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La tavola sembrava imbandita…

Saints celebration...

Saints celebration…

Un anno fa, di questi tempi, ero chiamato a commentare il passaggio del turno del Liverpool, con accesso alla finalissima di Wembley. Inoltre, mi accingevo a prenotare un volo per Londra, per essere parte di un qualcosa di unico. Oggi ho lo stesso compito, ma non c’è nessuno passaggio del turno, tantomeno l’arco memorabile di Wembley e nessun viaggio nella terra che fu di Albione. Non è facile riacquisire lucidità e scrivere qualche riga di senso compiuto dopo una sconfitta del genere, un passo falso che brucia e che macchia una stagione fin qui pienamente in linea con gli obiettivi sportivi del Liverpool. Ieri, però, i nostri ci hanno giocato un brutto scherzo. Se la partita dell’andata è stata bruttissima, il risultato era apertissimo. Da noi, tra le mura di Anfield, dovrebbe essere una passeggiata battere e eliminare un Southampton qualsiasi. Dovrebbe. Il popolo rosso si era preparato al meglio, per sostenere i ragazzi come un grande sfida merita. Con il vestito della festa. La gara inizia, ma i nostri sono contratti. C’è Coutinho, e pure Matip, ma il nostro centrocampo soffre il dinamismo dei Saints, quando l’abitudine direbbe il contrario. Nella prima frazione gli ospiti hanno la meglio, rischiando di passare in vantaggio (forse lo meriterebbero pure…). Poi Sturridge ha un guizzo, ma la sua conclusione finisce clamorosamente fuori. È la scintilla, la ripresa è un monologo nostro, ma non riusciamo mai a innescare la marcia alta, oggi il nostro motore viaggia a giri bassi. Qualche azione buona, a dire il vero, c’è pure, ma è troppo poco. Forse ci sarebbe un rigore e mezzo, ma è troppo poco. E, anzi, i Saints diventano diavoli e trasformano in maniera magistrale un contropiede allo scadere.

La rete di Long ennesima beffa

La rete di Long ennesima beffa

Perdiamo, cadiamo in casa. La tavola sembrava imbandita e noi gli avventori, ma, all’improvviso, siamo diventati prede…

di Gianluca Pusterla

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