donazioni

Iscrizioni Liverpool Italian Branch

Annunci

LFC Official Twitter
OLSC Twitter
This Is Anfield
I Nostri Articoli

IL MITO E L’INGANNO

Manè festeggiato dopo una rete… Il sengalese inizia a scontare la squalifica

Nonostante tutto abbiamo il dovere di essere ottimisti, nonostante tutto il morale deve rimanere alto, anzi alle stelle perché il bello deve ancora venire e perché una squadra come questa non si vedeva da anni ad Anfield, quindi merita fiducia e incoraggiamento. Detto questo sfido chiunque a smentirmi.

Poche squadre in Europa possono vantare la qualità di gioco che il Liverpool riesce ad esprimere quando si impossessa del campo dettando i ritmi, scambia in velocità e guadagna profondità scardinando le difese. Mette paura, probabilmente quella stessa paura che lo paralizza alla minima avversità. Davvero non si capisce perché il passo da dominatori a vittime sacrificali sia così breve nello spazio della stessa partita e non si capisce perché tutti, tifosi, squadra e COACH continuino a smadonnare contro il destino maligno o l’arbitro ingiusto piuttosto che al mancato colpo di mercato invece di cercare di capire da dove venga questa insicurezza e paura. Certo che tutti non possiamo sdraiarci sul lettino dello psicanalista, ma uno si che ci potrebbe andare e io saprei chi.

Non è un problema di uomini, è un problema di squadra e una questione di testa, la squadra gioca divinamente quando gioca e se ne compiace, ma è fragile perché manca di s-o-l-i-d-i-t-à caratteriale e alla lunga, quasi inconsapevolmente finisce per sottovalutare l’avversario.

Prendersela (solo) con la fase difensiva non ha nessun senso, sappiamo quali sono i punti deboli e sappiamo che ci manca un difensore, ma dopo aver raccolto dal fondo del sacco una “manita” di palloni, forse, c’è qualcos’altro da andare a vedere nelle teste, a partire dalle scrivanie fino al campo, panchina compresa.

E’ una storia già vista, ma tutti – nessuno si chiami fuori – dobbiamo sentirci responsabili quando le cose vanno male così come è giusto esultare e congratularci tra di noi quando le cose vanno bene. Bella, bellissima la squadra quando è padrona del gioco quanto imbarazzante, sconfortante quando l’avversario reagisce perché stanco di subire.

La storia mitologica descrive l’autodistruzione della bellezza attraverso il personaggio di Narciso, il quale attratto dalla sua stessa bellezza specchiandosi nello stagno nell’atto di baciarsi cade e annega miseramente, non è dato sapere se per propria volontà o per punizione degli Dei, ma io propendo per la seconda. Voglio pensarla così anche per il mio Liverpool post Arsenal che innamorato di se stesso è caduto nell’inganno dello specchio d’acqua, punito dal Dio del calcio che castiga chiunque osi sfidarlo.

Se la lezione è servita, da domenica vedremo un’altra squadra e per il Burnley non ci sarà speranza, se invece verrà presa “spensieratamente” come un incidente di percorso o destino avverso andremo incontro ad un’altra stagione in groppa alle montagne russe e l’unico trofeo alla fine sarà un pugno di mosche. Ma io propendo per la prima.

Sabato alle 17,45 ne sapremo di più, interessano a pochi i numeri dei nostri avversari perché alla 5^ giornata i numeri non contano, siamo alla pari in classifica, e questo dovrebbe essere sufficiente per affrontare la partita con il coltello tra i denti, alla faccia della stanchezza e dei  malumori. E’ l’ora di dire al mondo chi siamo e che cosa vogliamo, la qualità c’è, è l’ora della maturità e di credere in quello che siamo per non ritrovarci nella mediocrità perenne.

Però nell’arco di una stagione ci sono giornate che hanno senso più di altre, questa sarà una di quelle da ricordare, perché….? perché ad Anfield apparirà dal primo minuto Coutinho Philippe l’acquisto più importante del mercato estivo, e indosserà la maglia Red, che emozione!

Dai magico Filippo, red fino al midollo fammi sognare!!!

YNWA!

Federica Varotto

Comments

comments

  • Nunzio Esposito

    Eppure basterebbe dare un pochino di solidità alla difesa… Era il nostro tallone di achille e ancora non si pone rimedio. La squadra dalla meta campo a salire è dotata di tantissimo talento, ma la difesa continua a penalizzarci.