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Non ci resta che vincere

Jurgen Klopp frustrato dalle troppe occasioni sprecate dai suoi

Il weekend di Premier League è alle spalle e non c’è neanche il tempo di analizzare l’ultima partita che già siamo proiettati verso la notte Europea che attende il nostro Liverpool per la terza giornata dei gironi di Champions League. Dopo il pareggio a reti bianche dell’ultima giornata di Premier contro gli arci-rivali del Manchester United, il Liverpool vola in Slovenia, precisamente a Maribor, secondo centro più popoloso della nazione slovena quasi al confine con l’Austria. I Reds arrivano a questa partita dopo tre pareggi consecutivi, ed è proprio la “pareggite” che ha colpito la squadra di Klopp uno dei maggiori problemi di questo inizio sottotono di stagione: sono ben sei i pareggi tra Premier e Champions League in dieci partite disputate. Dopo le prime due gare nel girone E di Champions, il Maribor, attualmente secondo in campionato dietro al Lubiana dell’ex-Liverpool Igor Biscan, è ultimo in classifica con un solo punto frutto del pareggio nella prima giornata contro lo Spartak Mosca per 1-1; gli sloveni sono stati poi travolti dal Siviglia in terra spagnola per 3-0. Non si può dire che il Liverpool arrivi meglio a questo scontro, avendo solo un punto in più rispetto agli avversari visti i pareggi con Siviglia e Spartak Mosca nelle precedenti giornate.

Stadion Ljudski vrt

 Il problema principale dei Reds, che ha caratterizzato anche le prime due gare del girone, è sicuramente quello del goal: siamo una delle prime cinque squadre di Europa per quanto riguarda il numero di chances create che però, puntualmente, non vengono trasformate nella quasi totalità dei casi. Il copione è sempre lo stesso: nonostante aver quasi sempre dominato sotto il profilo del gioco gli avversari, è stata proprio la mancanza di freddezza davanti la porta, aggiunta alla solita fragilità difensiva, ad aver condizionato negativamente un inizio di stagione tutt’altro che esaltante. Si comincia ad avvertire l’assenza di un centravanti che abbia il goal nel sangue e che sappia colpire alla prima occasione utile, anche perché Firmino, dopo il rigore sbagliato contro il Siviglia nel pareggio per 2-2 ad Anfield, sembra l’ombra di se stesso e Sturridge viene utilizzato con il contagocce.  E diciamola tutta: quando è in campo non sembra lo stesso giocatore ammirato ormai ben 4 anni fa, almeno dal punto di vista fisico e atletico. Il giovane Solanke è una speranza e sembra di valore, ma non possiamo affidarci certo a un ventenne per lottare ai livelli che ci competono. Tornando al pre-gara, Jurgen Klopp non avrà i lungodegenti Lallana (che però si è rivisto a Melwood, si spera di averlo disponibile a Novembre) e Clyne, oltre a Manè infortunatosi con il Senegal. L’allenatore tedesco ha già confermato che in porta ci sarà Karius nonostante l’errore nella partita di Mosca sul goal dei russi e che, anche se non lo ritiene necessario vista l’importanza della partita, ci saranno alcuni cambi rispetto alla formazione scesa in campo contro i Red Devils. Gara, appunto, importantissima quella che aspetta i Reds, il passaggio del turno in un girone tutto sommato abbordabile passa da questa sfida che non si può assolutamente fallire. Il morale è basso nonostante le sole due sconfitte stagionali, perché la frustrazione è tanta, e il bisogno di vittoria è davvero alto. Bisogna vincere per prendere i tre punti e dare una scossa alla classifica del girone altrimenti deficitaria, bisogna vincere per riacquistare la fiducia in se stessi, dai giocatori al manager, bisogna vincere perché è da troppo tempo che non lo facciamo, bisogna vincere perché siamo il Liverpool e queste notti ci appartengono, fanno parte del nostro DNA. Soffrendo, sudando, lottando, di misura o in goleada, fortunosamente o meritatamente: non ci resta che vincere.

                                                                                                                                                            di Gabriele Kopite Ventola

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