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Cuore Liverpool.

Si torna a sorridere.

Dopo il doppio confronto con il City, reso ancora più amaro dal 3-0 di Anfield, oggi il Liverpool doveva affrontare un altro incubo, il Crystal Palace. Negli ultimi tre anni i londinesi ci hanno “elargito” parecchie delusioni e sono stati anche baciati dalla dea bendata ogni volta che hanno incontrato i Reds. La partita di oggi era da vincere assolutamente, perché solo la vittoria poteva darci qualche speranza di restare agganciati al treno dell’Europa, un’Europa che a poche giornate dalla fine sembra un obiettivo difficile. Per tentare l’impresa Klopp si è affidato ai seguenti undici: Mignolet, Sakho e Lovren centrali, Moreno e Flanagan terzini, linea centrale con Milner, Can, Hendo, Lallana e in attacco Firmino a sostegno di Origi. La gara inizia con un discreto ritmo da parte di entrambe le squadre: al minuto 5 Firmino si incunea in area da posizione defilata e costringe il portiere alla respinta, ma il Palace riparte velocissimo, pallone invitante a centro area per Bolasie che viene però ottimamente murato da un attento e tempestivo Mignolet. Passano pochi minuti e arrivano due pericoli da Adebayor: prima da posizione defilata prova un tiro che sembra innocuo, ma costringe Mignolet alla respinta, poi sul prosieguo dell’azione i nostri rinviano male e regalano palla a Bolasie che crossa sulla testa di Adebayor che centra in pieno la traversa. Al minuto 24 palla persa banalmente a centrocampo e Zaha si inventa un bel filtrante per Cabaye che manda fuori di poco, ma Mignolet era in traiettoria. Il Liverpool  cerca di allentare la pressione e spinge bene sulla sinistra. Al minuto 29 Origi tira fuori un gran bel tiro a giro, alto sulla traversa. Da questo momento in poi la gara si spegne e i restanti minuti della prima frazione sono piuttosto soporiferi. Inizia la ripresa e alla prima occasione prendiamo gol. Su corner per il Palace non riusciamo a respingere una maledetta palla e dal limite Lidley ci castiga, 1-0. I Reds però non mollano e cercano di reagire anche se il centrocampo crea pochissmo, nonostante l’ingresso di Coutinho, oggi evanescente. Al minuto 61 sembra tutto finito: Milner, già ammonito, stende un avversario da dietro per impedire una ripartenza e si becca il rosso inevitabile, ma per fortuna un episodio fortuito riapre la gara: al minuto 71 il portiere avversario riceve un retropassaggio facile da controllare, ma scivola in modo fantozziano e regala un assist a Firmino che ringrazia ed insacca. A questo punto inizia un’altra gara. I Reds iniziano a crederci e a spingere nonostante l’inferiorità numerica. Klopp decide di giocarsi la carta Bentekè che al minuto 79 rischia di segnare al primo pallone toccato: angolo per noi, torre di Lovren e piatto al volo ma centrale di Christian. Attacca il Liverpool con generosità e al minuto 87 Moreno con uno splendido tiro dai 25 metri colpisce un palo clamoroso che ci strozza l’urlo in gola. Sembra finita, quando all’ultimo secondo Bentekè entra in area e si lascia cadere. Rigore inesistente, ma che a velocità normale sembrava esserci e trasformazione freddissima dello stesso Bentekè che ci regala tre punti d’oro. Esulta Jurgen Klopp, esulta la squadra, che va a ringraziare i tifosi sotto la curva. Le lacune sono enormi ma il cuore è grande e lo spirito è quello giusto. Il 62% di possesso palla di oggi è alquanto significativo. Ora sotto con lo United, come on redmen.

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