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COMUNICATO UFFICIALE OLSC ITALY

Sono trascorsi due giorni da Liverpool – Roma, e ci troviamo qui a dover chiarire delle cose, perché siamo convinti che in Italia qualcuno voglia creare una narrazione totalmente fuorviante sui fatti accaduti prima della partita ad Anfield. Invece di parlare di una partita stupenda, di un’atmosfera meravigliosa come quella che siamo abituati a vedere nelle partite di coppa, del solo lato sportivo… come tifosi del Liverpool italiani ci vediamo costretti a specificare delle cose. Questo perché negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di leggere articoli, tra i quotidiani italiani, che raccontano un realtà per larga parte distorta. Prendiamo ad esempio gli articoli apparsi su Repubblica e su Sportpeople: leggendoli sembra quasi che la colpa di quanto accaduto non sia dei violenti, ma della polizia inglese e dei tifosi che si trovavano tranquilli davanti ad un pub a bere una birra prima della partita.

Ecco un po’ di punti che devono essere chiari per tutti:

  • come dimostrano i video, non c’è stato nessun “lancio di bottiglie” preventivo da parte di nessun tifoso dei Reds, come scrive Repubblica: non c’è stata nessuna miccia che ha scatenato l’agguato, che è stato premeditato. Il parapiglia si è venuto a creare dopo, come normale che fosse visto che c’era un uomo a terra.
  • Sulla gestione del flusso dei tifosi della Roma abbiamo letto grandi sciocchezze. Se la polizia ha comunicato ad alcuni tifosi che passare sotto la Kop non sarebbe stato un problema, è perché MAI, e ripetiamo MAI ci sono stati problemi con tifoserie di altre squadre nei dintorni dello stadio. Né in campionato, anche con le squadre di Manchester (nulla ha a che vedere con il lancio di una lattina sul bus del City, che è accaduto in un’altra zona), né in coppa, dove i Reds hanno affrontato squadre con tifoserie molto calde come quelle turche e russe. Sì, forse è vero, c’erano pochi poliziotti. Ma perché non prevedevano un attacco di una frangia di tifosi romanisti, non certo il contrario.
  • Il pub “Albert” è frequentato più che altro da turisti, non è un pub dove si riuniscono gruppi di Scousers. Chi non è mai stato ad Anfield non dovrebbe scrivere di ciò che non sa. Giornalisti come quelli di Repubblica dovrebbero chiedere a chi conosce l’ambiente come stanno le cose.
  • Nel momento dell’accaduto la maggior parte dei tifosi della Kop erano all’interno dello stadio, per preparare bandiere, striscioni ecc. Parlare di “scontri” tra le due tifoserie è fuorviante. Dopo l’attacco premeditato c’è stata una reazione di orgoglio, da parte di tifosi che erano sul posto, nessun gruppo organizzato.
  • l’immagine del tifoso con il martello: dev’essere chiarito di quale squadra fosse il tifoso. Possiamo anche pensare fosse dei Reds, ma il nostro pensiero è che potesse aver preso l’attrezzo nel pub o in una bancarella nelle vicinanze per difesa: ripetiamo, non c’è stato mai un attacco verso nessuna tifoseria nei dintorni dello stadio, non avrebbe senso.
  • Alcuni dei ragazzi del club erano presenti allo stadio e avrebbero potuto trovarsi nella stessa situazione del povero Sean Cox. Sinceramente, ci vergogniamo come italiani per quanto accaduto. Quello che succedeva negli anni ’80, quando quei “tifosi” violenti erano ancora in fasce, non può essere ancora oggi un motivo per perpetrare violenza senza senso. E purtroppo, da quello che si legge sui social network, non per tutti è così. No, non è un vanto sorprendere con delle cinte (e coltelli?) in mano tifosi davanti ad un pub.

YNWA Sean

OLSC ITALY

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