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“Ho sognato l’impossibile”

Il City ieri sera ha trovato un altro jolly nella sua stagione fantastica, ma anche fortunata, che al 99% si concluderà con il titolo della Premier e con il Liverpool dietro con un punteggio storico per una runner-up. Stasera c’è il ritorno della semifinale di Champions League, si parte dal 3-0 subito a Barcellona, non ci saranno né Firmino né Salah, i blaugrana non hanno mai perso in trasferta in questa campagna europea e nemmeno subito più di due goal. Allora cosa ci costa pensare che questo Liverpool meriti un aiuto, una spinta spirituale, una serata totalmente non convenzionale, fuori dalla solita realtà di questa
stagione maledetta?
C’è Anfield, ci sarà tutta la gente di Liverpool, c’è sempre quella scritta prima di entrare in campo, ci sarà sicuramente un canto più forte, che si leverà nel cielo serale del Stanley Park, delle grida più vive, passionali e chi scenderà in campo dovrà sentire tutto questo, essere trasportato, quasi elevato per volare dopo il fischio iniziale.
Manè, unico superstite del tridente offensivo, deve farsi perdonare quel clamoroso errore al Camp Nou e al culmine di un quarto d’ora di fuoco, può incornare di testa un
bel cross di Robertson, siglando il vantaggio immediato, che può stordire i neo campioni di Spagna. Quel gol potrebbe rilanciare ancora di più la bolgia di Anfield, spingere Klopp a trasportare la sua voglia di vincere in campo, ai ragazzi, a quella difesa che a Barcellona ha fatto errori che sono costati gol, ma stavolta Virgil è concentrato, cattivo, al suo livello e a destra c’è Alexander Arnold, non Gomez, per il Barca non ci sono lati del campo da lasciare incustoditi, per Suarez non ci sono spazi sui tagli e se anche ci fossero c’è Allison che ferma la possibile replica della giocata da ex, che spegnerebbe tutto. Capitan Henderson suonerebbe ancora la carica, prima che scada il tempo, mandando in avanscoperta Gini Wjinaldum, a supporto di Manè e delle due ali scelte da Klopp per sostituire i nostri due mostri sacri, Origi e Shaqiri. Proprio Shaqiri col suo sinistro potente, liberato da una giocata del 5 olandese, costringerebbe Ter Stegen a una parata non risolutiva, al contrario di quelle dell’andata, concedendo a Manè il tap-in del 2-0, per andare negli spogliatoi con tutta l’inerzia dalla parte Reds, con Anfield che trema dall’urlo scouser. Valverde ha scelto gli stessi 11 della prima sfida, quella che gli ha regalato il 3-0 e la quasi certezza del viaggio a Madrid per giocarsi la coppa, si affida a Messi, al suo dio calcistico per chiudere la contesa, con una giocata delle sue, come quella punizione che ha costruito una cima ancora più grande da scalare per i guerrieri del Mersey, ma stavolta la pressione funziona e sull’unica amnesia di Fabinho, c’è ancora Allison a far vedere a tutti che quei soldi spesi sono giusti, che il nostro portiere è un fuoriclasse.
Allora se neanche Messi può mettere a tacere la serata di Anfield, nell’ultimo quarto di partita la spinta sarebbe inesauribile, con Robertson e Alexander Arnold a sfornare cross, con Henderson e Gini a pressare alto, con Origi a lottare come mai ha realmente fatto in maglia Reds, a guadagnarsi un corner sulla sinistra, che batterebbe ancora Shaqiri, con quel sinistro che può fare grandi cose, tra cui pescare il totem Van Dijk a centro area, liberatosi dalla marcatura stretta di Pique’, per
trafiggere Ter Stegen di testa e liberarsi dalle ombre dell’errore sul taglio di Suarez dell’1-0 di mercoledì scorso. Terzo gol, semifinale rimessa in piedi, con il gioco, con la voglia, con un po’ di fortuna che il Liverpool di Klopp si merita in questa stagione folle, con Anfield che quasi vuole riversare il pubblico in campo, anche dopo il possibile triplice fischio dell’arbitro. Il Barca non sa più dove guardare, Valverde guarda Messi perché lui deve essere ora il più grande di tutti. Klopp guarda i suoi e vede undici soldati, stanchi, logori, ma pronti a giocarsi i supplementari senza perdere un colpo e se non saranno i supplementari a decidere questa semifinale, ci potrebbero essere i rigori, quella lotteria infame che ferma tanti cuori, ma che può regalare dei momenti epici, leggendari, che rimarranno nella storia, come Istanbul, come quel gol di Gerrard all’Olympiakos, come quel colpo di testa di Lovren contro il Borussia Dortmund. L’epilogo della partita di stasera non lo sa nessuno, ma come tanti dicono, sognare non costa nulla, per una volta lo facciamo anche noi e lo fanno anche i giocatori e Klopp, che non hanno pressione, sanno che questa stagione potrebbe essere tremendamente crudele, ma nello sport il momento che trascende la realtà esiste da sempre. Chiudete gli occhi, giocatevi la vostra partita come io ho fatto in queste righe e lasciate in sospeso il finale, per godervelo, qualsiasi sia il risultato, tra le lacrime, di disperazione o di gioia infinita.

Matteo Peruzzi, YNWA

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