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Yes, Klopp is the right man!

Il sorriso di Klopp: sarà lui a dover rilanciare il Liverpool

Il sorriso di Klopp: sarà lui a dover rilanciare il Liverpool

Erano passati pochi giorni dalla figuraccia del Britannia Stadium contro lo Stoke City, quando usai questo mezzo quasi per sfogarmi, per condividere con tutti gli altri membri del nostro Branch un mio personalissimo sogno: vedere Klopp sulla panchina del Liverpool al posto di Rodgers. Un pensiero personale, ma già in quei giorni mi resi conto di quanto questo tecnico fosse stimato all’interno non solo dell’Italian Branch, ma dell’intera tifoseria del Liverpool. L’hashtag “#KloppForTheKop” cominciò a farsi avanti sui social network, con molti tifosi dei Reds che desideravano l’ex tecnico del Borussia Dortmund. Il pensiero comune, o almeno rappresentativo di circa tre/quarti della tifoseria, era che non si poteva andare avanti con Rodgers. Non tanto per le qualità del tecnico, che ha dimostrato comunque nei primi due anni di essere bravo e di avere delle ottime idee, ma per la sua incapacità di trovare una soluzione dopo l’addio di Suarez, oltre che di risollevare un ambiente depresso. Inoltre la gara del Britannia aveva mostrato una squadra lontana dal suo tecnico, come se mentalmente, quasi involontariamente lo avesse abbandonato.

PERCHÈ PROPRIO LUI?

Ovviamente la scelta di Klopp non fu casuale, perché nel valutare la situazione di tutto l’ambiente attorno al Liverpool, era chiaro che servisse un tecnico vincente, ma soprattutto in grado di diventare un uomo simbolo. Già perché con la partenza di capitan Gerrard, il Liverpool aveva perso l’ultimo simbolo e la storia dei Reds, da Shankly in poi, è sempre stata fatta proprio da gente rappresentativa, capace di farsi amare dal popolo. Serviva un personaggio, un uomo carismatico, quello che Rodgers ancora non è. Inoltre Klopp è l’ideale anche per la proprietà americana, dal momento che è un tecnico che ha vinto spendendo poco. Facile dire che in squadra aveva Goetze, Lewandowki, Hummels e così via. Questi giocatori sono diventati grandi proprio grazie a lui. L’attaccante polacco, oggi tra i big five tra i bomber mondiali arrivò dal Lech Poznan. Non era certo un campione già affermato. E Goetze? Settore giovanile, come Grosskreuz. Hummels era già a Dortmund, ma Subotic arrivò dal Mainz. Sahin era sconosciuto o quasi, Kagawa arrivava dalla B giapponese, Pisczek e Schmelzer non erano campioni affermati. Forse il vero big era Lucas Barrios, ma era già nella fase discendente della sua carriera. L’unico acquisto strapagato fu Reus, ma arrivò con i soldi incassati dalla cessione di Kagawa al Manchester United e comunque costò poco più della metà di quanto il Liverpool ha speso per Firmino. Venne venduto a cifre altissime anche Sahin, che però senza Klopp si è perso, fallendo prima al Real Madrid e poi al Liverpool, per tornare a Dortmund dal suo maestro, come ha fatto Kagawa dopo aver fallito ai Red Devils. Al posto di Sahin arrivò Gundogan, preso dal Norimberga, non certo da una big del calcio tedesco.

SCELTA TARDIVA, MA CHE ENTUSIASMO!

A differenza del Liverpool, noi avremmo cambiato tecnico già in estate. Ma dalle parti di Anfield, le cose vengono sempre fatte contro ogni logica, così l’ex allenatore del Borussia Dortmund è arrivato a Liverpool con qualche mese di ritratto e si ritroverà una squadra non fatta da lui. Però avrà tempo per lavorare e per costruire la sua squadra, sfruttando anche l’ondata di entusiasmo che il suo arrivo ha generato. Da anni non si vedeva un tale entusiasmo all’arrivo di un tecnico ad Anfield. Soltanto il ritorno di Dalglish generò una reazione simile, anche se in quel caso era più romantica che sognatrice. I tifosi del Liverpool si sono scatenati, hanno invaso i social network, hanno manifestato la propria gioia come per una vittoria. Anche a livello mediatico, l’arrivo di Klopp ha avuto subito effetto, con tutto il mondo che ha parlato della sua firma per i Reds, questo perché oltre a essere un grande allenatore, il tecnico tedesco è amato da tutti per la sua simpatia. Una cosa che al Liverpool serve anche per tornare a far parlare di sé. Anfield sicuramente ritroverà voce e colore, non sembrerà più quel teatro silenzioso al quale non riusciremo mai ad abituarci. Klopp saprà dare la carica alla tifoseria, grazie al suo carisma, ma ovviamente poi serviranno anche i risultati per far si che questa non si spenga.

CHE LIVERPOOL VEDREMO?

A livello tattico rivedremo un Liverpool simile a quello che sfiorò il titolo due anni fa, quando Rodgers si ispirò molto al tecnico del Borussia Dortmund. Insomma pressing a tutto campo, a cominciare dagli attaccanti, e squadra pronta a ripartire velocemente, cercando di trovare le difese avversarie alte. Klopp gioca solitamente con il 4-2-3-1, ma attenzione perché nell’anno del suo primo titolo con il Dortmund, giocò anche con il classico 4-4-2, soprattutto dopo l’infortunio di Kagawa. Spesso si vide in attacco la coppia Barrios-Lewandowski. Agli esterni offensivi è chiesto un lavoro enorme, dal momento che dovranno pressare subito i portatori di palla avversari, cercando di recuperare il pallone. Inoltre in fase difensiva, il suo 4-2-3-1 si trasforma in un 4-4-1-1, con i due esterni offensivi che coprono le fasce, il trequartista che va a pressare il portatore di palla avversario e i due esterni di difesa che invece si accentrano. Klopp chiede ai suoi di avere sempre palla e su questo è molto simile a Rodgers. Continueremo quindi a vedere il Liverpool fare possesso palla con la manovra che partirà da dietro. La squadra dovrà essere sempre corta e in superiorità numerica rispetto agli avversari, anche da situazione di fallo laterale. Ma attenzione, perché Klopp è più elastico rispetto a Rodgers e nella sua manovra esiste l’alternativa del lancio lungo. Quindi dalla difesa il suo centrale può cercare direttamente la testa dell’attaccante per la classica sponda a favore degli esterni che dovranno inserirsi.

QUALI GIOCATORI CRESCERANNO CON KLOPP?

Con Klopp crediamo che Lallana e Ings possano fare il salto di qualità, perché hanno le caratteristiche giusti per fare gli esterni nel gioco del tedesco. Benteke sarà utile, anche perché ha caratteristiche simili a Lewandowski, avendo un fisico possente e piedi comunque buoni. Inoltre il tecnico tedesco – a differenza di Rodgers – ama sfruttare anche i cross dalle fasce e questo tornerà utile con l’ex Villa. Sturridge potrà giocare come prima punta molto mobile, ma all’occorrenza, come successo anche in passato, potrà fare anche l’esterno (ma dovrà stare bene fisicamente). Coutinho invece dovrà tornare quello di due anni fa, sfruttando soprattutto il suo passaggio di prima in profondità, portando meno palla. Firmino potrà giocare sia come tre-quartista, che come esterno offensivo. Ha già dimostrato di sapersi sacrificare anche in fase di copertura. Can sarà il jolly, un po’ come Grosskreuz nel Borussia Dortmund.Moreno e Clyne hanno la velocità giusta per essere i terzini ideali per Klopp e, quando la squadra imparerà a rispettare le richieste del coach, soprattutto lo spagnolo godrà del fatto che avrà davanti dei compagni di squadra a proteggerlo. Milner potrà giocare come esterno offensivo, ma anche nel ruolo di centrocampista centrale alla Bender, quello che deve proteggere le spalle al regista. Stesso ruolo che potrebbe esaltare le caratteristiche di Henderson e Lucas Leiva.

QUALI SONO I NOSTRI DUBBI

Ma ovviamente ci sono dei dubbi. Klopp ha sempre puntato sul regista dai piedi buoni, cosa che nel Liverpool purtroppo non ha. O meglio, si ritrova il solo Allen, che quindi si gioca moltissimo. Lui ha le caratteristiche ideali per essere il regista di Klopp, ma forse non ha la forza caratteriale e il talento per farlo. Potrebbe trovare spazio ed essere lanciato anche Rossiter, visto che il tecnico tedesco ha sempre amato dare spazio ai local lads. In difesa poi a questo Liverpool mancano centrali in grado di dare certezze, ma sopratutto capaci di far partire da dietro l’azione. E questa è forse la preoccupazione più grande. Un ultimo dubbio riguarda una particolarità alla quale non tutti hanno pensato. Per fare al meglio il gioco richiesto da Klopp, la squadra deve essere sempre al cento per cento fisicamente. In Germania però, l’allenatore aveva occasione di fare un richiamo di preparazione durante l’inverno, quando la Bundesliga si ferma per un mese. In Inghilterra invece non ci sono soste invernali e quindi sarà impossibile fare un richiamo. Riuscirà Klopp a far correre ugualmente il Liverpool? Sicuramente è un grande tecnico e avrà già pensato a tutti questi problemi che si manifesteranno. Una cosa è certa, un sogno si è realizzato, quello di vederlo sedere sulla panchina del Liverpool. Ora vogliamo realizzarne un altro.

di Giorgio Capodaglio

Comments

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  • Nunzio Esposito

    Come al solito la tua analisi e lucida priva di faziosità e tocca tutti i punti di quest’argomento. Lo avevo sempre sostenuto BR, per me rimane un grandissimo Manager (questo suo esonero lo farà riflettere su alcune colpe che giustamente gli sono state attribuite) e gli auguro tutto il meglio (tranne quando la sua strada incrocerà la nostra) ma ho anche e sempre sostenuto che Klopp era il solo e l’unico che avrebbe dato un senso al suo licenziamento. Klopp è un personaggio unico e raro nel panorama mondiale un Normal One che di Normal ha davvero poco… Lui esagera, è un passionale, un visionario, ama costruire e dare un piacevole gioco alle sue squadre, tanta praticità, zero sprechi. Un uomo davvero speciale… Il mio augurio e che possa contribuire a far tornare il Liverpool la squadra ammirata e amata da tante generazioni, troppe volte siamo rimasti delusi o bruciati… Ma a pelle JK è qualcosa di veramente notevole… E allora… KloppxTheKop!!!

  • Max Granata

    Ottima analisi Giorgio.
    La sostituzione di BR era inevitabile a questo punto.Bravo allenatore sicuramente,ma senza polso e privo di idee alternative,spesso cocciuto,nonché troppo acerbo per una squadra come il Liverpool.Con un po’ più di esperienza e carattere,il gioco da lui adottato nella stagione 2013/2014 sarebbe cresciuto ed avrebbe portato a risultati positivi.In quella stagione infatti il Liverpool era senz’ombra di dubbio la squadra che giocava il più bel calcio al Mondo.Auguri a lui comunque.
    L’acquisto di Klopp è un segnale forte ed importante da parte della società.Si è deciso di puntare su di un allenatore vincente,preparato e,soprattutto,rodato,anche in campo internazionale.Un vero uomo di calcio,con la grinta e la passione che servono a risollevare l’ambiente.Dopo il licenziamento di BR,la mia paura era che potesse arrivare qualche altra “promessa”,tipo un Monk per fare un nome.Invece si è deciso di puntare subito in alto,dando un segnale al mondo del football che il Liverpool vuole tornare prepotentemente tra le grandi.Il vedere l’accoppiata Liverpool-Klopp mi riempie di orgoglio.Bene così.
    Come giustamente detto,il neo di JK e che si trova la squadra già fatta.E’ vero che c’è il mercato invernale,però quello serve a fare qualche rattoppo,perché sarebbe folle rivoluzionare la squadra a metà stagione.Sulla difesa aspetto a pronunciarmi dopo aver visto cosa riuscirà a combinare,Si può provare Gomez come centrale “di qualità”,ma non è escluso che possa rivitalizzare Lovren,Skrtel e Sahko.Stesso discorso vale per Moreno;se riesce a migliorare le qualità difensive può essere un ottimo giocatore.Dal centrocampo in su direi che per il momento siamo coperti,salvo infortuni vari.E non dimentichiamoci il nostro fiorente vivaio…Ora siamo nelle sue mani ma,ne sono sicuro,ne vedremo delle belle…Benvenuto Jurgen !!

  • Ottima analisi… Diamo tempo a Klopp di costruire il suo Liverpool. Da una società così scalcagnata non mi aspettavo una scelta così logica e che mi piace un casino. C’è speranza ragazzi, vedo la luce in fondo al tunnel! Per ora mi accontento di vedere corsa e carattere, alle vittorie penseremo poi. Benvenuto Jurgen. Fammi godere che di mestizia ne ho masticata tanto in questi ultimi mesi.

  • Francesco Biondi

    In Klopp we trust! Good luck Jurgen YNWA