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Dove osano le aquile…

Il nido delle Aquile

Il nido delle Aquile

di Stefano Iaconis

E’ la F.A. Cup della nemesi. La F.A. Cup che richiama alla memoria corsi e ricorsi storici, storie antiche che tornano prepotentemente alla ribalta della mente, storie mai dimenticate. Storie bellissime, come pietre colorate custodite nello scrigno del football. E’la f.a. cup che riannoda destini che affondano radici nel tempo, di sconfitte amare che fanno da contraltare a vittorie clamorose, sconfitte da mutare in vendette sportive, vittorie sulle quali edificare paure da evocare in un avversario piu’ talentuoso ma che in quelle paure potrebbe trovare il suo tallone d’achille. E’ la F.A. Cup con una finale da giocarsi il 30 Maggio, il giorno dell’addio di uno dei piu’ grandi capitani della storia di un club calcistico, ed e’una f.a. cup che se leggiamo quella data come un appuntamento graffiato su una immaginaria stele eretta a ricordo futuro, per raccontare come il calcio possa essere fiaba, non puo’ non conservare, nella sua trama che condurra’ a quel giorno, partite da leggere tutte d’un fiato,come romanzi d’appendice. Dopo il Wimbledon, ed il rievocarsi di una delle finali piu’ leggendarie giocate nella coppa d’Inghilterra, ecco il Crystal Palace. Che rimanda al ricordo il fascino di una delle partite, e non e’certamente questa una usurpazione, piu’ belle mai giocate nella storia del calcio. Intatta nella memoria di chi scrive. La Italia Germania 4 a 3 della f.a. cup, tanto per scomodare la leggenda di un calcio che perpetua il suo fascino. Perche’ il 4 Aprile del 1990, a Birmingham, il Crystal Palce fu capace, con un altro 4 a 3, forse perfino piu’ clamoroso, di estromettere dalla finale di Wembley nientemeno che il Liverpool di Ian Rush. E se la crazy gang,il Wimbledon, che qualche tempo prima aveva battuto i reds in finale, poteva vantare, se non  un blasone altisonante, almeno un nome che in quegli anni faceva da spauracchio nella lega,ecco che  le aquile rossoblu’ non potevano esibire nemmeno quello. Fu una partita stupenda. Con il gol di Grey al minuto ’88 ,quello del 3 a 3, venuto a trascinare i reds ai supplementari, dopo che i londinesi erano stati avanti anche 2  a 1, fino a dieci minuti dal termine, e  dopo che, non senza sforzo, Mc Mahon e Barnes avevano ribaltato un risultato che si avviava ad essere altrimenti  incredibile gia’nei ’90. Supplementari  nei quali Alan Pardew, con un gol sotto misura, decise una partita che filo’diritta negli annali. Proprio  quell’ Alan Pardew, che,dismessa la maglia numero 11 che quel giorno indossava, e’ora il manager del Palace. Se non e’una favola questa,poco ci manca.  La coppa la vinse il Manchester United, nella ripetizione, dopo che le aquile erano state capaci, con un’altra impresa, di imporre un 3 a 3,nella prima partita, ad un avversario incredibilmente piu’ forte. Mai come in quelle edizioni meravigliose, forse, la vera essenza della F.A. Cup si e’piu’manifestata. Ed ecco ancora il Crystal Palace, dunque, non a Birmingham stavolta, ma da affrontare a Londra, il Crystal Palace che, ancora a Maggio, ha rinverdito la sua immagine di squadra capace di evocare fantasmi, con quella rimonta venuta a spegnere, come il vento fa con la fiamma tremula di una candela, le (poche invero) speranze di titolo rimaste ad echeggiare nei corridoi di Anfield Road. Risalendo da  0 a 3, in un dieci minuti o poco piu’,come in una maledetta riedizione al contrario,per i colori rossi, della finale di Istanbul, tanto per andare a scomodare ancora quei corsi e ricorsi storici che paiono cosi’ tanto piacere al dio del calcio che segue le sorti del Liverpool. Non c’e’ pronostico. Bolton lo dimostra, e prima di lui il fatto che, in questa edizione, solo Liverpool ed Arsena sono rimaste a tenere alto il vessillo delle favorite, dopo la “strage” delle  grandi, del terzo turno di un Gennaio simile ad un simun,il vento caldo d’Africa, che ha spazzato via con il suo impeto, in un colpo solo quasi tutta l’aristocrazia della Premier.  Non c’e’ pronostico. Ne’la classifica attuale, ne’ il fatto che negli scontri diretti i reds sono in vantaggio in maniera larghissima, ne’ un altro ricordo, quello di un  9 a 0 altrettanto clamoroso, venuto nella quinta giornata del torneo 89 90 ,la stessa stagione dunque della leggendaria semifinale, autorizzano a credere che possa essere una passeggiata. In palio c’e’ Wembley, una data da incidere su una stele, 39 scalini da salire, una coppa da sollevare al cielo. Non ci sono piu’le due torri, e, se ci fossero ancora, le aquile potrebbero farci il nido, volando sullo stadio. Aquile o un Liverbird, dalle piume rosse.

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2 risposte a Dove osano le aquile…

  • Nel frattempo un’altra favorita, il West Ham, è stata annientata da una meno favorita il WBA. Eterno fascino della FA Cup. Il Palace è un osso duro, fingers crossed.

  • e Liverbird sia…amen 1-2