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The Band Of Brothers: di che pasta siamo fatti?

“Now We must show what We’re made of”, in italiano “adesso dobbiamo mostrare di che pasta siamo fatti”: è una frase di Joe Gomez, giovane difensore centrale molto stimato da Jurgen Klopp, fresco di rinnovo contrattuale. Questa affermazione mi ha colpito moltissimo, perchè dopo la debacle del turno turno di Fa Cup contro i Wolves, sintetizza perfettamente quel clima che si respira ad Anfield, di precario equilibrio: un bel balzo e sei di là dal burrone, ma mezzo passo falso e rischi di precipitare nel vuoto. Ad un’oretta scarsa dal calcio d’inizio del match di stasera contro il Chelsea, avverto un peso fortissimo sulle spalle, ed un profondo bisogno di ricevere dai ragazzi una spinta, una scossa sportiva capace di restituirmi carica ed entusiasmo, per dimostrare appunto, di che pasta siamo fatti, citando di nuovo le parole di Joe Gomez. Il Liverpool scende in campo stasera accompagnato da un bisogno disperato di dare fondo ad energie che non pensa in questo comunque di avere, di correre anche quando non ha la forza di farlo. Scopriremo, leggendo queste righe, se i reds saranno riusciti nell’impresa.

The line-ups…

Liverpool starting XI: Mignolet, Clyne, Matip, Lovren, Milner, Henderson, Can, Wijnaldum, Lallana, Coutinho, Firmino
Liverpool subs: Karius, Klavan, Moreno, Lucas, Mane, Sturridge, Origi
Chelsea starting XI: Courtois; Azpilicueta, David Luiz, Cahill; Moses, Kante, Matic, Alonso; Willian, Diego Costa, Hazard
Chelsea subs: Begovic, Terry, Zouma, Chalobah, Fabregas, Pedro, Batshuayi

Il risultato del primo tempo (0-1) è in contrasto con un inizio dei reds abbastanza promettente. Una circolazione di palla a due tocchi non troppo ricercata ma più fluida rispetto alle apparizioni precedenti per eludere le gabbie create nella tre-quarti di campo dagli uomini di Conte. Si rivedono i movimenti di Lallana ed il pressing, e Firmino, che poi finirà il primo tempo malissimo, inizialmente compie dei tagli in profondità interessanti. I buoni propositi culminano in una bella conclusione dalla distanza di Giorgino che impegna Courtois in una respinta laterale. Dopo questo squillo, mano a mano il L’pool si assopisce, adagiandosi in un lassismo e una leziosità generale priva di grinta, che non si addice affatto all’attuale situazione. Luis sfrutta con astuzia una dormita generale dei reds in fase di costruzione della barriera per infilare l’angolo con una punizione a spiovere. Da quel momento cambia di volto il match, del tutto, con i nostri amati reds che passano d’improvviso dalla leziosità di metà primo tempo, alla paura, o, per meglio dire, una crisi psicologica. Le note di cronaca sono davvero rare, in un primo tempo contraddistinto dall’umiltà e della praticità tattica di un Chelsea, che mette a nudo un gruppo di giocatori che insegue la perfezione di inizio stagione, senza però la convinzione di inizio stagione. Il Chelsea vuole portare senza fronzoli il pallone nella nostra area, il Liverpool vuole entrare dentro la porta del Chelsea con la palla, e per giunta senza ritmo, corsa, aggressività. Questione di nervi dunque ma non solo, perchè i nervi da soli non bastano. C’è bisogno di determinazione ed umiltà, in tutti, in ogni giocata. Serve semplicità. Fondamentalmente semplicità. Quel modo di apparente di rendere semplici le cose, con rapidità, che ha reso grande il Liverpool nella prima parte della stagione.Una dote che il Liverpool ritrova nel secondo tempo. Dopo una clamorosa chance sotto misura fallita da Firmino, pochi minuti dall’inizio della ripresa, arriva il pareggio con un attacco collettivo veloce, ed efficace, più britannico o “metal”: Hendo apre benissimo a sventaglio per Milner, torre di testa in tuffo dell’inglese di Leeds, inserimento con timing perfetto in tuffo di testa di Giorgino, che firma così il pareggio al 57′(1-1). Un pareggio nel complesso meritato.Pochi minuti dopo (62′) Can è troppo lento nel controllo e nel tiro in area su un pallone comodo, e spreca così malamente l’occasione. Il 75′ minuto assiste all’atteso ritorno di Mane’, che sostituisce un Coutinho lontano dalla sua forma. Pochi minuti dopo, i ragazzi rischiano un crack rovinoso, ed immeritato, dopo che uno scandalosa contorsione del truffatore Costa in area, mentre affrontato da Matip, propizia un rigore che Clattenburg concede con incredibile prontezza, presunzione, ed incapacità. Mignolet nega a Costa dal penalty spot una vittoria con truffa salvando il nostro pareggio. Con altri minuti a disposizione Klopp sfrutta un solo cambio per inserire ad un minuto dal 90′ in campo Origi, per Lallana. C’è tempo per un’altra occasione netta fallita da un Firmino scarsamente ispirato, con un colpo di testa comodo spedito tra le braccia di Courtois.

giorgino scores

In pochi riconosceranno che Costa è una vergogna per il calcio inglese, ben peggiore del nostro amato (e altrettanto maltrattato) Suarez, per effetto di una pessima stampa che ha sempre accompagnato il nostro L’pool. Ad ogni modo la reazione dei men in red è stata notevole nella ripresa, e nello spirito, e nel gioco, fattosi più rapido, ed efficace. Molti giocatori fondamentali stanno tornando gradualmente alla condizione ideale, da Mane’ a Lallana, da Firmino a Coutinho, con alle spalle un Giorgino protagonista stasera, e un Cpt Henderson assolutamente magistrale stasera: una prestazione maiuscola da Man Of The Match. Non ho la sfera di cristallo, ma conservo un piccolo barlume di speranza verso una squadra che sta piano piano ritrovando sè stessa.

di Riccardo Leone

 

Comments

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  • giovannireds

    Io ci credevo…gli abbiamo sempre schiacciati;se firmino ne avesse buttata dentro almeno una….rimango altamente soddisfatto della prestazione e io continuo a crederci… Se avessimo una punta al posto di firmino,luis quanto ci manchi….ah dimenticavo perché klopp non mette mai dentro origi?? Che secondo me ha altissime potenzialità….we believe