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Porto e Champagne…

Manè quarto giocatore nella storia del Liverpool a siglare una tripletta in Champions League

L’uragano rosso si trasferisce ad Anfield, dopo la notte del Dragao. La terrificante bufera calcistica chiamata Liverpool  che si accompagnò alla pioggia, sotto forma di una tormenta di cinque reti (a zero) trasformando una notte di football in un incubo per i campioni del Portogallo, mostrerà la sua potenza, e la sua furia distruttiva nel nord dell’Inghilterra adesso, mescolandosi al gelo che in questi giorni attanaglia l’Europa, per ibernare definitivamente i già cristallizzati sogni di rimonta del Porto e chiudere definitivamente una pratica mai aperta realmente se non soltanto nei pronostici di vigilia di addetti ai lavori poi basiti,pronostici  polverizzati  da un Liverpool clamoroso. In una delle più comode ed inattese partite di ritorno a livello di ottavi di finale della Coppa dei Campioni che la storia ricordi, una partita praticamente dal pronostico già scritto nel suo finale in maniera indubitabile, il Liverpool si appresta dunque a timbrare l’ingresso nel G8 europeo, ed a sedersi nel gotha calcistico del vecchio continente, lanciando segnali di sfida inquietanti per gli avversari. Un rullo compressore capace di segnare 28 gol in 7 partite nella manifestazione, che diventano 34 in 9, se si aggiungesse il play off, e 25 di questi realizzati nelle ultime 5, questa la versione europea di una formazione che ha dentro un attacco incredibilmente prolifico, la fiche più consistente da lanciare sul tavolo della competizione, una competizione che non può adesso prescindere dalla candidatura dei Reds, una candidatura che il blasone europeo del Liverpool autorizza certamente, come Istanbul insegna. La vittoria a Oporto, su un campo storicamente ostico per chiunque, ottenuta frantumando la resistenza dell’avversario con una semplicità disarmante, è un biglietto da visita difficile da ignorare. I portoghesi erano spauracchio da prendere con le molle,alla vigilia, Una squadra abilissima ad imporre il suo calcio molto compassato, dal ritmo blando, che si accompagna ad una fisicità dispendiosa, guidata da un tecnico emergente, Conceicao capace, come nella migliore tradizione degli allenatori lusitani, di susseguire su un campo di gioco svariate  alchimie tattiche che  spesso  mandano in confusione gli avversari, ed erano così nell’immaginario collettivo una delle squadre meno abbordabili da pescare nell’urna  di un sorteggio che avrebbe anche potuto essere,secondo le speranze dei tifosi in rosso, appena  più clemente. Ed invece il Liverpool, superando perfino le più rosee previsioni, è praticamente passato attraverso i bianco blu del Dragao, schiantandone la minima resistenza in ogni modo e maniera possibile, grazie alla semplice formula della ripartenza, utilizzata con grande maestria. Il Liverpool quella sera fu perfetto nell’esecuzione del contropiede, così vertiginosamente perfetto, da risultare inarrestabile. Nell’arco dei 90’ i portoghesi non seppero mai opporsi, subirono calcisticamente un inimmaginabile delirio di onnipotenza tecnico tattica, ed il Liverpool abusò così tanto di loro, da relegarli al ruolo di sparring partner e basta. Tre volte Mane’, Firmino e Salah, per un ciclonico risultato firmato dal reparto con il quale la banda Klopp sta marchiando a fuoco questa stagione a tratti esaltante, adesso. Una autentica goduria per gli occhi che ha comunque ricordato come, le notti europee targate Liverpool sono storicamente qualcosa che per dna appartengono a questo club molto più’ che ad altri. Una autentica lezione di gioco impartita sciorinando, al cospetto di un Porto denso come melassa, bollicine di uno champagne d’annata vertiginosamente stordenti. La impertinente forma fisica del Liverpool che si sta traducendo in una rincorsa a quel secondo posto in Premier certamente alla portata, potrà trovare linfa vitale in quello che si annuncia essere dunque un allenamento corroborante in vista del primo quarto di finale di Champions. Roba da far girare la testa se si pensa che due mesi fa Klopp era sulla graticola ed il Liverpool lungi dall’essere nella considerazione degli addetti una autentica mina vagante capace in una doppia partita fatta di 180’ deflagrare tra le mani di qualunque avversario. Sarà un martedì strano, un martedì nel quale Anfield dovrà solo rifarsi il trucco in vista di future notti scintillanti. Notti che si annunciano dentro nomi roboanti di squadre formidabili che si avanzano dentro rulli di tamburi. Anfield conosce quelle notti, il Liverpool dentro quelle notti ha edificato la sua incredibile storia calcistica. Sarà bellissimo, comunque finisca.

di Stefano Iaconis

 

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