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Back To The Future, and Then again…

Con un bel salto nel tempo, torno indietro ai miei primi ricordi. Aprile 1997, un giovane sbarbatello e spettinato, sempre in tuta, frequentava con profitto discutibile l’Istituto Tecnico-Industriale di Pescara: Egli era il solo, in una popolazione scolastica di circa 1200 studenti, ad avere Steve McManaman, John Barnes, Robbie Fowler, Jamie Redknapp tra i suoi eroi.
All’Epoca, da teenager potevi davvero annusare nell’aria, il profumo dell’Epopea della Grande Juventus 97: Del Piero ed Edgar Davids dominavano totalmente la scena, e non era affatto usuale dichiarare la propria passione per il Liverpool FC e per Steve McManaman.
Già a quei tempi però, avevo un’innata tendenza a non ritrovarmi affatto negli idoli e nei riferimenti dei miei coetanei. Non sentivo appartenza a quei valori, ma piuttosto avvertivo un forte legame per qualcosa di più viscerale, emotivo e profondo. Ed in quegli anni LFC, ed il football, erano quanto di più emotivo, magico e “pulsante” si potesse immaginare.
Mi piaceva tutto di quel mondo, ed adoravo tutto di quel Liverpool. Adoravo i rumori echeggianti di Anfield, i movimenti ondeggianti di Steve McManaman, quei lunghi sospiri che sibilivano, in attesa del primo controllo e del primo dribbling di Steve sulla fascia. John Barnes per me incarnava il talento nel football, quando Alessandro Del Piero era sulla bocca di tutti. Ero fanatico, mi piaceva, e non importava di esserlo. Il Football in England, nel ’97, rappresentava ancora una riproposizione plastica ed ostinata di uno spirito di libertà indomita, che mi pervadeva in pieno. Il ’95-96′ erano anche gli anni di quel pazzo Chris Waddle allo Sheffield Wednesday. Un’ala dalla folta chioma che dribblava, e poi di nuova ancora dribblava fino allo sfinimento i terzini avversari, incurante di qualsiasi principio di gioco. Io amavo McManaman, nella classicità del suo gioco, del suo tocco di palla, delle sue trame fitte, ed amavo Waddle, nella sua follia priva di una minima forma di controllo.
Macmanaman e Waddle per me interpretevano con due stili differenti quell’essenza di libertà del football che io tanto amavo, mentre i miei coetanei mi parlavano della fase difensiva del calcio italiano, di Fabio Capello, e della Grande Juve.
The Battle Of England, il Derby di Inghilterra, Liverpool FC Vs Manchester United, era il cuore di tutto quel mio mondo, sintesi perfetta del significato profondo di quella mia vita e culmine assoluto della mia stagione sportiva. Ogni volta che il Liverpool affronta il Manchester United, dentro di me riaffiora sempre quel ragazzo di un tempo. Sì proprio lui, quel tipo sempre sudato e spettinato che Sabato 19 Aprile 1997 saltò la scuola, inventando una storia (la balla dell’Assemblea di Istituto funzionava sempre…) pur di non perdersi il calcio d’inizio delle ore 12.00.
Liverpool Vs Manchester United per me é semplicemente tutto, tutto in un attimo.

I giorni nostri…

Torniamo al presente. Con il rientro di Big Virg nel cuore della nostra difesa, le scelte principali si spostano verso il centrocampo. Fab ed Hendo, sono i due interpreti che hanno raccolto gli elogi più grandi di Jurgen nella conferenza stampa prepartita. Ma giocheranno entrambi dall’inizio il nostro Capitano e Fab? Non é ancora chiaro.

jurgen klopp, Melwood, 22 February 2019, Friday

La scelta non é chiara, soprattutto perchè non é facile intuire che tipo di partita giocherà Domenica lo United di Solskjaer, non più di Mourinho.
Una partita aggressiva? Fisica? Una partita tattica? Di ripartenze? Più basata sul pressing?
I nostri avversari sono in un gran momento di forma, ma hanno un gioco meno definito e più vario ora che durante il regno di Mourinho. Sempre fronte Liverpool, Shaq partirà titolare a sorpresa, per spiazzare i nostri avversari? L’esperienza e la corazza di ferro di Jimbo si riveleranno utili?
Nel dubbio, per non sbagliare formazione, dall’alto dei miei zero trofei vinti da manager, io propongo la cerniera di centrocampo a tre “Hendo – Gini- Fab” che ha funzionato sempre, sempre, mandando allo sbaraglio ogni avversario con pressing, corsa, movimenti continui, passaggi veloci, precisi e senza fronzoli. Io propongo di provare a stremare di fatica a centrocampo i nostri avversari di sempre. Mandiamo di matto Pogba, e facciamo perdere la testa ad Herrera con Hendo, Gini e Fab. E poi magari vediamo cosa succede. Le freccie da lanciare a centrocampo, anche a partita in corso, non ci mancano.
In difesa a parte Lovren, e Joe, siamo a posto.
Ora l’attacco. Abbiamo bisogno di una prestazione ispirata, ricca di movimenti continui, giocate veloci e rapide, visione di gioco. Loro saranno serratissimi e super fisici dietro: é fondamentale non dare ai troppo sottovalutati Jones, Bailly o Smalling punti di riferimento minimi, altrimenti saremo senza fiato. Il nostro trio in attacco ha un tasso di classe ingiocabile per i difensori dello United, a patto che innesti la marcia supplementare. Movimento, movimento continuo e giocate rapide, sono la chiave della partita. Velocità e creatività. Non dobbiamo limitarci ad aspettare palla, altrimenti lo United finirà per strapparci con la forza ogni pallone.

YNWA, Riccardo Leone

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