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Da Ausburg a Basilea

 

 

 

La prima volta di JK in Germania con il suo Liverpool

La prima volta di JK in Germania con il suo Liverpool

Augusta Vindelicorum è la città della Rezia, dalla quale i Romani iniziarono la campagna Germanica. Sotto il regno di Augusto è qui che le legioni romane spedite a guardia dei confini della Germania, su sù verso il nord, nelle terre bagnate dal Reno, facevano stanza prima di iniziare il lungo cammino attraverso la rete di strade che conducevano ai confini dell’Impero. Fu qui che, con ogni probabilità, furono alloggiate le legioni nona decima ed undicesima, che finirono annientate nel disastro di Teutoburgo, fu da qui che Germanico, a sua volta ricordato come il vendicatore di Teutoburgo, partì per intraprendere la vittoriosa campagna contro Arminio, l’artefice della disfatta della più clamorosa sconfitta delle aquile romane dopo Canne. Augusta, oggi Augsburg, come luogo di fine, dunque, ma anche di inizio. Come luogo di sconfitta, ma presagio di vittoria. Sarà qui, alla WWK Arena, nella terza città’ della Baviera per importanza e numero di abitanti, che il Liverpool di Jurgen Klopp ricomincerà la sua campagna europea. L’Augsburg FC, qualificata per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, (la società è stata fondata nel 1907, ed è tra quelle di più antica fondazione nel panorama del calcio tedesco, e basti pensare che il Bayern, la squadra pluridecorata di Germania ha visto la luce appena sette anni prima) ai gironi di una coppa europea e poi, quasi come in una fiaba, ai turni ad eliminazione diretta all’ultimo respiro dell’ultima partita, nella fatata notte di Belgrado, nel 2005 quando il Liverpool vinceva la sua quinta Coppa dei Campioni, Champions League per chi legge, navigava le placide acque della Regionalliga Sud. E nel 2011, allorquando i Reds arricchivano il palmares con l’ennesima coppa di lega, scrissero la pagina più importante della loro storia con la promozione in Bundesliga, la massima serie tedesca. La bella contro la bestia, il principe ed il povero, si potrebbero scomodare paragoni irriverenti e che però, calcisticamente, renderebbero perfettamente il divario che in questa sfida vive a livello di blasone ed esperienza europea. Un testacoda che, non fosse altro che per la differenza di abitudine alla frequentazione delle notti europee, pare poter essere niente altro che un minuscolo ostacolo sulla strada che traghetta al turno successivo per i Reds di Jurgen Klopp.

La presentazione del match di domani

La presentazione del match di domani

Klopp che nella sfida sul doppio confronto giocherà un ruolo fondamentale, avendo fino allo scorso anno incrociato i ferri contro i bavaresi alla guida del Borussia Dortmund. L’Augsburg, formazione comunque modesta che pratica spesso un 4-1-4-1 adattabile a seconda della situazione richiesta dal campo, naviga nelle parti bassissime della Bundes. Sconfitto in maniera netta Domenica dall’altra squadra bavarese, la bavarese per eccellenza però, ovvero il Bayern, con un perentorio 1 a 3 a domicilio, e con un calendario niente affatto agevole, rischia di vedere, dopo un quadriennio, lo spettro della retrocessione in lega 2 vicino vicino. La partita con i Reds, niente altro che un inciso pieno di adrenalina, che i tedeschi affronteranno con il piglio di chi ha poco o nulla da perdere, con l’entusiasmo della novizia che affronta il gigante e che è zeppa di insidie per gli inglesi che hanno invece tutto da perdere e poco da guadagnare, farà storia da queste parti. La mobilitazione per il ritorno nel tempio del calcio, ad Anfield, sarà una specie di esodo irripetibile che gli abitanti di Augusta sperano di poter affrontare forti di un risultato favorevole conseguito Giovedì sera. D’altronde, da queste parti, come detto, le tre legioni che l’imperatore affidò a Varo, e che il governatore della Germania coinvolse nel disastro di Teutoburgo, transitarono, prima di finire nella trappola di un destino crudele. E da queste terre partì Germanico, il loro vendicatore, per recuperare le aquile perdute in quella battaglia infausta. Un luogo di sconfitta, così come di rinascita. Nel quale perdersi definitivamente, o dal quale partire per una campagna d’Europa che potrebbe essere trionfale. Perché no, fino alla notte di Basilea, partendo da Augsburg.

di Stefano Iaconis

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