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At the End of the Storm

Re Mané

Re Mané

E’ la 25° giornata di Premier League e ad Anfield arriva il Tottenham di Mauricio Pochettino, una delle squadre più in forma del campionato, imbattuta nelle ultime undici partite disputate tra campionato e coppe. Dall’altra parte i nostri Reds arrivano dal peggior inizio anno dal 1993, con solo una vittoria nelle ultima dieci partite. Si affrontano il miglior attacco del campionato – anche se ultimamente non si direbbe –  quello dei Reds, e la miglior difesa, quella degli Spurs. Pochettino torna a far visita ad Anfield per la settima volta senza aver mai vinto nei precedenti incontri da manager del Tottenham (3 pareggi e 3 sconfitte) in coerenza con il “mal di Anfield” che ha colpito i londinesi dall’avvento della Premier League: solo in 2 partite delle ultime 22 giocate sul campo del Liverpool sono riusciti a strappare la vittoria.

Ma andiamo al match:

Il Liverpool padrone di casa scende in campo con il 4-3-3, con un solo cambio rispetto alla sconfitta dell’ultima giornata contro l’Hull City: Wijnaldum al posto di Emre Can.

Mignolet; Clyne, Matip, Lucas Leiva, Milner; Wijnaldum, Henderson, Lallana; Manè, Firmino, Coutinho.

Risponde il Tottenham che deve fare a meno degli infortunati Rose e Vertonghen, schierando il collaudato 4-2-3-1 di Pochettino.

Lloris; Walker, Alderweireld, Dier, Davies; Wanyama, Dembélé; Eriksen, Dele, Son; Kane.

La gara inizia ad altissimi ritmi soprattutto per merito del Liverpool che, con il suo pressing quasi asfissiante, non permette al Tottenham di ragionare. I Reds si fanno preferire per velocità e fluidità di azione, e infatti al 16° minuto Firmino ruba palla a centrocampo favorendo Wijnaldum che con precisione chirurgica lancia nello spazio centrale Manè; il senegalese brucia il malcapitato Davies e di fronte a Lloris non sbaglia insaccando il pallone sotto la traversa. 1-0, Anfield ruggisce. Il copione non cambia e il Tottenham somiglia ad un pugile chiuso all’angolo: passa solo un minuto e Manè in collaborazione con Firmino ruba palla nella metà-campo avversaria a Dier, si invola e saggiamente appoggia a Lallana che tira in modo violento ma centrale; Lloris respinge ma arriva Firmino che ribadisce in porta, ancora Lloris salva, ma nulla può sulla successiva sforbiciata di Manè che insacca. 2-0, sembra di essere tornati nel 2016. Un grande Liverpool. Al 22° palla sulla sinistra per lo scatenato Manè che lascia ancora una volta impietrito Davies e sull’uscita di Lloris calcia a botta sicura ma il portiere francese riesce incredibilmente a deviare in angolo di un soffio. Dagli sviluppi dello stesso angolo, la palla da Matip giunge a Manè che lascia partire un tiro secco quasi all’incrocio, ma ancora Lloris strepitoso devia in angolo. E’ un monologo rosso ma al 25° gli Spurs si affacciano verso la porta dei Reds: Davies lancia rasoterra, Matip buca, Son a tu-per-tu con Mignolet finisce per calciare addosso al portiere belga. Un minuto dopo ancora Davies crossa in mezzo dove Dele riesce a colpire di testa ma Lucas allontana in angolo. Il primo tempo scivola via e, a parte una punizione di Eriksen dal limite finita alta, non c’è altro da segnalare. Il secondo tempo si apre come si era chiuso il primo: pressione dei Reds e Tottenham in totale confusione. La partita si imbruttisce e diventa molto nervosa con ben cinque cartellini gialli sventolati dall’arbitro Taylor all’indirizzo di Henderson, Matip, Kane, Milner e Winks (appena entrato al posto di uno spento Eriksen). E’ il 71’ e da una punizione, Milner fa partire un bel cross che Matip intercetta di testa ma Lloris è ancora attento e blocca. Tre minuti più tardi ancora Liverpool: Lallana -come sempre instancabile- ruba palla a Wanyama e serve Coutinho, il cui tiro però finisce a lato non di molto. Inizia una girandola di cambi, da una parte e dall’altra: per il Liverpool fuori Coutinho e Lucas (infortunato) e dentro Can e Klavan, mentre per il Tottenham fuori Dembélé e Son e dentro Sissoko e Janssen. Ma non cambia nulla, la partita è gestita benissimo dalla squadra di Klopp. Un solo squillo all’88° quando un pasticcio tra Lloris e Alderweireld lascia la porta sguarnita ma Wijnaldum da centrocampo non riesce a dare la giusta forza per indirizzare il pallone in rete. Al 92° è tempo della meritata standing ovation di Anfield per Mané, probabilmente il migliore in campo dei nostri, che lascia spazio al giovane scouser Alexander-Arnold. Finisce così, 2-0 per il Liverpool che si scrolla di dosso un periodo nero e dà una bella scossa anche alla classifica. Vittoria fondamentale per il morale e per la corsa ad un posto Champions, vittoria che ci ha ridato indietro il Liverpool ammirato prima della “crisi del nuovo anno”: corsa, fame, spettacolo, cattiveria su ogni pallone. E’ questo il Liverpool che vogliamo e che sicuramente Jurgen Klopp vuole, ogni partita. Ora ciò che chiediamo è continuità, sia di prestazioni che di risultati. Mancano 13 partite e abbiamo tutte le carte in regola per finire più in alto possibile. Stare in balia della tempesta è stato tremendo, ma che bella la visione di questo cielo dorato!

di Gabriele Kopite Ventola

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