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Academy: LFC U18 vs WBA

di Paolo Cerioli

Il gelo colpisce l’Academy ed il suo terreno di gioco ragion per cui il match slitta di un paio di giorni e di sede. Il St. George’s Park di Burton-Upon-Trent è il terreno di gioco prescelto per l’incontro tra la formazione del Liverpool U18 contrapposta a quella dei coetanei del WBA.

Si gioca di sera, la temperatura è di quelle che ti gelano il sudore. I ragazzi dell’U18 prendono a cuore il match in vista dell’imminente gara di FA Youth Cup del 13 Febbraio ore 19.00 locali trasmessa in diretta da LFCTV.

Cooper schiera un 4-3-3 con Fulton in porta; Randall, Cleary, Jones e Maguire in difesa; regista arretrato Lussey alle spalle di Rossiter e Trickett-Smith; in attacco sulla fasce Dunn e Peterson, Sinclair centravanti.

Credo di non aver mai assistico come in questo caso ad un autentico tiro al bersaglio da parte dei nostri ragazzi. Padroni del campo, giocano a memoria imponendo il proprio ritmo all’incontro. Là davanti Dunn, Peterson e Sinclair fanno letteralmente impazzire la retroguardia dei Baggies. Dalle retrovie sovente Rossiter e Trickett-Smith si inseriscono creando anche loro una serie innumerevole di problemi ai propri avversari.

Purtroppo sembra di rivivere in ambito giovanile quello che sino a un po di tempo fa accadeva ai più noti Reds, mille occasioni, goal zero. Eppure per le occasioni avute, veramente ghiotte, ci vorrebbero almeno quattro mani per annoverarle tutte. La legge dei grandi numeri e certe frasi fatte, maledette anche in questo caso, fanno si che nell’unica occasione creta dal WBA, questi capitalizzino al 100% quanto creato, complice un Fulton non impeccabile. Il diagonale scoccato dalla destra dell’area non era al fulmicotone. Unico tiro scoccato nello specchio della porta negli interi 90 minuti.

Peterson, nel secondo tempo, riesce dopo almeno una decina di tentativi a trafiggere il portiere avversario con un bel tiro dal limite. La partita si gioca ad una sola porta e i Baggies non riusciranno neanche una volta ad oltrepassare la linea di centrocampo. Deviazioni casuali, parate miracolose ed un muro di cinta eretto davanti al portiere del WBA sembrano condurre in porto un miracoloso quanto inaspettato pareggio per i Baggies.

Ci pensa il solito Sinclair, con un dribbling stretto tra due avversari costretti ad atterrarlo in area di rigore, a creare quella che è l’occasione regina di un incontro: il penalty. Lussey si accinge a battere quello che per lui rappresenta di solito una semplice formalità. Dagli undici metri è pressoché un cecchino. Ma nella vita c’è sempre una prima volta e voglia un pallone calciato debolmente, anche se ben angolato, finisce per essere deviato dal guizzo felino del portiere del WBA.

Finisce pari e credetemi sono convinto che i ragazzi del WBA, visto l’evolversi del match, non ci credono ancora ora di aver raccolto un punto in una gara dove sono stati sovrastati sotto tutti i punti di vista.

Anche in questo incontro si segnalano per abnegazione, ecletticità ed estro Sinclair, Dunn e Trickett-Smith. Lussey ormai impiegato con una certa continuità in qualità di regista basso non può apportare alla squadra quell’estro che lo aveva contraddistinto nella passata stagione. Del resto è quello con i piedi buoni, il migliore della squadra. Per rendere l’idea, perdonate l’improprio paragone, è la stessa fine di Gerrard davanti alla difesa di qualche tempo fa, uno spreco allo stato puro.

Sono convinto che a meno di pazzie un paio di questi nomi dalla prossima stagione li vedremo aggirarsi quantomeno nella truppa del campionato Riserve.

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