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Fine della stagione, fine dei giochi.

Klopp abbraccia uno sfortunato Henderson

Klopp abbraccia uno sfortunato Henderson

Il fischio finale di Liverpool-Middlesbrough è lo spartiacque millimetrico tra ultime attese e bilanci, conti e resoconti, fiati sospesi e sospiri. Il campo lo ha decretato e ne prendiamo atto con un sorriso smagliante: la prossima stagione il Liverpool Football Club tornerà a giocare la Champions League. Ci voleva, oggi: ci voleva perché a un certo punto di una stagione strana e altalenante abbiamo avuto timore di perderla, di restare fuori all’ultimo istante con le porte del treno Champions che si chiudevano in faccia senza guardare quel che di buono, oltre tutto, è stato prodotto. Una stagione partita col botto, l’Emirates espugnato alla prima, un calcio corale e sopraffino, il sacco di Stamford Bridge in faccia a Conte; tutto estremamente stupendo e beffardamente illusorio, con anche il più pessimista dei tifosi Reds ad accarezzare un sogno seducente e proibito, quello messo li’ in attesa spasmodica da ventisette anni. Ben presto, però, arrivano i conti con la realtà e quelli ancor più amari con la sfortuna. Un calo fisico evidente dopo il tour de force natalizio, gli errori individuali e i limiti tecnici di alcuni giocatori, il numero infinito di infortuni; e poi Manè che lascia un vuoto non indifferente durante il periodo della Coppa d’Africa, una rosa non rafforzata nel mercato di gennaio nonostante l’evidente esigenza di qualche puntello e il Chelsea che ingrana vola via da solo verso il titolo.

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Con Manè tutta la stagione poteva essere un altro Liverpool

 Dopo aver sfiorato pensieri dolcissimi l’impatto è ancora più duro; infatti gennaio ci riporta sulla terra e ci fa sbattere il volto come si deve, con le due coppe nazionali gettate al vento in una settimana e la nuova consapevolezza che anche il traguardo minimo non è scontato. Sudiamo, tremiamo, barcolliamo, soffriamo, fino alla fine, fino a maggio. Perchè se da una parte l’annata si conclude imbattuti nelle sfide con Chelsea, Tottenham, Arsenal, Manchester City e Manchester United, dall’altra soffre di un rendimento mediocre contro le piccole con annesso un numero importante di punti persi per strada. La sconfitta ad Anfield con il Crystal Palace sembra il punto più basso di una parabola in vertiginosa discesa; poi il colpo di coda finale, la rovesciata di Emre Can che illumina la notte di Vicarage Road, un paio di risultati utili dei rivali, i quattro gol a Londra e gli ultimi tre al retrocesso Middlesbrough. Sorriso europeo, senza dimenticare limiti, guai e difficoltà. Sorriso finale, senza ignorare gli errori, per non compierli di nuovo. Sorriso meritato, senza dubbi e senza esitazioni, a denti stretti. Il percorso di ricostruzione di Klopp compie un altro piccolo passo in avanti, dopo la finale di Europa League dello scorso anno e una stagione senza coppe; si torna a sentire il profumo d’Europa che conta seppur dovendo passare dallo scoglio estivo dei preliminari. Sorridiamo e attendiamo; un passo deciso, violento, largo, fatto di lavoro, programmi e una ferma volontà di stare in alto.

Col naso all’insù, fantasie perfette e armoniose immaginazioni.

C’è quell’estate un po’ così e poi c’è tempo di cominciare.

Ricominciare. Un’altra stagione.

Accanto a te, Liverpool Football Club.

di Dario Damico

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