sharawy trova una deviazione e la palla finisce sul palo: sarebbe stato davvero troppo!!! Non succede più nulla di particolare fino al fischio che sancisce la fine del primo tempo. Inizia la ripresa e dopo solo 6 minuti ci facciamo sorprendere in difesa: errore di Arnold che innesca El Sharawy, il tiro dell’egiziano viene respinto da Karius, ma a centro area è in agguato Dzeko, che stoppa, si gira e insacca, confermando le sue doti di bomber di razza. Altra palla gol per la Roma al sessantesimo, con De Rossi che pesca in area Under che appoggia il pallone tra le braccia di Karius. Passano due minuti e altra occasionissima per la Roma: Naingolan pesca la testa di Dzeko, palla che carambola su un romanista e diventa un assist per El Sharawy, che ad un metro dalla porta trova la deviazione di mano di Arnold, rigore netto non visto dall’arbitro. Minuto 65 palla in area per Dzeko, che si gira bene e tira sul primo palo facendo correre un altro brivido sulla pelle dei Reds. Prova ad uscire il Liverpool con Salah che serve Firmino, che impegna Alisson. Ma ormai l’inerzia del match è dalla parte della Roma, con Dzeko che al minuto 82 impegna Karius. I minuti finali sono difficili per i Reds come all’andata e al minuto 86 Kolarov apre sul lato opposto per Naingolan, che dal limite lascia partire un siluro pazzesco che fulmina Karius. Il vantaggio della Roma era nell’aria, iniziamo a guardare con nervosismo l’orologio. Vengono segnalati tre minuti di recupero e riusciamo nei secondi finali a commettere un’altra ingenuità, rigore per la Roma. Naingolan trasforma dal dischetto, ma per fortuna non c’è più tempo, il fischio finale è una liberazione, possiamo finalmente gioire, siamo di nuovo in finale dopo 11 anni, siamo ancora chiamati ad un appuntamento con la storia, ma contro il Real ci vorrà ben altra difesa!!!!

Allez Allez Allez

Armando Todino

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