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Fortress Anfield.

Milner, altri 90 minuti per il guerriero stasera.

Stasera ad Anfield tornava la Champions, ma questa non era una partita come le altre, perché stasera, per la prima volta dai tempi della seconda guerra mondiale, i Reds non hanno potuto più contare sul sostegno del nostro amico Charles Taylor. Il nostro amato Charles si è spento ieri all’età di 85 anni, tutti trascorsi a seguire fedelmente i ragazzi in maglia rossa, ragazzi che lui vide vincitori del primo titolo nazionale nella stagione 1946-47. Sicuramente ora da lassù non farà mancare il suo supporto ai nostri in questo importante ed emozionante finale di stagione. Tornando al match e al nostro compito di cronisti, stasera i Reds incontravano il Porto, avversario più che abbordabile sulla carta, ma da non sottovalutare, anche perché quest’anno i portoghesi appaiono migliori di quelli dello scorso anno contro i quali passeggiammo. Lo starting eleven di Klopp è il seguente: Alisson, linea difensiva con Van Dijk, Lovren, Arnold e Milner al posto dello squalificato Robertson; Fabinho, Henderson e il quasi ritrovato Keita a centrocampo e trio meraviglia in attacco. Inizia la gara e il Porto sembra voler prendere l’iniziativa, ma al primo affondo passa il Liverpool: ripartenza micidiale dei Reds con palla a Manè, che serve al centro Firmino che smista subito per Keita, che stoppa bene e calcia in porta trovando una deviazione fortuita di un difensore. Il pallone diventa imparabile per Casillas, 4 minuti di gioco e siamo già avanti!! Al minuto 16 bella ripartenza dei portoghesi con Soares che serve al centro Marega, il cui tiro viene smorzato da Van Djik. Passano 5 minuti e abbiamo una clamorosa occasione per raddoppiare: uno sciagurato retropassaggio di un difensore lancia Salah in porta, ma Momo, solo davanti a Casillas, manca clamorosamente il bersaglio. Il gol però è soltanto rinviato: al minuto 25 Henderson apre ottimamente sulla destra per Arnold, che vede a centro area Firmino e gli serve un assist comodo da spingere in rete. Sembra che ormai sia tutto sotto controllo, invece sbandiamo per due minuti, dal 29 al 31: prima Marega, ben servito in area, tira quasi a colpo sicuro, ma i riflessi di Alisson sono provvidenziali, l’azione però non è finita e Corona con un cross in area deviato costringe Alisson a smanacciare in corner, sui cui sviluppi un paio di rimbalzi fortunosi fanno finire il pallone sui piedi ancora di Marega, che per fortuna si “incarta” e sbaglia la conclusione potenzialmente pericolosa. I Reds però spaventano con le loro ripartenze e, due minuti dopo, uno splendido assist di Salah pesca Firmino in area, il cui tiro di prima intenzione finisce alto. Non succede più nulla di particolare fino al fischio finale: Reds negli spogliatoi avanti 2-0. Nella ripresa i Reds non giocano come nel primo tempo, ma sembrano accontentarsi del risultato, forse per il pensiero alla gara di domenica, ma in ogni caso non affondano, non creano grosse occasioni e sembrano più giochicchiare che cercare di mettere al sicuro la qualificazione. Questo atteggiamento infonde coraggio agli avversari, che provano a creare qualche azione pericolosa che, con un finalizzatore migliore di Marega, probabilmente avrebbe potuto concretizzarsi e riaprire nettamente il discorso qualificazione. I minuti scorrono via veloci senza nessuna grande occasione da entrambe le parti e il match si conclude con il 2-0, risultato buono, ma che non ci lascia del tutto tranquilli per la gara di ritorno, perché i portoghesi hanno dimostrato di essere in grado di creare pericoli alla nostra difesa. Bisognerà essere bravi a sfruttare gli spazi che il Porto dovrà necessariamente aprire e soprattutto ad evitare di prendere gol all’inizio, perché ciò renderebbe la gara veramente infuocata in un ambiente, come lo stadio Dragao, non proprio semplicissimo per gli avversari. Si può essere nel complesso più che fiduciosi, ma bisogna completare l’opera tra sette giorni. Avanti Reds, regalateci un gran finale per una grande stagione.
Armando Todino.

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